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Guerra in Ucraina, i “voti” degli italiani sui leader politici: Conte e Letta i più apprezzati, ma sono tutti “insufficienti” (e Salvini porta a casa un 3 e mezzo)

Negli ultimi dati del Radar Swg sono riportati i “voti” degli italiani sulle posizioni dei leader politici in merito alla guerra in Ucraina: su una scala da 1 a 10 nessuno ottiene la “sufficienza” in media, ma in generale i leader di Lega e Fratelli d'Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sono quelli con le “valutazioni” più basse: ecco tutti i risultati. Nel frattempo la maggioranza degli italiani si direbbe “insoddisfatta” del modo in cui il premier Draghi si è mosso in merito al conflitto, soprattutto perché ritenuto “troppo influenzato” dagli Stati Uniti

Di Filippo Schwachje - 08 aprile 2022 - 15:46

TRENTO. Giuseppe Conte: 5,1. Enrico Letta: 5,0. Giorgia Meloni: 4,3. Matteo Salvini: 3,6. Se si trattasse di un compito in classe il giudizio sarebbe unico e drammatico: “Tutti bocciati”. Ma gli ultimi risultati di Radar Swg, che riportano (su una scala da 1 a 10) il “voto” degli italiani sulle posizioni assunte dai leader politici in merito alla guerra in Ucraina, vanno letti anche alla luce delle divisioni che nel Paese si sono acuite proprio da quando il presidente russo, Vladimir Putin, ha dato il via all'invasione il 24 febbraio scorso. Per questo, spiega il presidente di Kratesis Roberto Arditti, gli ultimi dati Swg: “Parlano di un'Italia divisa forse come non mai, un'Italia provata dalla pandemia ed ora spaventata dalla guerra, un'Italia che a larga maggioranza condanna l'aggressione militare russa ma che al tempo stesso guarda con angoscia ad un più massiccio coinvolgimento nazionale”. Ad essere 'premiati' di più, quindi, alla fine sono proprio i politici che hanno saputo prendere posizioni più nette e più coerenti con il proprio elettorato.

Conte piace perché si distingue cercando di negare il consenso del M5S all'aumento della spesa militare – dice Arditti – , che pure è cresciuta con il suo governo, mentre Letta piace perché tiene il Pd su un rigoroso atteggiamento di sintonia con la Nato e l'Unione Europea”. Ecco quindi che, paragonati con quelli di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, i voti degli italiani sono più “generosi” per il leader pentastellato ed il segretario dem per quanto riguarda le posizioni assunte sull'aggressione (5,1 per entrambi) e sui rapporti con Putin (4,6 per Conte e 4,7 per Letta), ma anche sulla possibilità di invio di armi da parte dell'Italia all'Ucraina (4,9 per entrambi) e sull'aumento della spesa militare (4,9 per Conte e 4,6 per Letta). Più alti invece i voti per quanto riguarda le posizioni assunte sull'accoglienza dei rifugiati in Italia (dove Conte sfiora il 6 con una media di 5,8 e Letta segue poco lontano con 5,4) e sui rapporti con gli alleati europei e gli Stati Uniti (rispettivamente 5,3 e 5,1). La media complessiva prendendo in considerazione i voti ricevuti in tutte le tematiche è di 5,1 per Conte e 5,0 per Letta.

Più difficile è invece la posizione di Meloni e Salvini – continua Arditti – anch'essi alleati (litigiosi) nelle urne ma in rapporto complesso con i loro elettori, probabilmente poco soddisfatti del 'pacifismo' del leader della Lega e del prudente atlantismo della presidente di Fratelli d'Italia”. Difficile poi immaginare che la figuraccia rimediata in Polonia (Qui Articolo) non abbia contribuito al voto espresso dagli italiani sulle posizioni assunte dal Capitano in merito alla guerra, che fra i quattro leader presi in considerazione nel sondaggio ha riportato il voto più basso in assoluto con una media complessiva di 3,6. Salvini il voto “peggiore” l'ha ottenuto, com'era prevedibile, per quanto riguarda la voce "rapporti con Putin" (3,3) mentre il migliore è arrivato dalle posizioni assunte sull'accoglienza dei rifugiati in Italia (3,9). Meloni ha fatto poco meglio, con una media del 4,3, mantenendo una valutazione pressoché costante in tutti i temi presi in considerazione nel sondaggio (anche per lei il voto peggiore, 4, è arrivato in merito alle posizioni assunte sui rapporti con Putin).

La “difficile posizione” dei leader sovranisti italiani, spiega ancora Arditti, si riflette infatti anche nei dati interniall'elettorato dei vari partiti: “Meloni – dice il giornalista – che pur mantiene altissima fiducia nel “suopopolo, finisce dietro Conte e dietro Letta quando viene giudicata in merito alla posizione tenuta sulla guerra in Ucraina. E lo stesso accade a Salvini”. In base ai dati Swg infatti, tra i propri elettori Meloni e Conte sono i due leader che raccolgono la percentuale di fiducia più alta (rispettivamente 93 e 90%), seguiti da Salvini (81%) e infine da Letta (77%). La situazione però è diversa per quanto riguarda il giudizio medio sulle posizioni assunte rispetto al conflitto: in questo caso (sempre su una scala da 1 a 10), Conte porta a casa un 7,8 e Letta un 7,2, mentre Meloni deve accontentarsi di un 6,4 e Salvini di un 6,2. “Il giudizio sui leader però sarebbe un dato 'monco' – precisa Arditti – se non lo mettessimo in collegamento con quello più complessivo sul periodo, giudizio che possiamo sintetizzare grazie ai dati sull'azione del governo”.

In questo frangente, il 54% degli intervistati ha detto di ritenere “poco” o “per nienteefficace l'attività del premier Mario Draghi nell'ambito del conflitto in Ucraina. Le motivazioni? Per il 30% di loro Draghi “è stato troppo condizionato dagli americani” per il 25%non è riuscito a ricavarsi un ruolo di primo piano nelle trattative” e per il 22% avrebbe espresso “posizioni deboli” senza riuscire a risultare “incisivo”. Per il 35% della popolazione invece l'azione dell'ex presidente della Bce è stata “molto” o “abbastanzaefficace, mentre l'11% non ha risposto. Parlando infine del possibile successore di Draghi, il più gettonato sarebbe Giuseppe Conte (che è stato ritenuto “molto” o “abbastanza adeguato” a diventare il prossimo presidente del Consiglio dal 31% degli intervistati) seguito da Giorgia Meloni (28%) ed Enrico Letta (26%). Ottimo risultato poi per Carlo Calenda, leader di Azione, che si classifica quarto (con il 18%) seguito da Matteo Salvini (16%), Antonio Tajani (16%), Roberto Speranza (13%), Silvio Berlusconi (12%) e Giovanni Toti (11%).

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