Operai morti intossicati nel container dove dormivano, l'Anpi del Trentino: “Una fatto terribile che grida ai nostri orecchi distratti”
Si erano sistemati a Milano da qualche mese dopo essere arrivati dall'Egitto i due operai morti negli scorsi giorni in un container all'interno di un cantiere affacciato sul lago di Como, a Moltrasio: da quasi un mese dormivano all'interno di quel container, dove la scorsa settimana hanno acceso un braciere per il freddo, rimanendo con tutta probabilità intossicati dalle esalazioni di monossido di carbonio. Ecco l'intervento integrale di Mario Cossali, presidente dell'Anpi del Trentino

TRENTO. “La tragedia di Moltrasio è un altro capitolo della storia che stiamo vivendo, le stragi sul lavoro che non riusciamo, che non vogliamo fermare: si piange tanto ogni volta, ma si riparte ogni volta impotenti gli uni e prepotenti gli altri”. Sono queste le parole del presidente dell'Anpi del Trentino Mario Cossali dopo la tragedia che la settimana scorsa è costata la vita a due giovani operai di nazionalità egiziana a Moltrasio, sul lago di Como.
I due, un 25enne ed un 29enne, erano arrivati a Milano da alcuni mesi e avrebbero dormito all'interno di un container nel cantiere nel quale lavoravano sulle sponde del Lario. Container nel quale, la scorsa settimana, avrebbero acceso un braciere per combattere il freddo, rimanendo con tutta probabilità intossicati dalle esalazioni di monossido di carbonio. A trovare i corpi e a lanciare l'allarme la mattina dopo un altro operaio impegnato nel cantiere.
“Li ha trovati al mattino a inizio turno un compagno di lavoro più anziano – scrive Cossali – morti intossicati per le esalazioni di monossido di carbonio, provenienti da un braciere acceso per combattere il freddo nel container nel quale dormivano. Ricordiamo bene i loro nomi: Said Salah Ibrahim Abdelaziz, 25 anni, e Samir Mohamed Said, 29 anni. Egiziani, in Italia dai primi giorni di agosto, dormivano lì dentro per risparmiare.
Non era la prima volta che i due operai morti ieri mattina in un cantiere edile di Moltrasio, sul lago di Como, dormivano nella baracca-container, nella quale hanno trovato la morte. "Io vengo da Milano e faccio avanti e indietro - ha riferito il compagno di lavoro, nordafricano pure lui, che faceva anche da interprete alle due vittime - e fino a poco tempo fa anche loro prendevano il treno, poi hanno voluto fermarsi qui".
Qui, aggiungo, dove non avrebbero potuto e dovuto fermarsi a dormire. Cgil, Cisl e Uil giustamente hanno manifestato a Moltrasio dopo la loro morte. Una morte che grida ai nostri orecchi distratti per far sentire la voce disperata di troppe morti sul lavoro, di troppe gravissime illegalità che accompagnano il lavoro, di troppa emarginazione dei migranti che entrano nel mondo del lavoro. La tragedia di Moltrasio è un altro capitolo della storia che stiamo vivendo, le stragi sul lavoro che non riusciamo, che non vogliamo fermare: si piange tanto ogni volta, ma si riparte ogni volta impotenti gli uni e prepotenti gli altri”.














