Hiv, guarito un 66enne: è il quarto caso al mondo
Era finito in ospedale per un delicatissimo intervento: un trapianto di midollo osseo per sconfiggere una terribile leucemia. Dopo l'operazione, una straordinaria scoperta: il 66enne sembra infatti da allora aver debellato non soltanto il tumore, ma anche il virus dell'Hiv con il quale conviveva dal 1988

DUARTE. Con l’Hiv ci aveva convissuto per più di 30 anni, un tempo lungo al punto da fargli pensare che non si sarebbe mai rimesso o, addirittura, che quella malattia avrebbe rappresentato, prima o poi, la sua condanna a morte. Questa, la storia di un 66enne americano che nel 1988 riceveva la terribile diagnosi, ma che oggi, a distanza di 3 anni e mezzo, sembra invece potersi dire incredibilmente guarito “grazie” a un trapianto di midollo osseo.
Preso in cura all’ospedale “City of hope national medical center” di Duarte, in California, per una leucemia, l’uomo (che preferisce restare anonimo) è oggi il quarto caso al mondo (nonché il più anziano dei pazienti) ad aver sconfitto il virus dell’Hiv dopo aver trascorso quasi metà della propria esistenza a seguire la terapia antiretrovirale, che concede alle persone sieropositive un’aspettativa di vita pressoché “normale”, tenendo sotto controllo la malattia.
Una terapia che ora, dopo una delicata operazione, il paziente non dovrà più assumere perché da oltre 17 mesi è in remissione: nel suo sangue, non vi sono infatti più tracce del virus.
Tutto era cominciato dalla drammatica scoperta di una forma di leucemia (la quale si andava a sommare alla sieropositività) che richiedeva il trapianto di midollo osseo. Dopo l’intervento (effettuato 3 anni e mezzo fa) per curare il tumore, i medici avevano fatto una straordinaria e casuale scoperta: il midollo del donatore, una persona naturalmente resistente al virus dell’Hiv, aveva permesso al 66enne di liberarsi (ci si augura per sempre) non soltanto della leucemia ma anche dell’Hiv.
Un incredibile caso, quello presentato alla Conferenza internazionale sull’Aids 2022 a Montreal, in Canada, dove sono stati illustrati i motivi secondo i quali il paziente in questione sarebbe riuscito a guarire (potenzialmente in via definitiva) da una malattia che, come dichiarato dall’uomo stesso, ha invece strappato la vita a molti dei suoi amici.
In generale, il virus dell’Hiv danneggia il sistema immunitario (conducendo potenzialmente all’Aids) entrando nei globuli bianchi attraverso la proteina Ccr5, utilizzata come microscopica porta d’accesso. Alcuni individui hanno tuttavia (fortunatamente) mutazioni Ccr5 che bloccano questa porta, tenendo il virus lontano: il 66enne californiano, grazie al suo donatore, ha quindi ripopolato il proprio organismo di cellule immunitarie che non si sarebbero più potute infettare, poiché “Hiv resistenti”.
Sono solo altri 3 i casi in tutto il mondo di guarigione documentati: il primo a guarire fu il "paziente di Berlino", Timothy Ray Brown, nel 2011. Dopo di lui, altri due, fino a arrivare all’uomo curato a Duarte, non soltanto il più anziano dei quattro ma anche la persona che più a lungo, fra questi, ha convissuto con l’Hiv.
Una meravigliosa notizia che, tuttavia, va accolta con la dovuta cautela in quanto (riferiscono gli esperti) il trapianto di midollo osseo non è un approccio che potrebbe essere utilizzato su larga scala: sono infatti 38 milioni, le persone sieropositive ad oggi nel mondo.
I ricercatori stanno ora indagando vari possibili nuovi approcci per prendere di mira la proteina Ccr5. Fra le varie opzioni relative alle potenziali forme di trattamento, la terapia genica, i vaccini terapeutici o, ancora, l’elaborazione di farmaci sempre più potenti che si spera un giorno possano combattere totalmente il virus: un traguardo lontano, quello degli scienziati, ma non per questo irraggiungibile.












