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Trento
23 ottobre | 06:00

Ennesima tragedia sul lavoro: morto 46enne all'acciaieria. Da inizio anno più di una vittima al mese, i sindacati: "Scioperiamo, inaccettabile morire lavorando"

Da inizio anno più di un morto sul lavoro al mese in Trentino Alto Adige. I sindacati: "Inaccettabile morire lavorando. Non è mai fatalità, bisogna cambiare le condizioni di lavoro"

Ennesima tragedia sul lavoro: morto 46enne all'acciaieria

TRENTO. Appelli ai vertici della politica provinciale (e non solo), messaggi di cordoglio, di vicinanza. Poi le richieste, chiare, per rafforzare le procedure di sicurezza fino addirittura alla proposta di introdurre – nei casi, ovviamente, in cui le responsabilità siano accertate – il reato di “omicidio sul lavoro”. Di fronte all'ennesimo tragico incidente sul lavoro sul nostro territorio, quello che ha visto vittima nella mattinata di ieri (mercoledì 22 ottobre) il camionista 46enne Amir Ručić all'acciaieria di Borgo Valsugana, le reazioni non sono mancate mentre dai sindacati è arrivata la conferma di uno sciopero indetto per la giornata di domani.

 

“Una triste contabilità”. Trentino Alto Adige sopra la media per gli incidenti sul lavoro

 

Al netto delle prese di posizione e degli appelli però, al dramma dei famigliari e dei colleghi dell'uomo va accompagnato un dato che, a livello generale, impone di ribadire l'importanza non solo di protocolli 'pratici', ma anche di una cultura della sicurezza sul lavoro a 360 gradi. Una “triste contabilità”, usando le parole dell'assessore provinciale al Lavoro Achille Spinelli in occasione della 75esima Giornata nazionale per le Vittime degli incidenti sul lavoro, che vede ben più di un incidente mortale al mese in Trentino Alto Adige dall'inizio del 2025.

 

Stando ai dati dell'Osservatorio Vega infatti, nei primi otto mesi dell'anno sono state 13 le vittime in regione (15, precisava Spinelli, se si considerano anche gli incidenti in itinere), portando il Trentino Alto Adige in “zona arancione” – con un'incidenza infortunistica quindi compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell'incidenza media nazionale: in particolare ad agosto Bolzano è stata classificata in “zona rossa”, al 27esimo posto tra le province italiane, e Trento in “zona gialla”, al 58esimo posto. Il dato era ancora peggiore se si guarda alla valutazione precedente, nel luglio 2025, quando a livello regionale il Trentino Alto Adige era finito complessivamente in zona rossa.

 

Il dramma delle acciaierie di Borgo: “Non si può rimanere indifferenti di fronte a tragedie simili”

 

E la “triste contabilità”, come detto, è stata aggiornata ieri. Amir Ručić, un camionista 46enne di nazionalità slovena, è morto nello stabilimento di Acciaierie Venete di Borgo Valsugana, travolto da una ruspa in movimento nel parco rottami. L'allarme è scattato attorno alle 7 e 30 e sul posto si sono portati prontamente i sanitari, insieme ai vigili del fuoco volontari di Borgo, alle forze dell'ordine e ai tecnici Uopsal. Per l'uomo, però, non c'è stato nulla da fare. Secondo quanto ricostruito – l'esatta dinamica dell'accaduto è comunque ancora al vaglio delle autorità, che hanno aperto un'inchiesta Ručić sarebbe sceso dal mezzo pesante nell'area in cui il materiale ferroso viene conferito per le successive fasi di fusione all'interno dell'acciaieria. Lì il 46enne sarebbe stato travolto da una pala meccanica che stava retrocedendo.

 

“Non si può rimanere indifferenti – dice la sindaca di Borgo, Martina Carrai – di fronte a tragedie del genere. Le morti sui luoghi di lavoro sono eventi terribili che lasciano profonde cicatrici e sofferenza nei familiari, nei colleghi, in tutto l'ambiente lavorativo. In particolare in chi, inavvertitamente, ha causato la morte della vittima. Come amministrazione esprimiamo grande cordoglio e vicinanza ai familiari e ai colleghi toccati da questa tragedia”.

