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Trento
15 novembre | 16:06

Incidenti stradali, nel 2024 in Trentino 38 morti e aumentano i feriti gravi (+20%): "Anno dopo anno le cose vanno sempre peggio"

Domenica 16 novembre si celebra la Giornata mondiale della memoria per le vittime della strada. Luigi Maturi (Vigili del fuoco volontari): "Nell’ultimo anno registriamo una crescita del 20% degli incidenti stradali gravi, per i quali molto spesso ci viene richiesto l’utilizzo delle pinze idrauliche per estrarre le persone intrappolate nell’abitacolo: si tratta di interventi nei quali ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte"

TRENTO. Domani, domenica 16 novembre, si celebra la giornata mondiale della memoria per le vittime della strada: una ricorrenza che aiuta a ribadire l'importanza della prevenzione e della sicurezza stradale anche in territorio trentino dove, ahinoi, i numeri raccontano di una vera e propria emergenza, resa ancora più straziante dal fatto che spesso sono giovani e giovanissimi a rimanere coinvolti in incidenti stradali, gravi e a volte purtroppo mortali. 

 

I dati sugli incidenti in Trentino negli ultimi anni sono impietosi: nel 2022 si sono registrati 1.346 incidenti, 33 dei quali mortali e con 1.799 feriti. Nel 2023 si passa a 1.289 incidenti, con 36 morti e 1.758 feriti. E nel 2024 (il dato più recente) in Trentino si sono verificati 1.308 incidenti, con 38 decessi e 1.720 feriti

 

“E’ una realtà - afferma Claudio Soini, presidente del consiglio della Provincia Autonoma di Trento - che dobbiamo combattere e ridimensionare con ogni mezzo. Le Nazioni Unite si sono date l’obiettivo di dimezzare le morti al volante entro il 2030, per centrarlo serve un lavoro importante sulle infrastrutture ma anche un’opera instancabile sul piano culturale, per una diffusione della prevenzione, dei corretti stili di vita, del comportamento sicuro in auto. Vogliamo dire ai giovani che la sicurezza non è una limitazione, è invece la base per vivere pienamente la propria libertà personale. No quindi all’alcol e alle droghe, no agli sguardi al telefono mobile mentre si sta alla guida”.

 

E la voce di chi con questi incidenti ci ha a che fare tutti i giorni è ancora più allarmata: “Sono oltre 1.500 all’anno gli incidenti stradali che richiedono l’intervento dei 5.800 vigili del fuoco volontari trentini - spiega Luigi Maturi, presidente della Federazione dei Vigili del fuoco volontari della provincia -. Un dato che purtroppo, di anno in anno, è in costante e graduale aumento. Nell’ultimo anno registriamo una crescita del 20% degli incidenti stradali gravi, che si attestano ora sui 150, per i quali molto spesso ci viene richiesto l’utilizzo delle pinze idrauliche per estrarre le persone intrappolate nell’abitacolo. Si tratta di interventi nei quali ogni secondo può fare la differenza tra la vita e la morte. La risposta a queste emergenze si basa sulla rete capillare dei 236 corpi dei vigili del fuoco volontari trentini, che garantiscono preparazione tecnica costante, conoscenza del territorio e una disponibilità 24 ore su 24”. 

 

“Questa giornata è dedicata a tutte le persone che hanno perso la vita o sono rimaste ferite negli incidenti stradali, ma anche ai soccorritori e a chi ogni giorno lavora per rendere le strade più sicure - commenta Ivo Martinatti, capo reparto del comando provinciale dei vigili del fuoco di Trento -. Gli anni ‘90 hanno segnato l’avvio di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’automotive, soprattutto per ciò che concerne la progettazione, sviluppo e produzione di sistemi di sicurezza attiva e passiva di bordo. Sicurezza prima, durante e dopo l’incidente. Tutto ciò ha anche reso complesso il lavoro dei vigili del fuoco nel dover gestire, durante una fase di decarcerazione ed estricazione, i diversi sistemi di sicurezza. Le competenze acquisite e la continua formazione dei soccorritori dei vigili del fuoco e del personale sanitario, consentono oggi di gestire in modo efficace gli interventi. Tutto questo purtroppo molte volte non serve ad eliminare la drammatica situazione che troviamo all’arrivo sul luogo dell’evento. Dolore, lamenti, urla, disperazione dei presenti, degli amici, dei familiari sono la quotidianità vissuta dal soccorritore. Vorremmo che tali situazioni fossero ben presenti a tutte quelle persone che sulla strada ancora viaggiano in condizioni alterate o distratte dalla lettura o scrittura tramite cellulari o altri sistemi tecnologici”.

 

Il 93% degli incidenti, dicono i dati raccolti, sono effettivamente prodotti dal fattore umano: telefonino, distrazione, stati di alterazione, colpi di sonno, violazione delle norme, malori. “L’attività di prevenzione - aggiunge Isabella Fusiello, commissaria del governo di Trento - rappresenta lo strumento più efficace per ridurre in modo duraturo il numero degli incidenti stradali, soprattutto tra i più giovani. Accanto ai controlli e alle sanzioni, è fondamentale promuovere una cultura della responsabilità e della sicurezza, che parta dalle scuole e coinvolga famiglie, istituzioni e mondo associativo. La sicurezza stradale è una responsabilità collettiva che si costruisce ogni giorno”.

FIAB e FCI: "NON DIMENTICHIAMOCI DELLE BICI: TROPPI CICLISTI ESPOSTI AD UN SISTEMA POCO ATTENTO'". 

 

"Quando si parla di sicurezza stradale - scrivono in una nota congiunta Daniela Baraldi (Fiab Trento) e Renato Beber, presidente della Federciclismo trentina -, l’attenzione tende a concentrarsi sui veicoli a motore, dimenticando che anche le bici fanno parte del traffico urbano e stanno conquistando sempre più spazio tra i mezzi scelti per gli spostamenti quotidiani. Un cambiamento importante, che però espone i ciclisti alle criticità di un sistema stradale poco attento alla mobilità attiva: dall’inizio dell’anno l’Osservatorio Ciclisti Asaps-Sapidata segnala 196 decessi tra chi si sposta in bici".

 

"Le amministrazioni - prosegue il comunicato - che adottano misure di moderazione del traffico, come zone 30 km/h o corsie ciclabili ben progettate ottengono benefici tangibili: meno sinistri, meno feriti, maggiore sicurezza e migliore qualità della vita, come dimostra il caso virtuoso di Bologna. L’aumento delle persone che usano la bici può contribuire a rendere le strade più sicure, ma perché questo effetto si realizzi pienamente è necessario affiancare la mobilità attiva a infrastrutture adeguate e oculate politiche di moderazione del traffico. Ma prima di tutto, occorre un cambiamento culturale che richiede tempo, impegno e continuità: per questo Fiab Trento e il Comitato trentino di Fci sollecitano le istituzioni comunali e la Pat a portare avanti un lavoro costante di sensibilizzazione, ma anche campagne sulla sicurezza stradale e attività nelle scuole, nelle imprese e sul territorio".

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