La Giunta Fugatti diminuisce gli infermieri nelle Rsa, l'Ordine: "Li riducono del 50%. Noi tenuti all'oscuro mentre a maggio firmavano un patto per un maggior coinvolgimento"
L'Ordine delle professioni infermieristiche prende le distanze dalla decisione dell'assessorato, a firma di Giancarlo Ruscitti, sulla riduzione degli standard del personale. Soltanto a maggio scorso Segnana aveva firmato il patto per "L’assistenza infermieristica nel sistema trentino". Pedrotti: "Decisione che disattende l'impegno reciproco. A forte rischio la sicurezza e la qualità delle cure"

TRENTO. "Prendiamo le distanze ed esprimiamo piena contrarietà a un'ulteriore riduzione degli standard infermieristici in Rsa, già gravemente sottodimensionati a fronte della crescente complessità assistenziale e sanitaria dei residenti, come in più occasioni segnalato con incontri e documenti. La riduzione autorizzata è di fatto del 50%". A parlare è Daniel Pedrotti, presidente dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trento. "Inaccettabile la revisione al ribasso dei parametri di assistenza infermieristica, che mette a forte rischio la sicurezza e la qualità delle cure, nonché aggrava ulteriormente le condizioni di lavoro e la dignità della nostra professione". Nonostante il patto sottoscritto e gli impegni presi solo pochi mesi fa dall'assessora alla Salute Stefania Segnana, la voce degli infermieri rimane ancora inascoltata.
Gli infermieri dicono "no" a gran voce alla decisione presa dall'assessorato che in una nota del 4 luglio scorso a firma del dottor Giancarlo Ruscitti "riduce ad almeno 4 infermieri nelle Rsa fino a 60 residenti, quindi in rapporto, 1 infermiere ogni 15 residenti - spiega Pedrotti - nel concreto però questo si traduce in un rapporto medio per turno di un infermiere ogni 90 ospiti, a cui fra l’altro può concorrere anche il coordinatore". Secondo le direttive arrivate a fine 2021 per l'anno 2022, il rapporto medio per turno era 1 infermiere a 60 residenti "e già in questo caso eravamo sottodimensionati".
L'autorizzazione sulla riduzione dell'organico è stata denunciata anche dal consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella che in una sua interrogazione ha riportato una diminuzione del rapporto medio infermiere/residenti da 1:10 a 1:15, ma anche il fatto che "si torna indietro autorizzando le notti in reperibilità per Rsa fino a 70 residenti" (Qui l'articolo).
Un gesto inaspettato visto che l'assessora Segnana soltanto pochi mesi fa, il 17 maggio scorso, aveva siglato un patto per "L’assistenza infermieristica nel sistema trentino" con l'Ordine delle professioni infermieristiche del Trentino, finalizzato tra i vari punti non solo a garantire una maggiore valorizzazione della professione investendo anche sulla formazione universitaria, ma anche con un impegno a "sostenere le dotazioni infermieristiche nei vari luoghi di cura (quindi anche le Rsa) per far fronte all'evoluzione dei bisogni di salute dei cittadini e per introdurre nuovi modelli professionali alla luce dell'avanzamento delle competenze e dell'autonomia degli infermieri e una condivisione delle scelte", aggiunge Pedrotti.
Eppure non c'è stato "nessun incontro e condivisione preliminare con l’Ordine in merito all’autorizzazione alle Rsa di ridurre lo standard infermieristici - sostiene il presidente - è evidente che questa decisione va in una direzione opposta e disattende l’impegno reciproco sottoscritto fra noi e la Pat. Sorprende e si ritiene irrispettoso il mancato confronto preliminare che evidenzia un mero approccio amministrativo 'adattativo' a un problema di carenza di infermieri a scapito della sicurezza e qualità delle cure dei residenti. Le proposte a breve e medio/lungo termine avanzate da noi a oggi risultano ancora inascoltate".
Per questo viene richiesto urgentemente "l'attivazione del tavolo di lavoro previsto dallo stesso accordo", conclude il presidente dell'Ordine.














