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| 20 giu 2022 | 11:58

Per il "Rubik" bellico studio serio e non caciara tv

Domani pomeriggio (alle 18, su prenotazione) al Castello di Pergine l'incontro con Allen C.Lynch dell'università della Virginia. L'esperto di Russia, Ucraina e culture relative aiuterà a capire una situazione complessa che nella cloaca dei talk show si traduce nella semplicità di un'ignoranza perversa, urlante e ben pagata. A tutto danno della vera informazione

 Prima il Covid. Poi la guerra. Anzi, il Covid e la guerra: insieme. E poi la siccità. E ancora le cavallette e chissà quale altra delle innumerevoli piaghe (altro che sette). È l’incubo quotidiano – ignorato dai più – di un mondo che arretra su tutti i fronti eco-sociali. Un mondo gambero che conferma – nei drammi e nell’impotenza - che la storia non è maestra di nulla.

 

  Sulle magagne dell’oggi che saranno, purtroppo, perfino meno gravi di quelle di domani imperversano tanto l’improvvido quanto l’improvvisazione. Ad esempio in quella cloaca che è la tv parolaia dall’alba all’alba (h24, insomma), cialtroni d’ogni parrocchia migrano da una trasmissione all’altra: vomitano scemenze senza alcuna base di studio e i cialtroni che “conducono” lo spettatore verso il baratro dell’incomprensione trasformano ogni puzza in profumo.

Si vorrebbe capire - si dovrebbe capire - ma si è invece condannati al fastidio oppure al tifo (il che è pure peggio).

 

 In un estremo atto di sopravvivenza, si pigiano i canali dal numero più improbabile del telecomando: al canale 234, per dire, si spiega come fa sesso un lepidottero ed è mille volte meglio della forzata visione del volto orgasmico ma sofferente di un Orsini che piange su lauto compenso o di un Cacciari che mette a bonifico ogni urlo.

 C’è un gran bisogno di serietà – (con l’onestà è la rarità più rara) – nel trattare gli argomenti con documentata preparazione, senza l’ignoranza delle partigianerie che segnano le recite dei pupari che in nome dell’audience uccidono l’informazione riducendola a delirio di onnipresenza.


  Ma dove scovare almeno un briciolo di serietà? Non nella Tv delle carte bianche, dei martedì con il buon gusto in lutto, nelle arene dei duelli all’ultimo schifo.

Forse ci si può salvare negli incontri a tu per tu dove le domande non sono cabaret e le risposte non riducono la complessità ad una battuta scedente.

 Un’occasione utile è offerta domani al Castello di Pergine, luogo protagonista di una importante riFondazione culturale negli ultimi e intensi anni di attività pubblica a tutto campo. A parlare di Ucraina e della sua/nostra situazione disarmante sarà domani (21 giugno alle 18) Allen C.Lynch, docente dell’università della Virginia che ha passato una vita a studiare la Russia, non solo quella putiniana, e tutti gli stati del fu impero ora anacronistico.

 

  L’appuntamento a Pergine rientra in una mission (Incontri internazionali) che individua nel maniero un posto di convivenza, fratellanza, pace ma soprattutto di confronto orientato a far sempre più spazio a convivenza, fratellanza e pace. Insieme ai promotori delle molteplici attività al castello che recentemente si è conquistato la palma di Lega Ambiente per il processo comunitario che ha portato alla “riconquista” sociale del luogo, ci sono la Trentini nel Mondo e alcune associazioni pacifiste.

 

 Ex Unione sovietica, Federazione Russa, Ucraina (contraddizioni comprese), presente tragico e futuro indefinibile ma non impossibile da ipotizzare. Ecco, il docente Usa che ha moglie con origini trentine ci proverà (darà notizie e strumenti di interpretazione) cercando con il pubblico quel dialogo pacato che i talk di cui sopra evitano con cura certosina per un’idea perversa ma per nulla casuale di dibattito.

 

 Al professore abbiamo “rubato” le conclusioni del suo intervento.  “Abbiamo a che fare – dirà a Pergine – con una piramide di Rubik politica e diplomatica. Pe quanto complicato possa essere ogni cambiamento, il compito è amplificato dalla realtà che cambia lungo ogni lato della piramide. Tutto dipende dal cambiamento lungo le altre due”.

 

 Il rompicapo ucraino è risolvibile – par di capire – se Russia, Ucraina e Occidente (Usa) non penseranno che una singola mossa  - di arroganza e di orgogliosa reazione - possa essere quella decisiva.

È un furto, il nostro, a scopo benefico. Prenotandosi il posto su Prenoto@fondazionecastelpergine.eu si scoprirà certo che la guerra non è un gioco ma anche che di fronte all’orrore della guerra il gioco più vile è quello di buttarla in caciara per qualche punto di share in più.

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