Pornhub, stop agli utenti russi. Facebook limitato da Mosca e intanto da Anonymous attacchi senza sosta al Cremlino
Dopo l'attacco della Russia all'Ucraina si sta combattendo anche una cyberguerra. Mosca ha limitato alcuni social che hanno deciso di non accettare la richiesta del Cremlino di fermare il fact-checking

AGGIORNAMENTO: Come riporta oggi (28 febbraio) Bufale.net, che fino a poche ore fa confermava la notizia, non sembrano esserci messaggi solidali per l’Ucraina accedendo dalla Russia a Pornhub. Il sito che si occupa di fact-checking cita l'analisi fatta da Butac.it
KYIV. La guerra in Ucraina si combatte anche in internet. Nelle ultime ore sono diversi i giganti del web e dei social che si stanno muovendo con alcune azioni per 'isolare' la Russia.
Anonymous
Anonymous nelle scorse ora ha dichiarato guerra a Putin e alla Russia e sembra che per il momento la stia vincendo con un susseguirsi di attacchi informatici che stanno mettendo a dura prova l'infrastruttura di Mosca.
Alcuni siti web governativi russi, compreso quello del Cremlino e del ministero della Difesa, per diverso tempo sono rimasti irraggiungibili dopo essere stati oggetti di attacchi hacker.
L'azione è stata rivendicata da Anonymous. "Abbiamo mandato offline i siti governativi e girato le informazioni ai cittadini russi in modo che possano essere liberi dalla macchina della censura di Putin", si è letto in un comunicato di Anonymous. "La Russia può sganciare bombe su persone innocenti, ma Anonymous usa i laser per uccidere i siti web del governo russo", aggiungono gli hacker che stanno conducendo questa cyberguerra senza sosta.
Pornhub
Anche il famoso portale Pornhub avrebbe deciso di non stare con le mani in tasca. Nelle ultime ore gli utenti russi che hanno tentato di visitare Pornhub sarebbero stati bloccati da un messaggio che diceva loro che il contenuto è stato interrotto. Pornhub ha cessato ogni tipo di utenza in arrivo dalla Russia.
Facebook e Twitter
La Russia nelle scorse ore ha limitato e in alcuni casi reso inaccessibile Facebook agendo attraverso diversi provider di rete presenti sul territorio come Rostelecom, MTS, Beeline e MegaFon.
Una ritorsione dopo il “no” di Zuckerberg alla richiesta di Putin di allentare i controlli sulle notizie pubblicate da quattro media di Stato russi, vale a dire l’agenzia di stampa RIA Novosti, il canale televisivo Zvezda, i siti di informazione Lenta.ru e Gazeta.ru. E' stato limitato an che l’utilizzo di Twitter.
Ovviamente i social non si sono fatti spaventare e hanno immediatamente attivato nuovi e più potenti filtri contro i contenuti invidividuati come “propaganda”.












