Guardie mediche, in Trentino situazione sempre più difficile. Pochi aiuti e nessun riconoscimento: ''In molti pronti ad andarsene''
L'allarme è stato lanciato dal sindacato Medici Italiani per il Trentino: chi ha un incarico provvisorio, di sostituzione o di medicina turistica rischia di non vedersi riconosciuto questo impegno nel monte ore della formazione. "Molti sono pronti a lasciare il Trentino per andare in altre regioni" spiega Nicola Paoli

TRENTO. In prima linea e fondamentali per la salute della popolazione soprattutto nelle valli, ma considerati medici di serie B, costretti a pulirsi gli ambulatori e ad affrontare intere notti in balia di pericoli e criticità. Stiamo parlando delle Guardie Mediche vittime di una situazione che si trascina da tempo. In Trentino attualmente le sedi sono 21 (in passato fino a 35), i medici dovrebbero essere 108 titolari mentre ce ne sono al massimo una quarantina. I rimanenti arrivano perlopiù dalla specialistica di Medicina.
Nessuno, anche in questo caso, ha trovato una soluzione. Sono sempre di meno i medici che accettano di fare continuità assistenziale e il rischio è di lasciare interi territori senza un punto di riferimento sanitario importante.
“Stiamo parlando di medici davvero bravi – spiega il presidente dell'Ordine, Marco Ioppi – che si trovano ad operare in situazioni particolari, difficili, defilate. Sono figure a cui affidiamo la salute dei trentini per la maggior parte della settimana se pensiamo che sono attivi due interi giorni e durante la notte. Sono però costretti a lavorare senza un apparato amministrativo e infermieristico adeguato e questo va a determinare numerose criticità”.
Una posizione per nulla appetibile e nel corso degli anni, l'aumento delle richieste dalla popolazione, hanno messo in seria difficoltà questo ruolo. Quello che sta accadendo ora è davanti agli occhi di tutti: chi non ottiene risposte dai medici di continuità assistenziale si rivolge al Pronto soccorso ingolfandolo con codici bianchi e verdi.
“In Trentino come nel resto d'Italia – spiega Ioppi – la situazione è difficile. Le Guardie Mediche rischiano davvero di essere esposte a violenze e a situazioni non facili da affrontare. Fortunatamente in molti casi lavorano in raggruppamenti ma non per tutti è così. Nelle valli purtroppo anche di recente ci sono arrivate segnalazioni di sanitari costretti addirittura a pulirsi gli ambulatori perché era entrato qualche ubriaco a vomitare”.
FORMAZIONE
“I concorsi messi in campo dall'Azienda sanitaria sono andati ultimamente a vuoto” ci spiega Nicola Paoli, commissario straordinario del sindacato Medici Italiani per il Trentino, che da tempo segue la situazione che stanno vivendo le Guardie Mediche. La carenza di medici è generale e all'orizzonte non si vedono soluzioni.
Ecco allora che a coprire i buchi, grazie un accordo risalente agli anni scorsi, sono gli studenti della specialistica di Medicina che però ad inizio di quest'anno si sono trovati una brutta sorpresa.
Per chi, infatti, ha un incarico provvisorio, di sostituzione e di medicina turistica non viene riconosciuto questo impegno nel monte ore della formazione. Una decisione che riguarda i sanitari in Trentino. Molti, non certo contenti di non vedersi riconosciuta la pratica che stanno facendo, si sono detti pronti addirittura a lasciare il nostro territorio per prendere posto in altre regioni dove gli viene riconosciuto l'impegno messo.
La vicenda è stata denunciata in queste ore dal commissario Nicola Paoli. “Con quello che sta accadendo – spiega a il Dolomiti - finirà che, arrabbiati, disillusi e demotivati, tutti questi giovani medici e quelli che sarebbero arrivati oltre a loro in Trentino, verranno attratti e assoldati dalle altre Regioni che invece gli concedono queste ore pratiche, determinando un’ulteriore fuoriuscita di medici di cui è estremamente carente, oggi, la nostra Provincia”.
PENSIONAMENTI, RINCARI E DIFFICOLTA' NELLE SEDI TERRITORIALI
Mentre i giovani medici devono affrontare le interpretazioni errate della normativa accanto al grosso impegno sulle spalle, incombe sul Trentino anche il pensionamento di numerosi professionisti: stiamo parlando di una cinquantina di medici per l'anno 2023 e per l'anno 2024 che difficilmente saranno rimpiazzati andando ulteriormente a peggiorare la situazione.
“Per le Guardie Mediche i turni sono di 12 o 24 ore settimanali ma data la carenza dei medici in questa epoca – spiega Nicola Paoli di Smi - quei pochi trovati fanno fino a 38 ore settimanali. Il costo medio di una postazione è di circa 235.000 euro annui, che adesso aumenterà notevolmente dato il riscaldamento e la luce per tenere aperta una sede notturna”. Qualche anno fa in Trentino erano 35 le sedi di Guardia Medica ed oggi sono 21.
“Nel corso degli anni abbiamo assistito alla chiusura di diverse sedi” spiega Paoli. “Dalla Val di Non alla Val di Cembra – spiega – le difficoltà sono tante. Si è pensato a tagliare aumentando i carichi di lavoro su altre strutture. Così facendo, però, oggi la situazione è diventata insostenibile anche a causa delle lamentele che piovono sui ritardi nelle visite dei pazienti nonostante il quadro generale non sia colpa dei pochi medici che si dannano senza adeguato ricambio generazionale"


















