"La Svezia cerca infermieri italiani con offerte di lavoro allettanti". L'accusa di Nursing up: "Stipendi non inferiori ai 2.100 euro. Qui Provincia immobile"
Hoffer: "Proposta contrattuale a tempo indeterminato e il corso di lingua svedese. Un infermiere specializzato, assunto in una clinica universitaria come quella di Göteborg, partirebbe da uno stipendio non inferiore ai 3mila euro netti. La nostra Provincia? Totale assenza di confronto". L'interrogazione di Coppola: "Fuga di infermieri e oss al Santa Chiara, si intervenga con le assunzioni"

TRENTO. "La Svezia si è attivata per assumere infermieri italiani". E' questo che riporta il coordinatore del sindacato Nursing up di Trento, Cesare Hoffer, che punta il dito contro la Provincia autonoma. "Mentre altre nazioni promuovono una politica di valorizzazione giuridico- economica per infermieri e professionisti sanitari, creando sempre più attrattività nei confronti delle loro realtà, la situazione nella nostra provincia è caratterizzata da immobilismo e totale assenza di confronto istituzionale".
I dati di Crea non mentono sui risultati delle performance dei sistemi sanitari regionali. Se soltanto nel 2019, la sanità trentina era al primo posto, nell'ultimo rapporto pubblicato finisce in seconda fascia al quinto posto su scala nazionale, perdendo posizione rispetto ad altre regioni del Nord.
"Dopo la Germania, l’Austria, la Svizzera e l’Inghilterra, ora è il turno anche della Svezia, - dichiara Hoffer - che si è prontamente attivata per assumere infermieri italiani, evidentemente apprezzati ovunque al di fuori delle nostre realtà".
Ciò che viene proposto ha sicuramente poco a che vedere con l'offerta della Giunta Fugatti che per far fronte al problema della carenza di personale e la "fuga di cervelli" all'estero per incentivare il rientro di trentini con alta professionalità, propone un rimborso del costo del viaggio e di una prima sistemazione alloggiativa.
Nel frattempo però, oltre i confini italiani le proposte sono ben diverse. "A essere allettante sarebbe sia la proposta contrattuale - prosegue Hoffer - rigorosamente a tempo indeterminato, sia il corso di lingua svedese che, dopo la selezione iniziale a esito positivo, verrebbe offerto a titolo gratuito e comincia addirittura a distanza. Ricordiamo che un infermiere, iscritto in Italia all’albo, partirebbe oggi verso la Svezia, se assunto a tempo indeterminato, con uno stipendio non inferiore ai 2.100 euro netti e un infermiere specializzato, assunto in una clinica universitaria come quella di Göteborg, partirebbe da uno stipendio non inferiore ai 3mila euro netti".
In Provincia invece l'inizio dell'estate ha segnato soltanto una "crescita del disagio quotidiano, tra carenza cronica di personale, aumento delle dimissioni volontarie a fronte anche di un’ondata di pensionamenti incombente vista l’elevata età media degli infermieri e le assenze dal servizio dei professionisti dovute alla ripresa del contagio Covid".
A tutto ciò la Provincia risponde prima autorizzando una riduzione delle presenze in servizio del personale infermieristico nelle Rsa (arrivando nel concreto a un rapporto un infermiere ogni 90 residenti per turno), poi escludendo gli stessi operatori sanitari e assistenziali nelle case di riposo dall'estensione del bonus Covid (indennità accessoria dovuta al prolungarsi della pandemia).
"Questo non farà che incentivare la continua dimissione di altri colleghi - conclude Hoffer - da Provincia e Azienda, ci aspettavamo progettualità condivise, tavoli di confronto e l’adozione di provvedimenti di ben altro tenore, volti a implementare le assunzioni che invece sono attualmente irrilevanti, visto l’elevato turn-over".
A questo si sono aggiunti molti appelli della politica, soprattutto da parte dell'opposizione. "All'Ospedale Santa Chiara di Trento, in Medicina, - dichiara la consigliera di Europa Verde Lucia Coppola in una sua interrogazione - ci sono infermieri, oss che si dimettono dai loro incarichi, che chiedono trasferimenti a causa di turni massacranti causati della cronica carenza di colleghi, paghe non adeguate, scarsa valorizzazione e perché evidentemente ingabbiati in realtà dove non riescono a esprimere il loro potenziale".
Appoggiandosi ai dati di Fenalt, la consigliera riporta che al Santa Chiara "dei 42 infermieri della medicina media, 6 sono assenti e due se ne andranno a breve". Analogo il problema tra gli oss: "Dei 20 che lavorano in reparto (4 in meno rispetto all'organico previsto), 2 persone risultano sospese, 1 è in aspettativa per tutta l'estate e 3 in malattia lunga".
"La condizione lavorativa di infermieri e oss è ben oltre il limite della sostenibilità - conclude Coppola - e, dopo due anni e mezzo di stato di emergenza e carichi di lavoro massacranti, essi si vedono costretti a ricoprire prestazioni aggiuntive, stop dei riposi e delle ferie, aumento dei turni. La soluzione non può essere solo chiamare al lavoro studenti-tirocinanti di infermieristica e oss ma si deve procedere ad assunzioni in tempi brevissimi".















