Ecco perché la propaganda di Putin attecchisce tanto in Italia, il confronto con l'Europa: italiani più coinvolti, vicini alla Russia e critici con Nato e Onu
I dati mostrano il quadro del Paese perfetto dove andare ad insinuare il dubbio per la propaganda russa: l'Italia prima della guerra era il paese più filoputiniano d'Europa dopo la Grecia con gli elettori di Lega e Forza Italia molto schierati e oggi ha i valori più alti rispetto all'attenzione a quanto sta succedendo ma di critica alle posizioni europee e atlantiste spesso nel blocco con Cipro, Grecia e Bulgaria

TRENTO. La propaganda russa non poteva che scegliere l'Italia per la sua controffensiva in Europa sul piano della comunicazione. Gli italiani, secondo le analisi condotte dalla stessa Unione europea, risultano essere il target perfetto per cadere nella trappola comunicativa russa e d'altronde già prima della guerra, meno di un anno fa, solo in Grecia la Russia di Putin godeva di maggiore popolarità. Non è un caso, quindi, che ogni trasmissione televisiva, ormai, sfoderi quotidianamente giornalisti russi che ripetono in maniera quasi militarizzata la stessa cosa sviando le domande e gettando colpe e responsabilità sulla Nato, l'Europa e gli Stati Uniti (per non parlare degli ucraini che, secondo la vulgata putiniana andrebbero denazificati).
E non è un caso se l'autobattezzato movimento pacifista (come se chi non la pensi come loro fosse contro la pace) e buona parte dei partiti populisti parlino lo stesso linguaggio con figure come Santoro e Salvini, Orsini e Conte che si trovano sulle stesse posizioni di quelli che prima erano no vax e anti europeisti. Gli italiani risultano essere estremamente permeabili alla vulgata di quelli che dicono di andare ''contro il pensiero unico'' quando sono loro stessi portatori di una visione a senso unico e decisamente pilotata. D'altronde gli italiani risultano essere il popolo europeo che più si ''interessa'' alla guerra in Ucraina, quello che più discute tra amici e parenti di questa immane tragedia, quello più preoccupato per quanto sta accadendo, anche rispetto ai polacchi, ai lituani e ai romeni che con il Paese di Zelensky confinano. E l'opinione nazionalpopolare è già formata: molto critica nei confronti della Nato, delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti da ultimi posti in Europa anche rispetto alla condivisione con la politica del proprio Paese tra quelli meno convinti che la colpa di quanto accaduto sia della Russia.
D'altronde la base di partenza era già ottima per Putin e il Cremlino. Il Pew Resarch Center, centro studi di Washington, nel giugno 2021 pubblicava i dati sulle 17 economie più avanzate e il loro rapporto con la Russia di Putin ed il report era chiarissimo. Solo Singapore, Grecia, Italia e Taiwan si distinguevano ''come gli unici posti dove circa un terzo o più degli intervistati dice di avere fiducia nel presidente russo'' (nel dettaglio a Singapore il 55% dei cittadini, in Grecia il 55%, in Italia il 36% e a Taiwan il 34% contro il 14% della Svezia e il 16% degli Stati Uniti).

E lo studio scorporava il dato anche in base ai partiti. La massima distanza tra elettori filoputiniani e antiputiniani si aveva in Italia con la Lega di Salvini (che aveva il 62% di elettori pro Putin contro una media di contrari degli altri partiti del 26%) e Forza Italia di Berlusconi (con il 53% a favore del leader russo sempre contro una media di contrari del 26%) con una differenza tra chi supportava e chi era contrario di 36 punti percentuali nel primo caso e di 27 punti percentuali nel secondo. In assoluto il partito con più elettori filoputiniani era il partito ultra nazionalista di estrema destra Greek Solution con il 71% di favorevoli (ma nel complesso la media dei contrari degli altri partiti era del 52% quindi la distanza tra le due voci è di 19 punti) seguito da quello ultra progressista di estrema sinistra di Alexīs Tsipras Syriza con il 63% (la distanza con la media dei negativi è dell'11%). Sul podio dei peggiori, come detto, la Lega e al quarto posto in Europa Forza Italia.
Venendo all'oggi i dati che prendiamo in esame arrivano dal ''Flash Eurobarometer 506'' dal report di maggio ''EU's response to the situation in Ukraine''. Essere presenti nei talk e presidiare giornali e organi di informazione in Italia per la propaganda russa è fondamentale. Gli italiani, infatti, sono quelli che stanno seguendo di più in Europa le news che riguardano la guerra in Ucraina: il 58%le segue più volte al giorno, il 26% almeno una volta al giorno.

