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| 03 mag 2022 | 17:57

Guerra in Ucraina e informazione: “Talk show e social ritenuti poco credibili dalla maggioranza”. Reggono i media tradizionali

A riportare i dati e Radar Swg: tra i social network quello ritenuto più affidabile è Twitter, il meno attendibile è invece TikTok. A suscitare la maggior diffidenza in assoluto sono le ipotesi sullo stato di salute del presidente russo Vladimir Putin: ecco tutti i risultati dell'analisi

Guerra in Ucraina e informazione: “Talk show e social ritenuti poco credibili dalla maggioranza”

TRENTO. “Le notizie sul conflitto russo-ucraino riscontrano un diffuso scetticismo fra gli italiani”. È questa la conclusione alla quale sono giunti gli esperti nell'ultimo Radar Swg, all'interno del quale si è toccato proprio il tema della credibilità dei media per quanto riguarda il conflitto nato in Ucraina dopo l'invasione russa. E non è forse un caso che proprio in Italia, dove la propaganda del Cremlino sembrerebbe aver trovato terreno fertile nelle televisioni (Qui Articolo), solo i social network ed il 'passaparola' siano ritenuti fonti d'informazione meno attendibili dei talk show.

Alla domanda degli esperti di Swg (“quanto ritiene affidabile ed attendibile come fonte d'informazione sul conflitto russo-ucraino ciascuno dei seguenti canali d'informazione?”) infatti, il 66% degli intervistati ha risposto positivamente per quanto riguarda i telegiornali ed il 64% per i siti internet specializzati. Subito al di sotto si trovano praticamente appaiati i quotidiani cartacei (60%), i quotidiani online (59%) e le radio (58%), che staccano invece i periodici e le riviste specializzate (53%). Per quanto riguarda i talk show invece, sono ritenuti fonti affidabili ed attendibili sul conflitto solo dal 39% degli intervistati. Peggio, come detto, fanno solo i social network (28%) ed il 'passaparola' (14%).

 

Tra i social network invece, quello considerato più attendibile è Twitter (ritenuto “molto” o “abbastanza affidabile” dal 34% degli intervistati), seguito da Facebook e Telegram (25%), Instagram (24%) ed infine Tik Tok (14%). Per quanto riguarda invece la tipologia di notizie, sottolineano gli esperti di Swg: “Con l'eccezione dei comunicati sui genocidi, su tutte le altre tipologie di notizie prevale la percezione che siano poco o per niente credibili. A suscitare in assoluto maggiore diffidenza sono le ipotesi sullo stato di salute di Putin”.

Analizzando i dati infatti, si nota come il 51% degli intervistati ritenga “molto” o “abbastanzaaffidabili le notizie sui genocidi, rispetto ad un 38% che le ritiene “poco” o “per nienteaffidabili. Il rapporto però s'inverte quando si parla del numero di vittime tra civili (rispettivamente 44 e 46%), dei successi della resistenza ucraina (43 e 46%) , dell'impatto delle sanzioni sull'economia russa (42% e 49%) e della figura di Zelensky (41% e 49%). Interessante poi notare come siano ritenute ugualmente poco affidabili le notizie che riguardano le conquiste dell'esercito russo (il 37% degli intervistati le ritiene credibili, il 52% no) e le sue perdite (il 36% crede siano affidabili, il 53% no). Infine la popolazione dimostra di ritenere poco affidabili le informazioni in merito all'andamento dei negoziati (il 30% degli intervistati le ritiene credibili, il 61% no) e, come detto, le notizie sullo stato di salute di Putin (17% e 67%).

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