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Guerra in Ucraina, Coldiretti torna sulle sanzioni: “A rischio vendite di vini pregiati e tartufo italiano, apprezzati dall'elite russa”

Secondo il presidente della Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Gli effetti del conflitto ucraino rischiano di cancellare completamente il Made in Italy a tavola dai mercati e dai ristoranti di Mosca, aggravando ulteriormente gli effetti dell'embargo deciso da Putin nel 2014, e da allora sempre prorogato, come risposta alle sanzioni decise dall'Unione Europea, dagli Usa ed altri Paesi per l'annessione della Crimea”

Di Filippo Schwachtje - 27 April 2022 - 13:08

TRENTO. “Con la guerra in Ucraina -50,9% export Made in Italy in Russia” a parlare è la Coldiretti, che sottolinea come le sanzioni dell'Unione europea scattate a marzo, oltre al blocco dell'import di acciaio, abbiano colpito “anche i consumi e le abitudini dell'elite russa che ama il lusso europeo, come prodotti della moda, automobili costose e vini di pregio”. Dai dati Istat, spiega l'associazione, si evidenzia poi un aumento “del 158,2% delle importazioni in Italia da Mosca”, che porta come risultato ad un “saldo commerciale negativo per l'Italia nel primo mese di guerra pari a 2,7 miliardi, che peraltro potrebbero diminuire drasticamente con il braccio di ferro in corso sulle forniture di gas”.

 

Come specificato nelle scorse settimane da diverse voci, gli effetti delle sanzioni sul nostro sistema economico sono il “costo” da pagare per l'utilizzo dell'unica “arma” in mano alle potenze occidentali per rispondere all'aggressione russa, che proprio in questi giorni starebbe dando segnali allarmanti di volersi espandere anche oltre il territorio ucraino (Qui Articolo). “Ci sono due opzioni – aveva spiegato ancora all'inizio dell'invasione il presidente americano Joe Biden – dare il via alla terza guerra mondiale o far sì che il Paese che non rispetta la legge internazionale paghi un prezzo per quello che ha fatto”. Un prezzo che però, almeno in parte, sono chiamati a pagare anche i Paesi che quelle sanzioni decidono di imporle (in un ordine di grandezza completamente diverso comunque rispetto all'impatto che le sanzioni stanno avendo in Russia Qui Articolo).

 

Parlando dei prodotti Made in Italy più venduti in Russia, la Coldiretti cita per esempio il vino e gli spumanti (“per un valore attorno ai 150 milioni di euro”), il caffè ("per 80 milioni di euro"), l'olio di oliva (“per 32 milioni di euro”) e la pasta (“per 27 milioni di euro”). In particolare l'Italia, riferisce la Coldiretti: “E' il primo Paese fornitore di vino in Russia, con una quota di mercato di circa il 30%, davanti a Francia e Spagna, ed ha registrato nel 2021 un boom della domanda di spumanti a partire da Prosecco e Asti ma tra le denominazioni più apprezzate ci sono anche i vini Dop toscani, siciliani, piemontesi e veneti”.

 

Parlando nel dettaglio delle sanzioni imposte dall'Ue per la guerra in Ucraina, per la Coldiretti: “La scelta di impedire solo le vendite di prodotti sopra il valore di 300 euro ad articolo va a colpire una selezione ristretta di vini italiani (con l'esplicita esclusione del solo Prosecco), come ad esempio alcune bottiglie di Sassicaia, Barolo, Amarone, Brunello di Montalcino che possono in alcuni casi superare il limite. A rischio anche il pregiato tartufo italiano, particolarmente apprezzato dai russi con un aumento delle esportazioni del 53% per un valore di ben 30,2 milioni di euro secondo l’analisi della Coldiretti su dati Istat del 2021 sugli effetti della blocco all’esportazioni di beni di lusso verso la Russia nell’ambito del quarto pacchetto di misure adottate”.

 

Per il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi: “Gli effetti del conflitto ucraino rischiano dunque di cancellare completamente il Made in Italy a tavola dai mercati e dai ristoranti di Mosca aggravando ulteriormente gli effetti dell'embargo deciso da Putin nel 2014, e da allora sempre prorogato, come risposta alle sanzioni decise dall'Unione europea, dagli Usa e da altri Paesi per l'annessione della Crimea. Un blocco che è già costato alle esportazioni agroalimentari tricolori 1,5 miliardi negli ultimi 7 anni e 9 mesi. Il decreto tuttora in vigore complisce un'importante lista di prodotti agroalimentari – conclude Barbacovi – con il divieto all'ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. L'agroalimentare è, fino ad ora, l'unico settore colpito direttamente dall'embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni in Russia dei prodotti Made in Italy presenti nella lista nera come salumi, formaggi e ortofrutta”.

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