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| 16 giu 2022 | 11:19

Pronto soccorso al collasso, "Medici disponibili a straordinari" la proposta dei sindacati contro le esternalizzazioni dei servizi in Trentino

Nelle scorse ore è stato inviato il documento con la proposta ai vertici dell'Azienda sanitaria. L’obiettivo  è quello di evitare di ricorrere a medici gettonisti, cooperative esterne o analoghe soluzioni al ribasso. "Ipotesi che non garantirebbero la qualità della diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti” spiegano i sindacati

Pronto soccorso al collasso, "Medici disponibili a straordinari" la proposta dei sindacati contro le esternalizzazioni dei

TRENTO. I  medici sono disponibili a straordinari per evitare le esternalizzazioni. La proposta è stata presentata al direttore generale dell’Apss Antonio Ferro dalle sigle sindacali che rappresentano i dirigenti medici (Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Anpo, Cisl Medici, Federazione Cimo-Fesmed, FP Cgil Sanità, Federazione Fassid-Fvm e Uil FP Sanità), richiedendo l’attivazione urgente di un tavolo di confronto per raggiungere un accordo.

Da mesi si parla di una sanità trentina sempre più vicina ad imboccare la strada delle esternalizzazioni. Questo perché la carenza di medici in diversi presidi sta mettendo a dura prova l'intero sistema

 

I sindacati hanno spiegato in una nota che i medici dipendenti degli ospedali della provincia di Trento, specializzati o con almeno 5 anni di esperienza in Medicina d’Urgenza o 118, si rendono disponibili a rimanere in Pronto soccorso oltre il loro orario di lavoro per coprire alcuni turni nei presìdi in difficoltà a causa della carenza di personale. “Tali turni straordinari – viene spiegato - andrebbero retribuiti con un compenso orario pari a quello proposto nei bandi di libera professione pubblicati nelle ultime settimane dalle Aziende ospedaliere, finanziato con bilancio aziendale e non con fondi contrattuali”.

 

Nelle scorse scorse ore è stato inviato il documento con la proposta ai vertici dell'Azienda sanitaria.  “Questa proposta – scrivono i sindacati  – ha l’obiettivo di evitare di ricorrere a medici gettonisti, cooperative esterne o analoghe soluzioni al ribasso. Ipotesi che non garantirebbero la qualità della diagnosi, cura e riabilitazione dei pazienti”. 

Sempre le sigle sindacali si dicono contrarie alla possibilità di chiedere ai medici di discipline equipollenti di coprire i turni in Pronto soccorso, perché “in mancanza di una formazione adeguata – spiegano - esporrebbe i professionisti ad un elevato rischio professionale e, di conseguenza, i pazienti ad un rischio clinico non trascurabile”.

 

La proposta dei sindacati, al contrario, darebbe un “segnale tangibile di volontà di trattenere i propri specialisti, professionisti che ogni giorno prestano servizio in azienda e, pertanto, già integrati nelle dinamiche interne e facilitati nei rapporti interprofessionali con il personale sanitario”. Una soluzione volta ad affrontare l’emergenza, ma non a risolvere stabilmente il problema. 

 

Sul versante più a medio-lungo termine – proseguono i sindacati - si propone, relativamente al servizio di emergenza-urgenza, l’assunzione di medici di medicina interna, con la clausola del loro impiego nel primo periodo in reparti di medicina d’urgenza, finché non sarà possibile reclutare specialisti in medicina d’emergenza-urgenza”.

 

Gli ospedali trentini, come già detto, stanno affrontando diverse difficoltà. “Occorre agire subito per rendere la Provincia nuovamente attrattiva per i professionisti e frenare la fuga dei dipendenti. Crediamo che questa soluzione temporanea rappresenti un primo passo nella direzione corretta” ha affermato Sonia Brugnara, Presidente Cimo-Fesmed Trento, autrice della proposta poi condivisa dall’intersindacale .

 

“Il mancato interesse a tale proposta – concludono i sindacati nel documento – significherebbe una evidente volontà di non addivenire ad una concreta soluzione, con le possibili e conseguenti iniziative che come organizzazioni sindacali riterremo necessario adottare a tutela dei nostri colleghi”.

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