 

I sindacati: "Sciopero contro la morte di un lavoratore"

 

I sindacati metalmeccanici e dei trasporti esprimono invece rabbia e sconcerto: "Inaccettabile - scrivono Fiom, Fim, Uilm, Filt, Fit e Uiltrasporti - morire lavorando, non è mai fatalità, bisogna cambiare le condizioni di lavoro. Un autista di 46 anni ha perso la vita alle Acciaierie Venete. Il lavoratore, che nell'area scarico rottame era sceso dal mezzo per chiudere le sponde del suo camion, è stato travolto da una pala gommata che procedeva in retromarcia. La notizia suscita profondo sconcerto e tanta rabbia tra le sigle sindacali dei metalmeccanici e degli autotrasportatori". 

 

"Certo - continuano i sindacati - c'è il cordoglio e la vicinanza alla famiglia della vittima, ma c'è anche la volontà di capire cosa e come è successo perché non si muore sul lavoro per fatalità, bisogna capire cosa è mancato per garantire la sicurezza di chi era al lavoro e stasera non tornerà a casa. ogni volta si resta senza parole davanti a una vita spezzata in questo modo. Si continua a morire di lavoro in Italia, tre morti al giorno, e nella nostra Regione tristemente sopra la media nazionale ne abbiamo già avuti ad oggi 6 in Trentino e 10 in Alto Adige. Non basta il rammarico però, serve un diverso approccio da parte delle imprese, dei lavoratori e delle istituzioni, non basta ottemperare agli obblighi burocratici, serve vigilare sull’effettivo rispetto delle norme di sicurezza, la messa a terra della formazione e serve che le istituzioni rafforzino le misure di controllo, unico vero deterrente. Prevenzione, formazione, controllo per fermare la strage sul lavoro". 

 

Uopsal e forze dell'ordine, come detto, sono al lavoro per accertare la dinamica di quanto accaduto: "L'auspicio - dicono i sindacati - è che si faccia chiarezza sul rispetto delle norme di sicurezza e si accertino le eventuali responsabilità. Ma come lavoratori non possiamo stare a guardare, bisogna reagire, tenere alta l'attenzione e pretendere sicurezza nei luoghi di lavoro. Per questo per tutte le aziende metalmeccaniche che operano nel sito di Acciaierie Venete a Borgo Valsugana come Fiom, Fim e Uilm proclamiamo 24 ore di sciopero (8 ore per ogni turno e giornata) venerdì 24 ottobre con presidio davanti all'acciaieria di Borgo dalle 7 e 30. Per tutti i lavoratori metalmeccanici del Trentino Fiom, Fim e Uilm proclamano quattro ore di sciopero le prime quattro ore di venerdì 24 ottobre. I metalmeccanici dell'Alto Adige hanno già fatto arrivare il loro sostegno. A supporto della famiglia della vittima verrà avviata una raccolta fondi tra i lavoratori dell'acciaieria". 

 

Gli altri incidenti sul lavoro (nella giornata di ieri)

 

Seppur non così gravi, rimanendo nel solo Trentino Alto Adige la giornata di ieri ha visto altri due incidenti sul lavoro. Pochi minuti dopo il dramma costato la vita ad Amir Ručić infatti, a una settantina di chilometri di distanza in linea d'aria, un secondo grave incidente ha causato il ferimento di un contadino nei boschi che circondano il centro abitato di San Pietro di Funes, in Alto Adige.

 

L'uomo, un 48enne alla guida di un trattore, è ruzzolato per svariati metri nel bosco mentre, secondo le prime ricostruzioni, stava spargendo letame all'interno di un prato di sua proprietà. Il conducente ha perso il controllo del trattore, che è precipitato per una cinquantina di metri tra la vegetazione: il 48enne è stato sbalzato, mentre il mezzo si è fermato contro un albero. A lanciare l'allarme sono stati alcuni passanti, che hanno sentito le urla dell'agricoltore: immediato a quel punto l'arrivo dei soccorritori, con il 48enne trasportato in elicottero in gravi condizioni all'ospedale di Bressanone.

