A22, annata tragica: 14 morti da inizio 2025 (nel 2024 erano stati 8) ma gli incidenti calano e il trend è in diminuzione. Nel 1999 le vittime furono 33
Se nel 2024 erano state 8 le vittime sull'A22 (considerato l'intero tratto, dal Brennero sino a Modena), ad oggi sono già 14 le persone che hanno perso la vita a seguito di sinistri stradali sull'autostrada che, dal confine, con l'Austria porta sino al "cuore" dell'Emilia Romagna, attraversando le province di Bolzano, Trento, Verona, Mantova, Reggio Emilia e Modena. Più della metà degli incidenti mortali si sono verificati nel tratto regionale dell'A22

TRENTO. Il numero d'incidenti è in calo ma, rispetto al 2024, il numero dei morti sull'Autostrada del Brennero è quasi raddoppiato.
Se nel 2024 erano state 8 le vittime sull'A22 (considerato l'intero tratto, dal Brennero sino a Modena), ad oggi sono già 14 le persone che hanno perso la vita a seguito di sinistri stradali sull'autostrada che, dal confine, con l'Austria porta sino al "cuore" dell'Emilia Romagna, attraversando le province di Bolzano, Trento, Verona, Mantova, Reggio Emilia e Modena.
Un dato, questo, che è peggiore anche al 2023, quando si raggiunse il minimo "storico" (5 morti), in linea con quello del 2022, quando i decessi furono 13 e pari a quello riferito al 2020 quando, nonostante il lockdown e le limitazioni agli spostamenti (con conseguente "crollo" dei passaggi), si toccò quota 14 morti in seguito ad incidenti.
Il "picco", prendendo in esame gli ultimi dieci anni, si è raggiunto nel 2016 con 15 decessi.
Per quanto riguarda il numero d'incidenti (con o senza feriti) il numero è in deciso calo: il dato aggiornato parla di 656 sinistri a fronte degli 844 (di cui 270 con morti e feriti e 574 con danni solamente ai mezzi o infrastrutture) del 2024.
L'Autobrennero si snoda per 315 chilometri ed è la quinta autostrada italiana per lunghezza dopo l'A1 (l'Autostrada del Sole, 760 chilometri), l'A14 (Adriatica, 743 chilometri), A4 (Torino - Venezia, 524 chilometri) e l'A2 (la Salerno - Reggio Calabria, 432 chilometri).
Nel 2024, e gli attuali dati sono "in linea" con quello dello scorso anno, sull'A22 sono stati percorsi oltre 5 miliardi di chilometri dai veicoli che hanno solcato, in entrambe le direzioni, la tratta dal Brennero a Modena.
Il tasso d'incidentalità, cioè il rapporto tra il numero di chilometri percorsi e il numero d'incidenti, nel 2024 è stato pari a 15,97, leggermente superiore a quello del 2023 (15,44) con "picco" nel 2015 quando si sfiorò addirittura quota 19 (18,99). Il valore del 2025 dovrebbe attestarsi più o meno su quello dello scorso anno, considerato il calo degli incidenti.
Più della metà degli incidenti mortali si sono verificati si sono verificati nel tratto regionale dell'A22.
Il 23 gennaio a perdere la vita nello scontro con un autoarticolato nei pressi di San Michele all'Adige fu il 21enne Jaskaran Singh, residente in provincia di Bergamo (Qui articolo e Qui articolo), mentre il 13 aprile il 24enne Martin Wild morì dopo il terribile impatto tra la moto che stava conducendo e un mezzo pesante (Qui articolo).
Il 30 maggio, invece, nello scontro tra l'autocarro su cui viaggiavano e un camion, avvenuto nel tratto tra Bressanone e Chiusa, persero la vita Valdrin Xhyliqi e Driton Sadikaj, rispettivamente di 21 e 23 anni, tutti e due residenti a Bolzano (Qui articolo).
L'11 giugno, tra i caselli di Bressanone e Vipiteno, un'ambulanza si scontrò con un mezzo pesante. L'impatto fu devastante e provocò la morte del 54enne soccorritore Martin Staudacher e del 64enne Giampaolo Crepaz, che viaggiava come paziente a bordo del mezzo sanitario. (Qui articolo).
Quattro giorni più tardi, il 15 giugno, a perdere la vita fu il 24enne altoatesino Tobias Tappeiner, che imboccò in contromano, entrando al casello di Bolzano Sud, l'autostrada e si scontrò frontalmente con una macchina, a bordo della quale viaggiavano cinque persone che rimasero ferite gravemente (Qui articolo e Qui articolo).
L'8 ottobre, invece, due incidenti mortali si sono verificati, in direzioni opposte, nel giro di un'ora, il primo - in direzione Sud - nel tratto tra Egna e San Michele all'Adige, il secondo, sulla carreggiata opposta, tra Trento Nord e San Michele all'Adige. A perdere la vita furono il 39enne originario di Cuneo Patrick Magnano e la 22enne meranese Lea Oberleiter Paris (Qui articolo).
Analizzando i dati (quelli ufficiali) e prendendo in esame gli ultimi 25 anni di "storia" dell'A22 si evince che, con l'evoluzione della tecnologia, dei sistemi di sicurezza (sia dei mezzi che di quelli della sede stradale), la situazione sia migliorata in maniera esponenziale: nel 1999 furono 1.875 gli incidenti con ben 33 vittime e un tasso d'incidentalità pari a 48,76. Il calo, 25 anni più tardi, è nell'ordine del 67,2%













