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| 26 set 2022 | 17:41

"L’amore che nutriva per la nostra valle resta, come il ricordo di quanto ha fatto", l'addio a Pierino Mantovani, ristoratore della Val Daone "con un sorriso d'altri tempi"

È la storia di un instancabile lavoratore, quella di Piero Mantovani, ristoratore, volontario e scrittore ben noto in alta val Daone, scomparso qualche giorno fa e affettuosamente ricordato sui social 

VAL DAONE. "È con un grande dolore nel cuore che comunichiamo ai nostri amici e clienti che Piero Mantovani ci ha lasciati". Così, attraverso un post sui social, è stata resa nota la scomparsa di un personaggio molto conosciuto nell'alta val Daone, luogo in cui fino a qualche giorno fa "Pierino aveva continuato a lavorare con il sorriso di sempre e modi d'altri tempi", come scrive su Facebook Ketty Pellizzari, sindaca di Valdaone.

 

Classe 1932, Mantovani "era salito a Bissina nel 1956 (e da lì non se ne sarebbe più andato), quando la Famiglia Cooperativa di Bondone aveva creato uno spaccio di alimentari" in una zona in cui lavoravano cinquemila operai: negozio che avrebbe da allora gestito, per poi passare negli anni alla conduzione del bar "Alla diga", grazie al quale innumerevoli clienti avrebbero avuto la possibilità di conoscere "un uomo incredibilmente gentile, memoria storica del luogo", come si legge oggi sui social.

 

Sessantasei anni, quelli trascorsi da Piero alle porte della val di Fumo: tempo abbastanza lungo da permettergli di osservare i grandi lavori idroelettrici fatti alla diga di Bissina (inaugurata nel 1962): ricordi questi, insieme ai propri, che l'uomo ha voluto tramandare ai posteri attraverso la stesura di due libri narranti, come lui stesso scriveva, "le fatiche sovrumane di persone dimenticate". Preziose testimonianze scritte che, insieme al volontariato, nel 2012 (all'età di 80 anni) gli avevano fatto guadagnare un'importante onorificenza, quella di Cavaliere della Repubblica

 

Lui che, nato e cresciuto a Bondone, paese abitato da carbonai, di "carbunàr" non ne voleva sapere, aveva prima aperto un proprio negozio di frutta e verdura, per poi trasferirsi a Bissina in seguito alla chiamata del parroco don Giuseppe Pellegrini, che nel 1956 gli offrì un posto di lavoro in un luogo dove avrebbe continuato "a adoperarsi instancabilmente per il prossimo": questo, fino a qualche giorno fa.

 

"Pierino ci ha lasciati, ma l’amore che nutriva per la nostra valle resta, come il ricordo di quanto ha fatto", conclude nel suo intervento la sindaca di Valdaone, alla quale si aggiungono gli innumerevoli utenti che su Facebook hanno voluto ricordare l'uomo, anche soltanto attraverso un commento, sottolineando che "non ti dimenticheremo mai: ciao Pierino!".

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