Contenuto sponsorizzato
| 03 ott 2022 | 16:28

Il campo profughi del Trentino Alto Adige ancora inutilizzato in Moldavia? De Col: "Lo abbiamo donato anche per calamità future, non è più di nostra competenza"

Il dirigente generale del Dipartimento di protezione civile, foreste e fauna della Pat dopo il servizio Rai che mostra l'attrezzatura ancora 'imballata' nei container in Moldavia: “L'attrezzatura che abbiamo fornito alla Moldavia potrà essere utilizzata in futuro per un eventuale evento calamitoso. Era questa l'idea alla base della donazione effettuata”

Immagine a destra di Tgr Rai Trento

TRENTO. “Si tratta di materiale donato, il cui utilizzo successivo non è ovviamente di nostra competenza. In ogni caso però, l'attrezzatura che abbiamo fornito alla Moldavia potrà essere utilizzata in futuro per le operazioni dopo un eventuale evento calamitoso, come per esempio un terremoto. Era questa l'idea alla base della donazione effettuata”. Sono queste le parole del dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia di Trento, Raffaele De Col, dopo il servizio del Tgr Rai Trento che mostra l'attrezzatura per l'allestimento di un campo per l'accoglienza dei profughi ucraini in Moldavia, trasportata in marzo dalla colonna mobile delle protezioni civili del Trentino e Alto Adige, mai utilizzata e ancora 'imballata' nei container.

 

Al di là insomma del potenziale aiuto che il campo poteva fornire nella gestione del massiccio numero di profughi ucraini arrivati in Moldavia nella prima fase dell'invasione russa del Paese, per De Col l'attrezzatura trasportata in marzo dalla colonna mobile (si parla di tende, fornelletti, brandine, coperte, kit di lenzuola, torri fari, quadri elettrici e via dicendo, sufficienti come detto per l'allestimento di un campo in grado di accogliere oltre 500 persone) è stata donata per fornire in generale alla Moldavia una capacità di risposta a potenziali eventi calamitosi futuri.

 

Come riportato dalla Tgr Rai Trento nel servizio realizzato a qualche decina di chilometri dalla capitale moldava Chisinau, nel paese di Aneni Noi, il comandante della Protezione civile moldava Vitalie Grabovski ha spiegato, nel mostrare i container ancora pieni dell'attrezzatura arrivata dall'Italia, che il flusso di profughi arrivato nel Paese nella primavera del 2022 è stato “sicuramente grande” e che le autorità non erano preparate come lo sono oggi. “Durante i mesi di marzo, aprile e maggio – ha detto ai microfoni Rai – abbiamo ricevuto molti aiuti per garantire la funzionalità dei campi e distribuire e guidare il flusso di profughi provenienti dall'Ucraina, che però poi è scemato. Ci aspettiamo però che con l'arrivo dell'inverno e con il freddo questo flusso di profughi aumenterà rispetto all'estate”.

 

Il valore totale del materiale trasportato dalla colonna mobile approntata dalle protezioni civili di Trento e Bolzano è di circa 1,8 milioni di euro (per quanto riguarda il Trentino si parla di 1.281.000 milioni) e, dicevano in marzo le autorità provinciali, dopo la consegna del materiale l'allestimento del campo profughi sarebbe toccato, per l'appunto, alle autorità moldave.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 01 maggio | 16:56
Positivi i dati in Trentino nei primi due mesi dell’anno. I sindacati Cgil, Cisl e Uil: "Ora però pesa l’incertezza provocata dal [...]
Cronaca
| 01 maggio | 16:01
L'incidente è avvenuto durante la mattinata di oggi, venerdì 1 maggio, in una delle gallerie, in direzione del Trentino, nella zona nord [...]
altra montagna
| 01 maggio | 12:00
La processionaria del pino è un lepidottero le cui larve causano seri problemi alle popolazioni di pini delle nostre foreste, e possono essere [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato