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I No-vax trentini invitano gli over 50 a non vaccinarsi: “Aspettate e non cedete, noi stiamo stabilendo delle strategie di resistenza”

L’appello dei No-vax trentini a non vaccinarsi: “Non cedete, nel frattempo evitate di sostenere tutte quelle attività e servizi che appoggiano questa follia. Il tempo di limitarsi a sperare che qualcun altro combatta per noi è finito”

Di Tiziano Grottolo - 08 January 2022 - 11:37

TRENTO. “Ricordiamo a tutti che per il momento non esiste nulla in gazzetta ufficiale che confermi quanto diffuso dai media e da Draghi in merito all’estensione del Super-Green pass ad altre fasce di popolo”. Questo il messaggio che da ieri, 7 gennaio, sta circolando in varie chat legate agli ambienti No-vax della Provincia di Trento. Tutto è partito dal gruppo social “Ci Siamo” (quasi 3.300 membri su Telegram) punto di riferimento della comunicazione No-vax in Trentino.

 

“Raccomandiamo pertanto di aspettare – proseguiva la nota – e non cedere alla vaccinazione fintantoché non ci saranno indicazioni certe rispetto alle quali non esiteremo ad aggiornarvi, stabilendo anche delle strategie di resistenza. Seminare il panico per far “cadere” altre persone è la loro strategia: non assecondiamoli. Prendete tempo, keep calm”.

 

Per la verità poche ore più tardi il decreto che impone l’obbligo vaccinale agli over 50 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e da oggi è entrato in vigore. Il provvedimento, al fine di tutelare la salute pubblica, introduce l’obbligo vaccinale che si applica “ai cittadini italiani e di altri Stati membri dell’Unione europea residenti nel territorio dello Stato, nonché ai cittadini stranieri che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età”.


L’unica esenzione riguarda i casi di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal medico vaccinatore. Chi invece ha recentemente contratto il Covid-19 può posticipare la vaccinazione ma solo fino alla prima data utile.

 

I no-vax trentini pero non si danno per vinti e sono determinati a proseguire la loro battaglia. “L’alternativa allo scontro violento per difendere la nostra libertà è la disobbedienza – scrivono sempre su Telegram – non cedere al ricatto partecipando a manifestazioni senza paura di esporti, partecipando a ogni forma di dissenso come esposti e denunce, evitando di sostenere tutte quelle attività e servizi che appoggiano questa follia e soprattutto non rinunciando a pretendere ciò che è nostro di diritto. Il tempo di limitarsi a sperare che qualcun altro combatta per noi è finito. L’alternativa al non impegnarsi tutti insieme saranno la vaccinazione, il Green pass e la perdita definitiva della libertà”. Infine l’immancabile appello alla condivisione del messaggio “con almeno 10 persone”.

 

Eppure, come dimostrano i dati i vaccini sono lo strumento più efficacie per contrastare la pandemia. In particolare contribuiscono in maniera decisiva a evitare le ospedalizzazioni che altrimenti congestionerebbero gli ospedali rischiando di portare al collasso il sistema sanitario. Come spiegava Antonio Ferro, direttore generale facente funzione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, “i non immunizzati rappresentano un serbatoio che consente al virus di correre”. 

 

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