Poca sicurezza, risorse e rispetto degli accordi: i medici di base lanciano l’allarme sulla crisi della medicina territoriale
Per Paoli dello Smi: “E' bene chiarire che se si vuole cambiare impostazioni del lavoro dei nostri medici, non si può pensare di mandarli a fare gli architetti invece che i medici di famiglia, altrimenti perderemmo anche la poca forza lavoro che abbiamo in questo momento"

TRENTO. “Se si tratta di migliorare e potenziare la medicina generale, i medici sono da sempre pronti a discutere di proposte e riforme che siano nell'interesse dei cittadini”. Usa queste parole Nicola Paoli, segretario Smi Trentino per rispondere alle dichiarazioni dell'assessore provinciale alla Salute, Mario Tonina sul tema della medicina territoriale, dell'importanza dell'impegno di tutti per ridurre le code a Ps e altro. (QUI L'ARTICOLO)
“Avevamo concordato con l'assessore, l'anno scorso, di aprire ambulatori di codici bianchi e verdi presso gli ospedali periferici e centrali, in totale sicurezza per i nostri professionisti, seppur autonomi nel loro agire. Firmato come accordo aziendale – spiega Smi Trentino - è stato inspiegabilmente accantonato dall'agenda dell'Assessore e le risorse congelate. Quindi rimandiamo al mittente le parole che 'conta' che gli diamo una mano per ridurre le code al Ps”.
Paoli spiega di non comprendere “come possiamo dare una mano se le guardie mediche, attualmente sia a Trento, Rovereto o qualsiasi periferia insicura, non hanno né ditte di sicurezza H24, né forza pubblica né sistemi di sicurezza che li possano difendere in caso delle stesse aggressioni che avvengono nelle strutture ospedaliere”.
Ma non solo. “Come si può immaginare che da giugno tali medici facciano guardia notturna per 12 ore a cui si agganciano per diurna di altrettante 12 ore e magari sono ubiquitari nella loro Scuola di formazione?”.
Il sindacato, spiega in una nota, aveva chiesto risorse e assicurazioni che ad oggi non sono ancora arrivate compiutamente. “Avevamo chiesto – spiega Paoli - di mettere a disposizione gratuitamente, da parte dei Comuni, gli ambulatori che generano ricchezza in termini di salute per l'intera comunità. Avevamo chiesto le risorse economiche. Ci promette da due anni montagne di soldi ma non apre neppure al pagamento di una guardia medica per i codici bianchi; e a bilancio provinciale attende la riduzione del 10% delle risorse previste dall'ACN della medicina generale. Di promesse e buone intenzioni ne abbiamo pieno il mondo”.
Per il sindacato “Di fatti concreti ancora nulla per quanto riguarda la medicina generale” “Le Case di Comunità devono aprire tutte entro il prossimo anno e non sperimentalmente? Al momento apre solo una sperimentazione: Ala che era già prima ex Ospedale, ex Aft, ex Casa della salute e ora cosa ancora? L'Inps ci chiede di rispondere del credito che avevamo dato ad APSS durante il Covid. Risponde l'Assessore a Inps? Smi Trentino si dice pronto ragionare sul miglioramento del sistema auspicato anche da Azienda sanitaria e Provincia “Purché si trovi una soluzione per i giovani a 38 ore che stanno concludendo il bando di concorso per inserirsi nel mondo lavorativo, prima di mandare anche quella categoria al massacro. E' bene chiarire quindi che se si vuole cambiare impostazioni del lavoro dei nostri medici, non si può pensare di mandarli a fare gli architetti invece che i medici di famiglia, altrimenti perderemmo anche la poca forza lavoro che abbiamo in questo momento. Su questo punto Smi non derogherà sui compiti che devono andare a fare, come previsto non già da interpretazioni arbitrarie della parte pubblica, ma da soluzioni su cui Smi, Azienda e Dipartimento stanno cercando di collaborare in questi giorni per il bene di tutti”.
Per Paoli “E' bene chiarire che se si vuole cambiare impostazioni del lavoro dei nostri medici, non si può pensare di mandarli a fare gli architetti invece che i medici di famiglia, altrimenti perderemmo anche la poca forza lavoro che abbiamo in questo momento. Su questo punto Smi non derogherà sui compiti che devono andare a fare, come previsto non già da interpretazioni arbitrarie della parte pubblica, ma da soluzioni su cui Smi, Azienda e Dipartimento stanno cercando di collaborare in questi giorni per il bene di tutti.













