Morti sul lavoro, il Trentino Alto Adige scivola in "zona arancione": 13 vittime in 8 mesi, situazione più critica in provincia di Bolzano
I dati sono elaborati dall'osservatorio Vega e prendono in considerazione i primi 8 mesi del 2025, il settore delle costruzioni è quello con più vittime

TRENTO. Da gennaio a fine agosto sono 681 i morti sul lavoro in Italia, 493 in occasione di lavoro e 188 in itinere: si tratta di un dato "stabile" pur nella sua drammaticità rispetto all'anno precedente. Una notizia però c'è, e a fornirla è direttamente l'analisi dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering di Mestre: il Trentino Alto Adige, a differenza degli ultimi report (QUI ARTICOLO), non è più in "zona rossa" ma scivola in "zona arancione" con 13 decessi.
Analizzando i dati, la regione si colloca al 6° posto della classifica di quelle in cui lavorare è più pericoloso: alle spalle di Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia e Calabria confinate in "zona rossa", e seguita da Puglia, Veneto, Liguria, Sardegna, Abruzzo e Toscana in "zona arancione".
Guardando alle due province di Bolzano e Trento, la situazione più critica si registra con 8 decessi in Alto Adige - che rimane in "zona rossa" con un’incidenza superiore al 25 per cento rispetto alla media nazionale - mentre il Trentino figura in "zona gialla" con 5 casi, a fronte rispettivamente di 260.904 e 250.355 occupati in totale.
A riassumere le istantanee più significative dell’ultima indagine elaborata, guardando all'intera penisola, è il presidente dell'Osservatorio Mauro Rossato.
"L’estate 2025 lascia dietro di sé un triste bilancio di infortuni e morti sul lavoro. I dati a fine agosto - spiega - parlano infatti di 681 decessi, numeri drammatici che narrano una tragedia che si ripete anno dopo anno. La situazione a fine agosto appare stabile rispetto allo scorso anno, quando le vittime erano 680, ma la stabilità non può certo rappresentare un indicatore di speranza dal momento che, nel nostro Paese, si continua a morire ogni giorno. È come se non si comprendesse ancora che la sicurezza sul lavoro è la migliore arma contro gli infortuni e, allo stesso tempo, l’alleata principale per la qualità della vita dei lavoratori”.
l report pone la lente d'ingrandimento sui settori lavorativi più critici: alla fine di agosto 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni con 78 decessi in occasione di lavoro, seguito da Attività Manifatturiere (69), Trasporti e Magazzinaggio (65) e Commercio (48).
Ad emergere è poi come i lavoratori stranieri siano soggetti ad un rischio di incorrere in infortuni mortali più che doppio rispetto agli italiani: 148 le vittime (su un totale di 681) e 108 sono deceduti in occasione di lavoro e 40 in itinere. Guardando al confronto, gli stranieri registrano 43 morti ogni milione di occupati, contro i 18 italiani.
Guardando alle statistiche in relazione all'età, nei primi otto mesi dell’anno l’incidenza più elevata si registra nella fascia degli ultrasessantacinquenni (66,5) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (31,5), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (21,7). Numericamente invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (168 su un totale di 493).
Il lunedì risulta invece essere il giorno più luttuoso della settimana, quello in cui si sono verificati più infortuni mortali (23,7%), seguito dal venerdì (20,3%) e dal giovedì (16,4%).
Un ultimo aspetto analizzato riguarda le denunce di infortunio totali che diminuiscono dello 0,7% rispetto ad agosto 2024: da 386.554 si è passati a 384.007. Guardando ai settori, alla fine dei primi otto mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (45.565). Seguono Costruzioni (24.595), Sanità (23.929), Commercio (21.839) e Trasporto e Magazzinaggio (21.625).


















