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Trento
12 novembre | 14:32

"In aumento le dimissioni volontarie di medici e infermieri", allarme nella Sanità in Trentino. Hoffer e Varagone: "A rischio i servizi. Manca una strategia"

La motivazione principale è la difficolta a conciliare la vita privata con quella lavorativa (continui richiami in servizio, negazioni di aspettative o di permessi a vario titolo) e l’assenza di una vera politica incentivante che riconosca disagi e responsabilità

"In aumento le dimissioni volontarie di medici e infermieri", allarme nella Sanità in Trentino

TRENTO. Stipendi bassi, l'impossibilità di conciliare la vita privata con quella lavorativa, turni massacranti e tanto altro. Sono in continuo aumento le dimissioni volontarie tra il personale sanitario e oss in Trentino rischiando così di mettere in crisi ulteriormente vari servizi e Unità Operative.

 

A lanciare l'allarme sono stai Giuseppe Varagone (Uil Fpl sanità) e Cesare Hoffer (Nursing up). “Simo preoccupati – spiega in una nota - della totale assenza di una strategia istituzionale volta ad implementare e trattenere il personale in servizio. C'è l’assenza di una vera politica incentivante che riconosca disagi e responsabilità”.

 

Per i due sindacalisti serve incentivare di più il personale in forza all’ Apss, come sta avvenendo in altre Regioni di confine, alcune a statuto speciale. Basti pensare che in Val d’Aosta tramite una delibera Regionale hanno remunerato i sanitari con un riconoscimento aggiuntivo mensile da 350 fino a 800 euro e i medici con 800 euro al mese. La Provincia Autonoma di Bolzano, spiegano sempre Varagone e Hoffer, ha annunciato aumenti pari a 600 euro mensili al personale Sanitario ed Oss e per ultimo anche Venezia premia i Sanitari tramite una tantum di 1000 per il disagio.

 

Analogo problema si sta, però, verificando anche tra il personale amministrativo, in numero sempre minore e con carichi di lavoro sempre più elevati. “Chiediamo alla nuova Giunta provinciale, una volta insediata – spiegano Hoffer e Varagone - di destinare celermente al tavolo Apran i fondi già previsti dagli accordi sottoscritti e di reperire al più presto ulteriori fondi straordinari, da distribuire tramite un accordo in Apran finalizzato a rendere questa Provincia attrattiva, altrimenti nei prossimi mesi sarà una catastrofe annunciata, vista l’impossibilità di garantire un adeguato turn over al personale sanitario ed assistenziale che cesserà a vario titolo dal servizio”.

 

Nei prossimi 10 anni 1300 infermieri andranno in pensione, “Cosa pensa di fare la nostra politica a riguardo?” si chiedono i due sindacalisti che denunciano la grave carenza di personale. Se negli Ospedali di Trento e Rovereto la situazione è preoccupante, negli ospedali di valle non va certo meglio.

 

“Negli ultimi mesi 12 Infermieri nel Distretto di Vallagarina hanno cessato il proprio servizio o hanno fatto la scelta di licenziarsi e a tutt’oggi non sono stati sostituiti ed anche nelle cure primarie della Val di Fassa la situazione è critica” spiegano.

Inoltre, spiegano Uil e Nurcing Up, non mancano le segnalazioni che da anni “non viene distribuito il vestiario necessario per poter svolgere il lavoro in sicurezza, come: le scarpe antinfortunistiche, vestiario idoneo e gli zaini appositi per una maggiore distribuzione dei carichi, mancano inoltre adeguati spogliatoi”.

 

Da parte dei sindacati è quella di interventi immediati per cercare di arginare la grave situazione sta vivendo: “Se non avremo risposte in tempi celeri in merito alle nostre richieste, valuteremo quali azioni intraprendere, che saranno volte a tutelare la sicurezza lavorativa dei nostri associati, i loro diritti e la qualità delle cure nei confronti del cittadino”

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