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| 25 nov 2022 | 09:33

''Quando sento dire che Itea non fa nulla mi ribolle il sangue'', la presidente Gerosa a il Dolomiti: ''Abbiamo a cuore gli inquilini, troppa superficialità da chi ci critica''

Dal nodo degli appartamenti chiusi e in ristrutturazione agli sfratti, dai finanziamenti del Pnnr al superbonus, sono molte e tutte fondamentali le questioni che Itea sta affrontando. La presidente Francesca Gerosa: "Stiamo tutti lavorando sodo, fuori non si ha contezza di cosa fa Itea e delle difficoltà che si affrontano ogni giorno purtroppo"

Quando sento dire che Itea non fa nulla mi ribolle il sangue''

TRENTO.  Regole che continuano a cambiare, cavilli burocratici che fanno perdere tempo, ma soprattutto crisi, aumento dei costi delle materie prime, carenza di imprese e aziende che sono sempre più in difficoltà a realizzare i lavori e l'enorme pressione di chi vorrebbe essere aiutato il prima possibile.  

 

E' una situazione davvero d'inferno e molto complessa quella che ha visto lavorare  nell'ultimo anno Itea, l'Istituto Trentino di Edilizia Abitativa guidato dalla presidente Francesca Gerosa. A fronte degli enormi sforzi portati avanti, l'istituto è sempre più bersaglio dei sindacati da un lato e dall'opinione pubblica dall'altro.

 

Presidente Gerosa, proprio in queste ore è arrivato un comunicato unitario dei sindacati in cui viene attaccata ancora una volta Itea sulla lentezza nel mettere a disposizione gli alloggi. “Mille appartamenti sfitti sono inaccettabili” dicono. E gli attacchi sono arrivati anche nei giorni scorsi da più parti. Lei cosa dice?
Quando sento dire che Itea non sta facendo nulla e che non ha a cuore i suoi inquilini mi ribolle veramente il sangue. Io, con il vicepresidente Michele Condini, i consiglieri Gabriella Maffioletti e Michele Ravagni, assieme a tutta la struttura fatta di professionisti, stiamo lavorando sodo per aiutare chi ha bisogno, su innumerevoli fronti. 

 


Posso dire che il dato degli alloggi chiusi e quelli ristrutturati è molto difficile da leggere e da interpretare. Bisogna considerare che nel numero di alloggi che si vedono chiusi, una grossa fetta è in continua entrata e uscita e quindi il numero subisce moltissimo l'influenza del numero di riconsegne che ci vengono fatte ogni anno e che è variabile e difficilmente prevedibile. Al momento abbiamo in lavorazione poco meno di 1000 appartamenti.

 
Bisogna però chiarire che c'è una determinata procedura da seguire a partire da una fase di programmazione a quella di valutazione. Ogni immobile, quando riconsegnato, deve essere preso in mano, progettato, si devono valutare i lavori da fare e deve essere anche classificato. C'è la fase in cui vengono chiesti i preventivi alle aziende, selezionate attraverso gara pubblica con tutte le lungaggini che ciò comporta, che seguono una determinata zona.  Una volta che l'appartamento è ristrutturato vengono verificati i lavori, viene classificato anche dal punto energetico e stimato. Solo dopo tutto questo lungo iter l’appartamento può essere riconsegnato.

  
Da quando l'Itea riprende le chiavi di un alloggio a quando c'è la sua messa a disposizione delle Comunità di Valle e del Comune di Trento, unici Enti deputati per legge alle assegnazioni, e la nuova riconsegna il procedimento è lungo ma anche importantissimo. 

 

Non le sembra che si sia inceppato il sistema?
No, il sistema non è inceppato, è purtroppo molto lungo e “burocratizzato” perché Itea è sì una SpA, ma a totale controllo pubblico, quindi con tutte le regole del pubblico che cozzano con efficacia ed efficienza, caratteristiche vincenti del mondo privatistico. Di questo chi critica non si rende conto, forse perché non conosce. Per capire ancora meglio le innumerevoli difficoltà bisogna partire dalle risorse economiche. Più un alloggio ha bisogno di lavori, più costerà sistemarlo e ci vorrà anche più tempo. 

Negli ultimi anni, prima che io diventassi presidente, la società per immettere più alloggi possibili nel circolo delle graduatorie si è data come priorità gli alloggi che avevano bisogno di meno lavori e quindi meno risorse. Questo per poterli utilizzare in tempi più brevi per dare una risposta veloce alle richieste. 

Cosa è successo però? Gli alloggi che avevano bisogno di interventi importanti sono continuati ad aumentare e questi appartamenti che sono chiusi da tempo dovevano essere prima o poi presi in mano. Con il nuovo Consiglio di amministrazione, ci siamo dati come sfida quella di riuscire ad abbassare questo numero di alloggi che necessita di interventi pesanti di ristrutturazione. Solo in questo modo potremo avere un abbassamento del numero degli alloggi chiusi anche se una quota rimarrà sempre perchè fisiologica e legate alle riconsegne, e poi perché una quota di alloggi chiusi rientra oggi nel piano cessioni della Società e risalente a diversi anni fa, che dovremo riprendere in mano per nuove valutazioni. 