 

Tornando in Trentino, attorno alle 8 e mezzo invece un uomo ha riportato un'importante ferita a un arto superiore mentre stava allestendo una teleferica per il trasporto di tronchi in una zona boschiva nei dintorni di Ziano di Fiemme. Per cause da chiarire, la mano dell'uomo è rimasta schiacciata da un tirante, richiedendo l'intervento dei soccorritori.

 

Rifondazione comunista: “Serve subito il reato di omicidio sul lavoro”

 

Come detto, dopo la tragedia di Borgo le reazioni politiche non si sono fatte attendere: “Un altro morto sul lavoro. Questa mattina alle Acciaierie Venete di Borgo Valsugana, in Trentino – scrivono Paolo Benvegnù e Giuliano Pantano, rispettivamente responsabile nazionale lavoro e segretario trentino di Rifondazione comunista –. E' stato travolto e ucciso da un mezzo in movimento. Qualche anno fa, investiti dal fuoco di una colata, erano morti due lavoratori dipendenti di una cooperativa nella sede di Padova. Così il Trentino, che molti considerano un'isola felice, conferma il suo primato nazionale per le morti sul lavoro. Addirittura il 25% in più della media nazionale (come riportato, stando almeno ai dati di Vega aggiornati a fine agosto, l'incidenza in Regione, e non quindi nel solo Trentino, è compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell'incidenza media ndr)”.

 

“La conta quotidiana delle morti sul lavoro – continuano i responsabili di Rifondazione comunista – che è solo la punta dell'iceberg di un numero infinito di incidenti più o meno gravi e di malattie professionali invalidanti, spesso non riconosciute, non può costringerci all'assuefazione. Bisogna continuare la battaglia perché ci siano più controlli e perché nel nostro Paese si introduca, nei casi di accertata responsabilità delle aziende, il reato di omicidio sui luoghi di lavoro. Rivolgiamo naturalmente il nostro abbraccio e la nostra solidarietà alla famiglia dell'operaio che ha perso la vita, ancora una volta sul lavoro”.

 

Il Partito Democratico: “La sicurezza deve essere una priorità”

 

“La drammatica notizia dell'ennesima tragedia sul lavoro che colpisce il nostro territorio – sono invece le parole dei consiglieri provinciali del Pd Lucia Maestri e Alessio Manica – nel mentre ci impone una sincera e sentita partecipazione al dolore della famiglia, chiama a sottolineare, ancora una volta, l'inaccettabilità di queste morti spaventose e terribili. Il gruppo consigliare del Pd del Trentino, stringendosi ai colleghi ed agli affetti del lavoratore caduto, ribadisce ciò che, da due anni, sta chiedendo alla Giunta ed all'Aula del Consiglio provinciale. Non si può più attendere. Adesso bisogna agire e fare di più in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, perché spetta al decisore politico la responsabilità di individuare strumenti e forme per spingere il sistema produttivo ad uno scatto in più sul nodo sicurezza. Ostinatamente vogliamo pensare che prima o poi la maggioranza provinciale la smetterà di liquidare, con un certo grado di sufficienza, le nostre proposte e vorrà confrontarsi nel merito di questa emergenza”.

 

Alleanza Verdi e Sinistra: “Più prevenzione, formazione e vigilanza”

 

Esprimono poi “profondo cordoglioLucia Coppola e Renata Attolini, consigliere rispettivamente provinciale e comunale di Alleanza Verdi e Sinistra: “Siamo vicini alla famiglia della vittima, ai colleghi e colleghe e a tutte le persone coinvolte in questa tragedia. Aspettiamo con rispetto l'esito delle indagini in corso, che dovranno chiarire le cause dell'incidente e accertare eventuali responsabilità, in particolare sul rispetto delle procedure di sicurezza e sulle comunicazioni tra gli operatori presenti. Questo drammatico episodio richiama ancora una volta l'urgenza di rafforzare la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Ogni perdita di vita è un monito che impone un impegno costante da parte delle istituzioni, delle imprese e di tutta la comunità per garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose. Alleanza Verdi e Sinistra ribadisce la necessità di intensificare le azioni di prevenzione, formazione e vigilanza, affinché tragedia come questa non continuino a ripetersi”.

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