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Raid vandalico a scuola, muri imbrattati, scaricati estintori nelle aule e armadietti svuotati. Il sindaco: ''Atto odioso che preoccupa la comunità''

E' successo a Pinzolo nell'istituto comprensivo. Oggi si terrà una riunione con la dirigente per capire se domani la scuola potrà riaprire in sicurezza. Sono in corso le indagini da parte dei carabinieri anche attraverso la visione dei filmati delle telecamere per individuare i responsabili 

Di Giuseppe Fin - 03 maggio 2022 - 08:58

PINZOLO. Estintori svuotati all'interno delle aule ma anche macchinette del caffè danneggiate, mobili aperti e tutto quello che si trovava all'interno gettato a terra. Un vero e proprio raid vandalico quello avvenuto a Pinzolo all'interno dell'istituto comprensivo.

 

Una scorribanda avvenuta nei giorni di chiusura della struttura e che è stata scoperta nelle scorse ore. Per fortuna gli studenti sono a casa fino a mercoledì per il ponte del Primo maggio e il personale si è subito messo al lavoro per cercare di rimettere in ordine le aule. La polvere degli estintori è finita sui computer e sulle lavagne luminose e oggi si faranno le verifiche per avere la situazione della strumentazione colpita.

 

Sul gravissimo episodio stanno indagando le forze dell’ordine che stanno visionando i filmati delle tante telecamere di videosorveglianza che si trovano in zona.

 

“Sono atti odiosi – ha spiegato a ilDolomiti il sindaco di Pinzolo, Michele Cereghini – ancora di più quando vanno a colpire una istituzione scolastica che mira a trasmettere ben altri valori. Atti di questo tenore non erano mai avvenuti sul nostro territorio e preoccupano ovviamente la comunità”.

 

Immediatamente si è messa al lavoro la squadra comunale con un intervento urgente per il ripristino delle aule e fare la conta dei danni che ci sono stati. Questo pomeriggio ci sarà l'incontro tra il sindaco e la dirigente per capire se la scuola potrà riaprire domani.

 

“Mi auguro – ha spiegato Cereghini – che gli inquirenti possano individuare gli autori e che siano puniti. Serve lanciare anche un chiaro messaggio. Da parte degli amministratori e delle istituzioni scolastiche, inoltre, dobbiamo chiederci da dove arriva il disagio che ha provocato tutto questo”.

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