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| 27 feb 2022 | 11:34

Guerra in Ucraina, il lamento continuo di Coldiretti dall'aumento dei grostoli al rischio Made in Italy in Russia. Ma Biden: “O sanzioni o terza guerra mondiale”

In questo situazione, dopo le minacce di Putin di conseguenze “mai viste nella storia” in caso di intervento di forze esterne in Ucraina (un velato, ma chiarissimo, riferimento al potenziale uso di armamenti nucleari), i Paesi della Nato non possono che limitarsi ad inviare armamenti ed aiuti in Ucraina. La vera 'arma' in mano alle potenze occidentali sono le sanzioni economiche: per la Coldiretti però “la guerra commerciale mette in pericolo le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia e in Ucraina per un valore che nel 2021 ha superato il miliardo di euro”

TRENTO. Le sanzioni messe in campo dalle potenze occidentali per colpire l'economia russa dopo l'invasione dell'Ucraina voluta dal presidente Vladimir Putin sono “le più pesanti mai viste nella storia”, ha detto il presidente americano Joe Biden, che ha poi avvertito: “Ci sono due opzioni, dare il via ad una terza guerra mondiale o far sì che il Paese che non rispetta la legge internazionale paghi un prezzo per quello che ha fatto”. È in questo scenario, mentre in Ucraina gli attacchi delle forze russe continuano da Kharkiv alla capitale Kiev, che in Italia la Coldiretti parla dei “rincari” alle materie prime (“La guerra arriva a tavola: +20% del prezzo dei grostoli” aveva scritto ieri l'associazione, per effetto dei “rincari record delle materie prime e dell'energia”) e dei rischi per le esportazioni agroalimentari Made in Italy a causa della “guerra commerciale”.

 

Come detto però, in particolare dopo le minacce avanzate da Putin negli scorsi giorni di conseguenzemai viste nella storia” in caso di intervento di forze esterne in Ucraina (un velato, ma chiarissimo, riferimento al potenziale uso di armamenti nucleare), la “guerra commerciale” è l'unica strada che i Paesi della Nato possono seguire per cercare di fermare le violenze in Ucraina. “Gli effetti del conflitto ucraino – ha detto oggi il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – rischiano di cancellare completamente il Made in Italy a tavola dai mercati di Mosca e Kyiv aggravando ulteriormente gli effetti dell’embargo deciso da Putin nell'agosto 2014, e da allora sempre prorogato, come risposta alla sanzioni decise dall’Unione Europea, dagli Usa ed altri Paesi per l’annessione della Crimea”.

 

Secondo Barbacovi: “Il blocco voluto da Putin è già costato alle esportazioni agroalimentari tricolori 1,5 miliardi negli ultimi 7 anni e mezzo. Il Decreto di embargo tuttora in vigore colpisce una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi. L’agroalimentare è, fino ad ora, l’unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni in Russia dei prodotti Made in Italy presenti nella lista nera”. L'attuale “guerra commerciale”, continua la Coldiretti: “Mette in pericolo le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia e in Ucraina per un valore che nel 2021 ha complessivamente superato il miliardo di euro, con vino, spumanti, olio, pasta e caffe che sono i prodotti più interessati”.

 

“Al danno diretto delle mancate esportazioni in Russia si aggiunge – continua la Coldiretti – la beffa della diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy, realizzati in Russia come parmesan, mozzarella, robiola, o nei Paesi non colpiti dall’embargo come scamorza, mozzarella, provoletta, mascarpone e ricotta Made in Bielorussia, ma anche salame Milano e gorgonzola di produzione Svizzera e reggianito di origine brasiliana o argentina. Nei supermercati russi si possono trovare fantasiosi surrogati locali che hanno preso il posto dei cibi italiani originali, dalla mozzarella “Casa Italia” all’insalata “Buona Italia”, dalla robiola Unagrande alla mortadella Milano. Il danno riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, ha dovuto rinunciare ai prodotti alimentari Made in Italy originali”.

 

Al di là del comparto agroalimentare, proprio oggi Stati Uniti, Unione Europea, Regno Unito e Canada hanno deciso di escludere alcune banche russe dal sistema di pagamento internazionale Swift mentre i rincari dal punto di vista energetico colpiranno direttamente o indirettamente buona parte dei cittadini europei: di fronte ad uno dei peggiori scenari di guerra in Europa dalla fine del secondo conflitto mondiale però c'è però poco da fare. “O sanzioni o terza guerra mondiale”.

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