Tragedia sul lavoro a Roncone, i sindacati: "L'operaio 25enne era stato appena assunto. Non si può morire per lavorare, servono verità, giustizia e controlli veri'"
Questo dramma si aggiunge a una lunga e dolorosa lista di morti bianche che continuano a colpire soprattutto giovani, spesso precari, impiegati tramite ditte esterne, in condizioni ancora troppo spesso poco sicure. "Serve l’impegno immediato delle istituzioni, delle aziende, e un rafforzamento dei presìdi ispettivi sul territorio" spiegano Cgil, Cisl e Uil

TRENTO. Era in forza a una ditta esterna ed era impiegato solo da pochi giorni. Esprimono dolore e rabbia i sindacati Cgil Cisl e Uil per la morte avvenuta questa mattina di un giovane operaio di soli 25 anni, residente a Padova, a Roncone nel comune di Sella Giudicarie.
E' bene chiarire che sulla dinamica esatta e le responsabilità di quello che è successo sono in corso le verifiche da parte delle forze dell'ordine. “Come organizzazioni sindacali, esprimiamo il nostro profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore. Ma a questo cordoglio deve seguire una ferma richiesta di verità, giustizia e prevenzione” hanno spiegato attraverso una nota i segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Largher.
Cgil, Cisl e Uil del Trentino chiedono con forza che venga fatta immediatamente piena luce sulla dinamica dell’incidente. “È inaccettabile che nel 2025 si possa ancora morire di lavoro, soprattutto a pochi giorni dall’inizio di un nuovo impiego”.
Questo dramma si aggiunge a una lunga e dolorosa lista di morti bianche che continuano a colpire soprattutto giovani, spesso precari, impiegati tramite ditte esterne, in condizioni ancora troppo spesso poco sicure.
“Pretendiamo controlli più serrati, efficaci e costanti su tutti i luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri e nelle aziende metalmeccaniche, dove il rischio è elevato e la vigilanza deve essere massima” spiegano i sindacati che chiedono un “cambio di passo reale nella cultura della sicurezza: non bastano più le parole o i protocolli formali, servono fatti concreti, formazione continua, responsabilità chiare e assunzioni nelle strutture di controllo”.
“Non possiamo più tollerare che il lavoro diventi una condanna a morte per chi cerca solo un futuro dignitoso. Questa strage silenziosa deve finire. Serve l’impegno immediato delle istituzioni, delle aziende, e un rafforzamento dei presìdi ispettivi sul territorio. La vita dei lavoratori non può essere il prezzo da pagare per la produttività”, concludono.














