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| 25 feb 2022 | 19:04

IL VIDEOSERVIZIO. ''Portiamo in Europa il maggior numero di profughi possibile'', l'appello dal Trentino: ''Diamo loro tetto e lavoro''. Fugatti apre ai corridoi umanitari

''Il Trentino è disponibile a fare la sua parte qualora ce ne fosse bisogno'', ha detto il presidente della Provincia. I sindacati e le Acli chiedono a gran voce di fare il possibile per salvare i cittadini che stanno scappando dalla guerra e dall'avanzata russa

TRENTO. ''Sono i civili, le donne, i bambini, le persone fragili a pagare il prezzo più alto di una guerra. Sempre. E questo vale drammaticamente anche per l’Ucraina oggetto di un folle attacco da parte della Russia. In queste ore drammatiche la priorità deve essere la salvaguardia di quei civili. Per questo chiediamo al presidente Fugatti di attivare tutti i canali possibili per aprire subito corridoi umanitari con il Trentino''. Lo chiedono a gran voce Cgil, Cisl, Uil e Acli condannando con fermezza l’offensiva delle truppe russe e ribadendo un secco no alla guerra.

 

E mentre altre regioni e comuni italiani hanno già dato chiare disponibilità di numeri e spazi e, per esempio, il Veneto si prepara ad accogliere i rifugiati ucraini, con la protezione civile pronta ad allestire i primi centri profughi ("La struttura della Protezione civile del Veneto si prepara a tendere le mani ai profughi ucraini e a coloro che saranno costretti a fuggire, a causa della guerra in atto, cercando soccorso e rifugio anche nelle nostre terre", ha spiegato l'assessore regionale alla Protezione civile del Veneto, Gianpaolo Bottacin) il Trentino prende tempo e al momento, per bocca del presidente della Provincia, si limita a dirsi ''disponibile a fare la propria parte aprendo dei corridoi umanitari per i civili in fuga dall'Ucraina''.

 

Così recita il post del presidente Fugatti che aggiunge: ''L'auspicio è che tutto si possa risolvere immediatamente e che quindi questo non debba avvenire, ma il Trentino rimane in prima linea''. E mentre si annunciano quattro milioni di persone in fuga dal Paese per un Europa che ha, di fatto, abbandonato gli ucraini al loro destino ora dovrà, almeno, farsi carico del salvataggio di chi riuscirà a scappare. E per fortuna i corridoi umanitari con l'Europa, in questo caso, saranno facilmente realizzabili visto che l'Ucraina è a un passo dall'Unione Europea e nel 2024 avrebbe dovuto anche presentare domanda di adesione alla Ue (per poi entrarvi nel 2030).

 

Putin ha deciso che il futuro di questo Paese non sarà con l'occidente, e quindi con speranze di crescita (come accaduto a tutto il blocco ex sovietico), in un contesto di libertà e di democrazia, ma, al contrario, sarà quello di uno stato vassallo della sua Russia. Niente di peggio si poteva auspicare per il popolo ucraino che se da un lato sta cercando di resistere all'avanzata russa dall'altro è in rotta verso i confini con la Polonia, la Moldavia e la Romania

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