Omicidio Perraro, Manfrini fa ricorso in Cassazione contro l'ergastolo. Gli avvocati: ''Irregolarità nel collegio giudicante e sono mancate verifiche sulla dinamica''
La legale di Marco Manfrini spiega a il Dolomiti: "Una persona viene condannata nel momento in cui ci sono molteplici elementi ed univoci che portano nel senso della condanna. In questo caso questa univocità non c'è perché sono mancante tutta una serie di verifiche sulla dinamica, sulle lesioni e altro”

TRENTO. Marco Manfrini, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Eleonora Perraro, ha deciso di ricorrere in Cassazione. Gli avvocati nei giorni scorsi hanno depositato la richiesta, l'udienza non è stata ancora fissata e rimane l'ultima speranza per evitare il carcere a vita.
IL RICORSO
Alla base del ricorso in Cassazione ci sono elementi che riguardano sia la formazione del collegio giudicante che altri punti del processo che hanno portato alla sentenza.
“E' già stato depositato il ricorso – ha spiegato a il Dolomiti l'avvocata Elena Cainelli – e i motivi sono molteplici a partire dall'irregolare formazione del collegio giudicante. Un vizio di forma grave che può portare all'annullamento della sentenza”.
Ma non sono perché da parte degli avvocati di Marco Manfrini sarebbero stati sollevati anche altri vizi. “In ordine – spiega sempre l'avvocata Cainelli – al fatto che non si tiene conto di una serie di elementi che sono idonei a non superare il ragionevole dubbio. Una persona viene condannata nel momento in cui ci sono molteplici elementi ed univoci che portano nel senso della condanna. In questo caso questa univocità non c'è perché sono mancante tutta una serie di verifiche sulla dinamica, sulle lesioni e altro”.
LA CONDANNA
La vicenda dell'omicidio al bar Sesto Grado è ormai conosciuta: nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2019 Eleonora Perraro viene barbaramente uccisa nel giardino del locale sulla strada che da Nago porta a Torbole. Sul suo corpo vengono ritrovati segni riconducibili a morsi umani e il viso presenta profonde lacerazioni.
La mattina successiva sulla scena del delitto viene ritrovato dalle forze dell'ordine il marito della donna, Marco Manfrini, sporco di sangue e in stato confusionale. Fin da subito i sospetti ricadono, ovviamente, sull'uomo, che già in passato era stato accusato di violenze nei confronti di un'altra compagna.
A quasi 2 anni dall'omicidio che ha sconvolto il Trentino, il 6 luglio dello scorso anno Marco Manfrini è stato condannato all'ergastolo. Accolte tutte le richieste della Pubblico ministero Fabrizio De Angelis, che oltre alla pena detentiva aveva chiesto al presidente della Corte d'Assise Giuseppe Serao di confermare tutte le aggravanti del caso, vista anche l'assenza di un qualunque segno di pentimento da parte di Manfrini.
Dal canto suo la difesa ha sostenuto fino all'ultimo una dinamica completamente diversa e decidendo poi il ricorso in Appello.
L'APPELLO
Il 16 maggio di quest'anno la Corte d'Appello di Trento ha confermato l'ergastolo incassato in primo grado per Marco Manfrini. Il massimo della pena per l'omicidio di Eleonora Perraro assassinata il 5 settembre del 2019 a Nago Torbole.
Già nella prima udienza d'appello la difesa aveva chiesto l'annullamento del processo perché due giudici popolari erano stati assenti durante alcune testimonianze. Era stato poi chiesto un supplemento di indagine per la possibilità di coinvolgimento di un terzo uomo e per la questione del cane Achille che, per alcuni, avrebbe potuto aver aggredito la padrona. Temi questi che, però, non hanno cambiato sull'esito della condanna.














