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| 23 feb 2022 | 16:11

Istituto scolastico devastato dai vandali, hanno tutti tra i 13 e 15 anni: "Lavori socialmente utili come risarcimento"

Sono stati individuati gli autori degli atti vandalici commessi all’Itis Negrelli di Feltre nella notte tra il 22 e il 23 gennaio scorso. Padrin: "Rischiano di vedersi rovinata la vita per quella che hanno considerato una bravata"

Istituto scolastico devastato dai vandali, hanno tutti tra i 13 e 15 anni: "Lavori socialmente utili come risarcimento"
di Redazione

FELTRE. Sono stati individuati gli autori degli atti vandalici all'Istituto Negrelli, si tratta di ragazzi di un'età compresa tra i 13 e i 15 anni. "È stato un atto di vandalismo grave, che non possiamo minimizzare. Ora proporremo alcuni lavori socialmente utili da fare a scuola, così che quei ragazzi possano riabilitarsi agli occhi della comunità", afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin alla notizia della chiusura delle indagini sull'episodio di vandalismo riportato all’Itis Negrelli di Feltre nella notte tra il 22 e il 23 gennaio scorso, quando alcuni ragazzi avevano messo a soqquadro la scuola, danneggiando arredi e dotazioni.

 

La mattina seguente gli allievi della scuola sono stati mandati a casa per proseguire la lezione in dad. I vandali avevano rotto vetri e ribaltato diversi armadi, per poi danneggiare le macchinette delle merendine. La Provincia, proprietaria della struttura, si era attivata immediatamente per le pulizie e per ripristinare le aule in tempi rapidi.

 

"Ottimo lavoro dei carabinieri della stazione di Feltre, che ringraziamo - prosegue - A seguito delle indagini hanno individuato gli autori degli atti vandalici. Dispiace che si tratti di ragazzi, tutti tra i 13 e i 15 anni, che ora dovranno rispondere di reati pesanti, rischiando di vedersi rovinata la vita per quella che probabilmente hanno considerato una bravata".

 

La giustizia "farà il suo corso, ma da parte nostra intendiamo dare la possibilità ai ragazzi di rendersi utili mettendosi a disposizione dell’istituto e della comunità scolastica che è rimasta molto scossa, come ho potuto vedere di persona incontrando il dirigente scolastico". In questo modo, "potranno riparare, almeno in parte, ai cospicui danni causati". Si tratta anche "di un’occasione per riflettere su quanto accaduto, con l’augurio di non dover più commentare episodi simili".

 

Padrin conclude: "Chi sbaglia paga, ma dalla comprensione di quanto accaduto deve derivare anche un insegnamento. Auguro buon lavoro al preside e agli insegnanti, perché le famiglie da una parte e la scuola dall’altra sono gli strumenti fondamentali di crescita dei nostri ragazzi".

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