“Poiana presa a fucilate ad Aldeno”: la denuncia della Lipu. “Ferite troppo gravi, il veterinario ha dovuto procedere con l'eutanasia”
La segnalazione arriva da Sergio Merz, delegato provinciale Lipu: “Dobbiamo intervenire ancora una volta per denunciare il grave ferimento di una poiana, un rapace che appartiene alle specie particolarmente protette, che è stata presa a fucilate dai soliti ignoti nella zona di Aldeno”

TRENTO. Poiana colpita ad Aldeno, la denuncia della Lipu: “Il veterinario ha dovuto procedere con l'eutanasia viste le condizioni del rapace”. La segnalazione arriva da Sergio Merz, delegato provinciale della Lega italiana protezione uccelli, e l'animale raggiunto dalla fucilata va ad aggiungersi alla lista di rapaci colpiti dai bracconieri sul territorio (Qui Articolo). “Dobbiamo intervenire ancora una volta per denunciare il grave ferimento di una poiana – scrive Merz – un rapace che appartiene alle specie particolarmente protette, che è stata presa a fucilate dai soliti ignoti nella zona di Aldeno”.

L'animale, racconta Merz, è stato recuperato da un privato in campagna e portato in gravi condizioni al Cras della Lipu, dove è stato visitato dal veterinario Diego Sebastiani che, come detto, ha dovuto purtroppo procedere con l'eutanasia. “Non c'è niente da fare – continua Merz – non si riesce ad evitare che si spari anche ai rapaci". Un fenomeno che continua negli anni, sottolinea Merz, e che non accenna a diminuire.
“Contro ogni logica scientifica e con una mentalità retrograda – continua il delegato provinciale Lipu – alcune frange di cacciatori considerano ancora i rapaci, ed i predatori in genere, animali nocivi. Un pensiero duro a morire”. Ovviamente, continua Merz “la maggioranza dei cacciatori rispetta le regole" ma purtroppo c'è chi "spara vicino alle case o alle piste ciclabili (Qui Articolo) e nei luoghi frequentati con reale pericolo anche per le persone”.
Calcolando che solo una minima parte degli animali protetti presi a fucilate viene trovato, precisa il delegato della Lipu: “Significa che anche in Trentino l'illegalità venatoria è molto più ampia di quanto si creda. Il tutto reso più facile dalla scarsità di vigilanza per mancanza di personale e le sanzioni ridicole per questi reati”. Il corpo forestale provinciale, conclude Merz: “Che sta lavorando in modo encomiabile, va potenziato e messo in condizione di operare al meglio, con più uomini, mezzi e tecnologia”.












