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Sospensione abbattimento JJ4, Fugatti: “Le operazioni di cattura proseguiranno nel rispetto della pronuncia del Tar”

Le associazioni ambientaliste esultano “nessuno potrà torcere un pelo all’orsa”, me le operazioni di cattura proseguiranno. Fugatti attacca Costa: “Se dal ministero hanno deciso di fare un ricorso mi aspetto che mi venga anche comunicato dove portare questi esemplari problematici”

Di Tiziano Grottolo - 10 July 2020 - 17:46

TRENTO. Il Tar ha parzialmente sospeso l’ordinanza per l’abbattimento dell’orsa JJ4-Gaia con le associazioni ambientaliste che hanno esultato: “Un grandissimo risultato che ora obbliga il Presidente della Provincia di Trento Fugatti, a disattivare le gabbie di cattura e richiudere i fucili della forestale nei loro armadi, nessuno potrà torcere un pelo all’orsa”. Vero a metà, perché il decreto del Tar impone “in via cautelare” di sospendere l’ordinanza di abbattimento ma, riconoscendo come “certi” i presupposti per un intervento contingibile ed urgente a tutela della pubblica incolumità e sicurezza pubblica, consente alla Pat di mettere in campo “altre azioni energiche” quali la “cattura con rilascio allo scopo di spostamento e/o radiomarcaggio”, oppure la “cattura per captivazione permanente”.

 

Circostanza quest’ultima confermata dallo stesso Fugatti che ha fatto sapere che le operazioni di cattura proseguiranno: “Prendiamo atto delle valutazioni del Tar che rispetteremo ma noi lavoriamo per catturarla”. Peraltro questo è l’iter che comunque sarebbe stato seguito anche qualora il Tar non fosse intervenuto: dopo aver raccolto dei campioni per la caratterizzazione genetica JJ4-Gaia sarebbe dovuta essere catturata e radiocollarata. Dopodiché i dati sugli spostamenti e i nuovi campioni raccolti sarebbero stati incrociati per verificare l’effettiva corrispondenza: una volta identificato con certezza, l’animale sarebbe stato abbattuto.

 

Ad ogni modo le associazioni non si danno per vinte: “Il decreto del Tar – sostengono Lac, Lav, Lipu, Lndc e Wwf – chiarisce che la decisione di uccidere l’orsa non sarebbe proporzionata ai fatti accaduti, ancor di più perché lo stesso Pacobace prevede anche altre azioni ‘energiche’ che però non contemplano l’uccisione dell’orsa”. Nel ringraziare l’avvocato Claudio Linzola che ha seguito il ricorso, le associazioni si auspicano che la Pat avvii dei programmi “per la pacifica convivenza fra orsi e cittadini come previsto dallo stesso Pacobace”. Per la cronaca il Tar ha fissato per il 30 luglio l’udienza per la trattazione collegiale della richiesta di sospensiva. “Chiediamo che anche le catture siano sospese”, fa eco Massimo Comparotto, presidente dell’Oipa che assieme all'Enpa ha diffidato Fugatti chiedendo di annullare l’ordinanza. 

 

Sulla questione è intervenuto anche il ministro all’ambiente Sergio Costa che ha elogiato le associazioni ambientaliste: “Solo insieme possiamo vincere questa battaglia a favore della vita, ammazzare un'orsa solo per aver reagito non solo non mi vede favorevole ma la reputo un'ingiustizia. Nei giorni scorsi – ha aggiunto – ho scritto anche una lettera al Presidente della Provincia autonoma in cui l'ho invitato a ritirare l'ordinanza, dopo la sua risposta, negativa, sono stato costretto a formalizzare il ricorso”. Il ministro si dice pronto a fare il possibile per salvare JJ4-Gaia.

 

“Al ministro – ha replicato Fugatti – abbiamo chiesto di indicarci i territori, diversi dal Trentino, dove inviare gli orsi problematici, se dal ministero hanno deciso di fare un ricorso mi aspetto che mi venga anche comunicato dove portare questi esemplari”. Secondo Fugatti in Trentino ci sarebbero più orsi “di quelli che il territorio può sopportare sotto l’aspetta sociale e ambientale”. Alla richiesta fatta da Il Dolomiti di precisare un numero il presidente della Pat ha risposto: “Con l’esperienza maturata possiamo dire che il numero di esemplari sostenibile debba essere inferiore alla novantina di esemplari che abbiamo oggile stime del servizio foreste e fauna parlano di un numero compreso tra gli 82 e 93 esemplari, contando anche i cuccioli – considerando che negli anni la popolazione di orsi è destinata a crescere”.

 

Questo dunque, uno dei temi posti a Roma perché, come lasciato intendere da Fugatti, benché le regioni limitrofe al tempo avessero ratificato il progetto Life Ursus (che prevedeva la reintroduzione dell’orso in tutto l’arco alpino), ad oggi non ne vogliono sapere di “adottare” alcuni degli orsi “trentini”. Riferendosi all’eventuale cattura di JJ4-Gaia, il presidente della Pat ha ribadito: “Non so se c’è spazio al Casteller, in caso troveremo un altro luogo adatto, ma non vogliamo attendere la prossima persona aggredita da un orso per poi vederci l’ordinanza sospesa”.

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