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L'Italia sta perdendo la ''guerra'' dell'informazione con la propaganda russa? Dai Santoro al caso di Lavrov, Mieli: ''Ha scelto un Paese disunito e la Tv di un amico''

Il ministro degli esteri russo su Rete 4 è stato la punta dell'Iceberg di una controinformazione che in Italia sta diventando sempre più voce dominante. Mentre lui andava in scena su La7 si alternavano Santoro e Salvini che dicevano le stesse cose su Nato, Pace e America e poi il giornalista amico personale di Putin Solovyev che rincalzava la dose. L'Italia rischia di trasformarsi nel ''ventre molle'' d'Europa e in Russia lo sanno bene ''perché sanno che il Governo Draghi può avere qualche difficoltà''

Di Luca Pianesi - 03 May 2022 - 13:36

TRENTO. In Italia dal punto di vista mediatico sta vincendo la propaganda di Putin? La risposta, a giudicare da quel che si vede ogni sera, sui talk di tutte le reti televisive pare proprio essere Sì e la Russia sembra saperlo bene: in ogni trasmissione di tutte le reti compaiono ''giornalisti'' delle televisioni di stato russe che in maniera quasi ''militare'' ripetono gli stessi concetti e le stesse frasi di fatto ribaltando la realtà dei fatti e spostando l'attenzione dalla loro spietata e vigliacca aggressione a uno Stato sovrano a discorsi della serie ''e allora la Nato'' o ''in Ucraina ci sono i nazisti'' o ancora ''ma gli americani e voi italiani in Iraq o Afghanistan cosa avete fatto'' e altre amenità del genere.

 

Hanno scelto la televisione italiana perché l'opinione pubblica italiana si sta dimostrando altamente manipolabile, visti i sondaggi (la gran parte del Paese è contraria a inviare armi in Ucraina e preoccupata per le proprie bollette del gas) e visti i decenni di rapporti tra la politica nostrana e quella russa. E che l'Italia rischi di essere uno dei Paesi ''testa di ponte'' per la controinformazione russa lo si è visto plasticamente domenica. Mentre su La7 andavano in onda in successione Salvini e Santoro (di fatto ripetendo gli stessi concetti, con la Nato cattiva e l'Italia altrettanto cattiva perché aiuta l'Ucraina a combattere gli invasori) e poi il presentatore russo Vladimir Solovyev, di Rossija 1, amico personale di Vladimir Putin che alle solite bestialità di cui sopra è stato capace di aggiungere che in Russia non c'è propaganda, su Rete 4 andava in scena lo show del ministro degli esteri russo Sergei Lavrov.

 

Ma tutte le sere gli spettatori italiani assistono a un bombardamento mediatico di informazioni provenienti direttamente dalla Russia e ben condite dal catto-pacifismo nostrano che, purtroppo, in questa vicenda dimostra tutta la sua stanchezza e la sua incapacità di leggere i fatti con uno sguardo al passo con i tempi. Lo sguardo è fermo agli anni '80, si respira ancora aria da Atlantismo e Anti-atlantismo, da America sì e America no. Mentre le persone muoiono sotto le bombe russe in Ucraina in Italia si creano distinguo, ci si affida ai ''se'' e ai ''ma'' si usa la storia per non fare niente, ancora una volta.  

 

E sul fatto che, mentre i Santoro, gli Orsini e compagnia cantante continuano a ripetere che in Italia ''c'è un pensiero unico'' e che ''non li fanno parlare'' in realtà il dibattito è sempre più dominato da figure come loro che, da un lato, garantiscono ascolti, dall'altro istillano il dubbio, dividono l'opinione pubblica, la preparano alla propaganda diretta e spietata di chi, poi, parla direttamente dalla Russia. Sul caso Lavrov è intervenuto anche Paolo Mieli che ad Adnkronso ha detto: ''In Italia i sondaggi dicono che ci sono più contrari che favorevoli all’invio di armi in Ucraina e molti italiani affermano che non vogliono pagare le conseguenze economiche della guerra. Ne vogliono venire fuori, così come stanno iniziando a mostrare di voler fare due partiti della maggioranza, che fanno capo a Conte e a Salvini''.

 

E’ per questo motivo che, secondo Paolo Mieli, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov avrebbe scelto un palco come l’Italia, "perché sa che il Governo Draghi può avere qualche difficoltà” e qui da noi potrebbe trovare un terreno fertile per fare breccia e per rompere l’asse che si è creato in Europa. L'Italia è il Paese più ''molle'' da questo punto di vista, quello più manipolabile viste le spinte populiste sia a destra che a sinistra che in un modo o nell'altro da decenni strizzano l'occhio all'Antiamericanismo e al Putinismo e allora ecco che il palco è servito. Quanto al fatto che Lavrov, “una delle personalità russe più intelligenti e di talento”, abbia scelto una trasmissione di una rete Mediaset, per il giornalista è palese, “visti i rapporti di amicizia, non occasionali, di Putin con Berlusconi. Evidentemente si fida della sua televisione e ha scelto l’azienda di un amico del presidente russo, in quella che è fondamentalmente un’operazione di lealtà verso il capo del Cremlino”.

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