La Giunta Fugatti aumenta il prezzo dei biglietti extraurbani per chi li acquista a bordo: “Impegnano gli autisti e fanno aumentare i tempi di percorrenza”
Secondo la Provincia chi acquista i biglietti extraurbani a bordo dell’autobus fa aumentare i tempi di percorrenza e impegna gli autisti, per questo il loro prezzo è stato aumentato. La lettera di un lettore

TRENTO. “Informiamo la gentile clientela i titoli di viaggio extraurbani acquistati a bordo dei mezzi saranno emessi con una maggiorazione di 50 centesimi rispetto a quelli acquistati presso i punti vendita a terra”. Così Trentino trasporti ha annunciato agli utenti l’aumento dei prezzi su alcuni biglietti, anche se per la verità si tratta di una decisione che arriva dalla Giunta Fugatti che ha approvato un’apposita delibera all’inizio di luglio.
Tempi duri per chi prende i mezzi di trasporto pubblici visto che già a giugno Piazza Dante aveva fatto sapere che “preso atto del fine emergenza Covid” le tariffe dei biglietti di corsa semplice extraurbana applicate prima della pandemia sarebbero state ripristinate.
Ora, dopo i tagli sulle agevolazioni, arrivano anche i rincari. Le nuove tariffe a bordo infatti, saranno applicate a tutti i viaggiatori senza alcuna deroga e indipendentemente dalla presenza di una biglietteria o self-service funzionante o fuori servizio. L’incremento delle tariffe dei biglietti venduti a bordo, spiega la Provincia, ha l’obiettivo di incentivare l’utilizzo di strumenti digitali (carte a scalare e mobile ticketing) e di disincentivare la vendita a bordo dei ticket di corsa semplice, che comporta un significativo aumento dei tempi di percorrenza delle corse, dovute all’impiego dell’autista nelle operazioni di biglietteria.

Circostanza quest’ultima confermata anche dal dirigente del Servizio trasporti pubblici della Provincia di Trento, Roberto Andreatta, che parla di una decisione condivisa: “È stato stabilito che il rilascio del biglietto a bordo sul servizio extraurbano (800.000 operazioni su base annua) fosse da accompagnare strutturalmente a un incremento del biglietto (2 passeggeri su 10 quelli non abbonati) per incentivare l’utente a orientarsi verso forme di acquisto online oppure prepagate (la carta scalare tradizionale o anche quella ‘light’ presente nelle tabaccherie) in modo da ridurre progressivamente questa modalità a bordo che impegna gli autisti e genera anche maggiori tempi di incarrozzamento”.
Di seguito la lettera di un nostro lettore:
Gentile direttore,
da anni seguo un tema che mi sta molto a cuore, quello della mobilità e del traffico nella nostra provincia. Sono restato davvero basito quando ho letto che la Giunta provinciale, con delibera 1172 del 01/07/2022, ha stabilito “un incremento delle tariffe dei biglietti venduti a bordo, pari a 50 centesimi, al fine di incentivare l’utilizzo di strumenti digitali (carte a scalare e mobile ticketing) e di disincentivare la vendita a bordo dei ticket di corsa semplice, che comporta un significativo aumento dei tempi di percorrenza delle corse, dovute all’impiego dell’autista nelle operazioni di biglietteria”. Ora, io prendo i mezzi pubblici da circa 30 anni per andare al lavoro e, dal mio punto di osservazione, posso notare che coloro che fanno il biglietto a bordo sono davvero pochi e hanno un identikit abbastanza chiaro: non sono utenti abitudinari, molte volte sono anziani e spesso si trovano costretti a fare il biglietto a bordo perché non ci sono altri modi per averlo. Ma la delibera non si dimentica nemmeno di questo, affermando infatti che “Le nuove tariffe a bordo saranno applicate a tutti i viaggiatori senza alcuna deroga e indipendentemente dalla presenza di una biglietteria o self-service funzionante o fuori servizio”. Non so che numeri abbiano a Trentino Trasporti (non mi pare le corse subiscano gran ritardo per un paio di biglietti fatti a bordo) e nemmeno che vantaggi ci siano in questo aumento spropositato, ma so quale messaggio passa con un tale provvedimento: gli utenti dei mezzi pubblici – nonostante inquinino meno e pesino meno in termini di parcheggi e traffico - sono cittadini di Serie B. Meglio continuino a prendere l’auto e ad intasare la tangenziale, alla faccia delle chiacchiere sulla transizione ecologica. Tutto ciò mentre in Germania viene promosso un abbonamento estivo a 9 euro che permette di girare su qualsiasi mezzo pubblico in tutto il paese (traghetti e funivie comprese, 21 milioni di abbonamenti già emessi) e in Spagna, per venire incontro al caro carburanti, si viaggia gratis per tutta l’estate.
PS. Per la cronaca: il sito Via Michelin stima in 1,68 euro la spesa di carburante per il tratto Pergine-Trento. Ad un utente di Trentino Trasporti costa 2,20 euro se ha già il biglietto, 2,70 euro se lo fa a bordo. Riassumendo, cinque giorni di andata e ritorno Pergine – Trento in auto costano meno di 17 euro, in corriera 22 euro. Se poi fate il biglietto a bordo ogni volta, il costo complessivo è di 27 euro. Numeri che parlano da soli.
Roberto Calzà













