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“Per la prima volta i giovani vedono l'Ue agire unita”: dopo il Covid e l'invasione russa ecco il rinnovato 'spirito europeo' contro il sovranismo

Negli ultimi dati pubblicati da Swg Radar si evidenzia come “il crescente coinvolgimento dell'Ue nel fornire tutele rispetto a minacce di diversa natura degli ultimi anni ha portato ad un rinnovato 'spirito europeo' tra gli italiani”. Il direttore della Scuola di Studi Internazionali di Trento Stefano Schiavo a il Dolomiti: “Prima con il Covid e ora con la guerra, le nuove generazioni stanno osservando per la prima volta l'Europa agire unita, in una visione collettiva che ormai mancava da anni”

Di Filippo Schwachtje - 31 marzo 2022 - 06:01

TRENTO. “Prima il Next Generation Eu, nato per fronteggiare le ricadute spaventose determinate dall'arrivo della pandemia, e ora la reazione compatta dei Paesi dell'Unione dopo l'invasione russa dell'Ucraina: l'Europa sta agendo unita, in una visione collettiva che mancava nel Vecchio Continente da oltre vent'anni”. Una situazione che le nuove generazioni, spiega a il Dolomiti il direttore della Scuola di Studi Internazionali di Trento Stefano Schiavo, si trovano in molti casi ad osservare per la prima volta e che sta portando, come dimostrano i dati dell'ultima edizione del Radar Swg (l'osservatorio continuativo sull'opinione pubblica italiana attivo dal 1997), ad un rinnovato 'spirito europeo' nel Vecchio continente, in particolare tra i più giovani.

 

“Chi oggi ha sui vent'anni non può ricordare per esempio l'introduzione della moneta unica e quel senso di comunità che aveva generato – spiega Schiavo –. Per la prima volta oggi le nuove generazioni stanno osservando i Paesi membri dell'Unione europea agire uniti, in una disegno comune che va al di là della mera gestione dei conti e delle finanze”. Ed i numeri di Swg confermano quanto in queste dinamiche abbia inciso la reazione del Vecchio continente dopo l'aggressione russa in Ucraina. L'osservatorio infatti specifica: “Il conflitto russo-ucraino ha portato ad un cambiamento positivo nell'opinione riguardo all'Ue in più di 1 italiano su 4, soprattutto tra gli under 24 (36%) e tra gli elettori del centro-sinistra (44%)”. In sostanza più di un giovane su 3 ha detto di aver cambiato la propria opinione sull'Europa dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, confermando di ritenerla oggi “essenziale o più importante” (per fornire un metro di paragone, in media Italia dopo l'invasione il 27% della popolazione ha cambiato opinione positivamente sull'Ue, il 17% negativamente, il 43% non ha cambiato idea ed il 13% non ha espresso un'opinione).

Anche a livello generale però, spiegano gli esperti di Swg: “Si registra una sensibile crescita della quota sia di quanti ritengono che la partecipazione dell'Italia all'Ue abbia portato principalmente vantaggi che di coloro che auspicano un'Europa del futuro sempre più integrata: entrambe le serie storiche mostrano un incremento del 10% rispetto a settembre 2021”. In sostanza la “tendenza all'integrazione” (e quindi la percentuale di soggetti che auspicano in futuro un'Europa basata su una parziale o totale delega di sovranità delle singole nazioni alle istituzioni europee) è tornata a crescere, mentre è diminuita nettamente la “tendenza al sovranismo” (la percentuale di soggetti che auspicano in futuro un'Europa basata sulla collaborazione ma nella piena autonomia dei singoli governi nazionali).

Le possibili interpretazioni di questo rinnovato “spirito europeo” sono diverse, spiega Schiavo: “Come detto, credo che gli aspetti da considerare siano ovviamente la risposta alla crisi innescata dalla pandemia e ora all'invasione in Ucraina. In entrambi i casi il messaggio arrivato all'opinione pubblica è stato di un'Europa pronta da una parte a sostenere i suoi membri e dall'altra ad agire unita per un'idea comune di futuro. C'è poi da dire che nell'attuale contesto politico italiano, con un governo nato chiaramente per gestire la sfida del Pnrr e nel quale sono confluite in sostanza tutte le forze politiche eccetto una, per molti politici è difficile continuare ad utilizzare l'Europa come capro espiatorio come in passato”. In sintesi, si legge nello studio di Swg: “Il verificarsi di eventi come la pandemia ed il conflitto in Ucraina hanno alimentato la consapevolezza della debolezza dei singoli Paesi europei rispetto a minacce di tale portata”.

Più di 1 italiano su due (il 53%) è poi convinto che il fatto che l'Italia faccia parte dell'Unione Europea la tuteli da “possibili attacchi di natura militare”, da “gravi crisi economiche” (52%) e da possibili “ritorsioni economiche” (51%). Il 48% degli italiani è invece convinto che l'Ue possa tutelare il nostro Paese da “tagli di rifornimenti di energia”. “È chiaro poi che una buona parte dei leader più populisti ed anti-europeisti – continua Schiavo – avevano in passato strizzato l'occhio a Putin: oggi invece fare fronte comune in Europa ha acquisito un valore politico, simbolico. Mentre in Ucraina si combatte l'invasione russa stiamo iniziando a non dare più per scontate quelle libertà che l'Europa ci ha garantito negli anni, a partire (con particolare riferimento ai più giovani) dalla libertà di movimento. Tutto questo dimostra che c'è bisogno di una visione politica futura per l'Europa”.

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