Seguono i Paesi più vicini al conflitto Lituania (55% più volte al giorno e 24% una volta al giorno) e Polonia (52% e 25%). Tra i più disinteressati ci sono gli abitanti della Francia (26% e 33%) i belgi (27% e 31%) gli ungheresi (30% e 25%). Di conseguenza sono gli italiani in Europa a discutere di più della guerra in Ucraina con amici e parenti: il 37% lo fa più volte al giorno e il 22% almeno una volta al giorno. Seguono ancora Lituania e Polonia mentre quelli che ne ''parlano meno'' sono i belgi, gli olandesi e i francesi.
Le responsabilità della guerra per il 38% degli italiani non sono della Russia. Un dato sconcertante se si pensa che in Finlandia la pensa così solo il 10% della popolazione, in Polonia il 9%, in Francia il 22% in Germania il 18% e in media in Europa il 22%. Peggio dell'Italia fanno 9 Stati (su 27) con i dati più alti per Cipro (il 55% pensa che la guerra in Ucraina non sia colpa della Russia), la Bulgaria (con il 54%) e la Grecia (51%). Poi ci sono Repubblica Ceca e Slovacchia, Ungheria, Slovenia, Lussemburgo e Austria.

La Nato sta ''piacendo'' molto poco in Italia: il 61% non è contento di come sta operando contro una media europea del 51%. Dell'operato della Nato hanno un'opinione peggiore dell'Italia solo Cipro (82% è in dissenso), la Grecia (67%), la Bulgaria (70%) la Croazia (65%) e l'Irlanda (63%). Tra i grandi Paesi della Ue in Germania il 43% non è soddisfatto dell'operato della Nato, in Francia il 53%. La Danimarca è quella ''più soddisfatta'' con solo il 26% di scontenti. E livelli simili si ritrovano anche rispetto all'azione delle Nazioni Unite (è in disaccordo il 71% degli italiani) e degli Stati Uniti (è in disaccordo il 68% degli italiani).
Gli italiani, poi, sono il terzo popolo più spaventato dalla guerra. I più preoccupati sono i portoghesi (il 96%), seguono i maltesi (91%) e gli italiani (90%). In Europa l'81% della popolazione, in media, si definisce preoccupata. E poi c'è l'invio delle armi agli ucraini. Il sondaggio europeo mette ancora una volta l'Italia nel blocco dei meno favorevoli con ''compagni di viaggio'' tipo Bulgaria, Cipro, Grecia, Ungheria, Slovacchia, Slovenia e Austria. E si tratta grosso modo dello stesso blocco contrario al divieto voluto dall'Europa di trasmettere nell'Ue media russi di proprietà statale.

Insomma gli italiani erano, assieme ai greci, quelli che più stimavano Putin, sono quelli più interessati alle vicende della guerra e ne dibattono, sono quelli, tra i grandi Paesi più convinti che anche la Nato non stia operando bene e che la Russia non sia la responsabile della situazione creata da lei stessa con l'invasione. E sono tra quelli meno favorevoli all'invio di armi per sostenere la resistenza ucraina. Se non è questo il ventre molle d'Europa, avranno pensato i russi, difficilmente ne troveremo altri.




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