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La vittoria dell'Ucraina all'Eurovision e i frustrati del complotto: ''Si sapeva già. Era tutto pilotato''. Ma il trionfo è arrivato grazie agli europei e al voto popolare

Alla vittoria dei Kalush sono seguite molte polemiche sui social da parte di hater e frustrati da tastiera: ''Guarda caso hanno fatto vincere proprio loro''. Eppure anche questa volta hanno torto visto che a farli vincere è stato il voto popolare. Le cosiddette giurie di qualità dei vari Paesi avevano preferito Regno Unito, Svezia e Spagna. E' stata proprio la gente a ribaltare il risultato ovviamente anche come segno di solidarietà. Qualcosa di bellissimo difficile da capire, però, per i complottari di casa nostra 

Di Luca Pianesi - 16 maggio 2022 - 12:43

TORINO. ''Potevate evitare di farlo, tanto si sapeva già'', ''vergogna, tutto pilotato, questa è propaganda'', ''è il mondo dei boccaloni e voi tutti ad applaudire'', ''un'immensa pagliacciata''. I frustrati da tastiera non mancano mai e anche questa volta si sono distinti per povertà di pensiero e miseria d'animo. Il tema, questa volta, non era la guerra, non erano le sanzioni, non era il governo Draghi, o la lotta al Covid. Il tema, questa volta, era un concorso musicale, l'Eurovision Song Contest ma il risultato, per questi hater della vita, del bello e dell'intelligenza, è stato lo stesso: ''Io la so più lunga degli altri, sono furbo, e capisco che è tutta una montatura''. La montatura in questione è, ovviamente, la vittoria del gruppo ucraino dei Kalush con la canzone ''Stefania''.

 

Un brano bello, orecchiabile, ritmato, dal testo importante, che non ha certo ''rubato'' il premio a chissà quale capolavoro assoluto. Però agli odiatori di casa nostra, la cosa non è andata giù. Loro l'hanno capito subito che vincevano gli ucraini perché, guarda caso, sono invasi dai carri armati, hanno le case bombardate, stanno subendo la più violenta e scriteriata aggressione dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e qualcuno li voleva far vincere dall'inizio. Chi? Ma è ovvio: quelli lassù, i poteri forti, gli atlantisti, la Nato, gli americani, quelli contro Putin, forse persino gli alieni, chissà. Ma se semplicemente fosse stata la solidarietà degli altri popoli europei? Persino degli italiani? Impossibile, replicano: la solidarietà mica si fa così e molti fanno capire che ci sarebbe ben poco da solidarizzare con gli ucraini e il suo presidente e che la gente lo sa mentre Draghi e il governo dei migliori sono venduti. A chi? Ma è ovvio: quelli lassù, i poteri forti, gli atlantisti, la Nato, gli americani, quelli contro Putin, forse persino gli alieni, chissà. 

 

E invece, come al solito, sbagliano. I Kalush hanno vinto proprio grazia alla gente. Una montagna di voti da parte del ''popolo''. Le giurie dei vari Paesi (quelle che se, ipoteticamente, in un mondo fatto di complotti e complottari, potrebbero essere più pilotabili, controllabili, orientabili, voi direte da chi? ma ovvio: quelli lassù, e blabla e blabla) non li hanno ricoperti di punti (come è noto i punti dell'Eurovision sono un mix di voti dati delle giurie di qualità dei vari Stati e dal televoto a casa). Il gruppo ucraino ha ottenuto il massimo dei punti delle giurie, 12, solo dai Paesi confinanti: Polonia, Moldavia, Romania, Lettonia e Lituania. Le giurie di qualità hanno preferito Regno Unito (gli hanno assegnato in totale 283 punti), Svezia (258 punti) e Spagna (231 punti) dando all'Ucraina 192 punti.

 

Chi ha veramente fatto ''sbancare'' la band ucraina è stata l'Europa con il televoto (che come è noto il voto non può arrivare dallo stesso Paese in questione: per intenderci gli italiani non possono votare per l'Italia e gli ucraini non potevano votare per l'Ucraina). La Kalush Orchestra ha ottenuto 439 punti dal televoto. Un'infinità se si pensa che l'anno prima i nostri Måneskin avevano ottenuto 206 punti dalle giurie e 318 punti dal televoto e avevano stravinto il festival. Insomma la gente ha voluto premiare gli ucraini. I poteri forti non c'entrano o forse, la lezione è che il vero potere forte, quello più forte di tutti, è proprio la gente che si unisce: quando poi lo fa sotto la bandiera della solidarietà la ''combo'' è perfetta e non ce n'è per nessuno con buona pace per gli hater di casa nostra e i frustrati del complotto.

 

Ora, grazie agli europei, si può sognare ancora più in grande: che il prossimo Eurovision Song Contest si possa tenere in Ucraina, magari proprio a Mariupol da settimana massacrata dalle truppe di Putin e distrutta da bombardamenti e violenze. La solidarietà dell'Europa all'Ucraina si sta concretizzando da quasi tre mesi in beni di prima necessità, risorse, accoglienza, armi per combattere l'invasore e sanzioni alla Russia. La speranza è che tra un anno quel luogo possa essere ricostruito anche grazie alla solidarietà dell'Europa, che l'Ucraina possa ospitare i suoi concittadini europei per il concorso musicale più importante e bello di sempre proprio in quella città oggi martoriata. D'altronde lo dicono anche i Kalush Orchestra: Troverò sempre la strada di casa/Anche se tutte le strade sono distrutte (da ''Stefania''). Gli europei quelle strade vogliono aiutarli a ricostruirle. 

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