 

Come sono i rapporti con la Provincia di Trento?
Tutti sappiamo, anche chi critica senza conoscere e proporre idee, che servono risorse in un periodo in cui le risorse sono poche. Con la Provincia è un continuo e costante confronto e i passi vengono fatti assieme. Sia il presidente che l'assessora competente Segnana conoscono la situazione e condividono con noi che il reperimento di nuove risorse è una priorità. Se si trovassero i finanziamenti per questi alloggi che necessitano di grossi interventi allora potremmo fare una gara ad hoc.

 

Itea è attaccata anche per la lentezza nelle assegnazioni degli appartamenti e sulle graduatorie. 
Questo è un aspetto che alcuni non hanno ancora capito, e non riesco a capacitarmene perché basterebbe andare a vedere la legge in materia. Itea non fa l'assegnazione degli alloggi. Non gestisce e non fa graduatorie. Vengono fatte dagli enti locali e non sono qualcosa di congelato ma vengono rifatte ogni anno. Questo significa che se uno è al cinquantesimo posto, per fare un esempio, e nell'anno nuovo è sempre nella stessa posizione, non significa che la graduatoria è ferma ma che prima di lui sono state inserite nuove persone che hanno evidentemente più bisogno.  

I sindacati spesso strumentalizzano la situazione, e mi dispiace. Hanno sicuramente ragione nel dire che dobbiamo lavorare per dare alloggi alla comunità e su questo sono pienamente d'accordo con loro. Come dargli torto? Infatti stiamo lavorando in questa direzione, non stiamo certo dormendo quest’anno. Però bisogna fare attenzione a non cadere nella strumentazione dei dati facendo credere che le graduatorie non scorrono perché non è così. E mi sembra corretto spezzare una lancia a favore degli enti locali che non hanno colpe perché gli elenchi vengono fatti da sistemi informatici seguendo la legge.

 

Uno dei grossi impegni che Itea ha affrontato è stato quello riguardante il Pnnr. Come è andata?
E' stato davvero un carico di lavoro non di poco conto. Ci si sta chiedendo di fare i miracoli senza avere in dotazione una bacchetta magica. Una struttura che prima faceva delle cose oggi è chiamata a farne dieci volte di più. Ma non è nella nostra indole rinunciare alle sfide, che affrontiamo con passione, anche se con tante difficoltà, nell’interesse della comunità trentina. 

Per quanto riguarda il Pnnr dalla progettazione al rispetto delle scadenze è stata un'attività molto impegnativa e delicata. Ha comportato molta attenzione e dedizione. Sono cinque le opere di Itea che rientrano nei finanziamenti Pnnr. (QUI L'ARTICOLO)

 

Nelle scorse settimane il governo ha deciso un cambio delle regole per il Superbonus. Le modifiche costringeranno ad una vera e propria corsa contro il tempo. Come Itea avete registrato delle conseguenze? 

Con il superbonus siamo entrati nel vivo soprattutto quest'anno. Questo cambiamento ha comportato dei problemi a causa delle scadenze che ci siamo trovati davanti. Ma ci siamo rimboccati tutti le maniche, ognuno per il proprio ruolo. Proprio mercoledì scorso si è tenuto un Consiglio di amministrazione che ho convocato d'urgenza la domenica. Siamo rimasti riuniti 6 ore per analizzare tutte le pratiche che ci erano state messe sul tavolo dagli amministratori condominiali e che hanno riguardato tra i 240 e i 250 alloggi di nostra proprietà.

Ma nel corso dei mesi i problemi sono stati innumerevoli e hanno riguardato l'aumento dei costi delle materie prime, la carenza delle imprese e/o la loro indisponibilità ad eseguire lavori a prezzi troppo bassi rispetto a quelli di mercato, e che quindi erano in difficoltà ad eseguire i lavori, i continui cambi di rotta normativi a livello di governo con tutto il tema riguardante le cessioni dei crediti che hanno paralizzato l’intero Paese. Non è stato per nulla semplice, ma non ci siamo arresi per cercare di riqualificare più alloggi possibili. 
Purtroppo fuori non si ha contezza di cosa fa Itea e delle difficoltà che si affrontano ogni giorno purtroppo, e da quando sono Presidente continuo a cercare di creare conoscenza, anche se ogni tanto mi sembra di lottare contro i mulini a vento.   

 

Uno dei temi più spinosi è quello degli sfratti. 
Sfrattare le persone è sempre poco piacevole, e nessuno vorrebbe che accadesse, di sicuro non noi. Itea non fa sfratti, in base a ciò che dice la legge, quindi a regole ben chiare e definite che nessuno di noi può erogarsi il diritto di ignorare, fa solo le proposte di revoca, che arrivano poi agli enti locali che sempre in base alla legge decidono di adottarle. 

 

Nessuno sfratta tanto per fare e questo è bene chiarirlo, perché a volte sembra che qualcuno voglia far passare l’idea che a Itea non interessi buttare famiglie su una strada. Beh, non è affatto così. Nei casi di morosità ad esempio l'obiettivo è sempre quello di aiutare i nuclei attraverso un percorso di recupero del credito e quindi si provano tutte le strade.  Nel momento in cui però per legge un nucleo non ha più diritto di stare in una casa Itea, pensiamo anche ai contratti temporanei, cosiddetti emergenziali, che a scadenza cessano di esistere, se noi lo lasciassimo nell’alloggio andremmo a ledere il diritto di un altro nucleo che in quell'alloggio potrebbe entrare.

Preme anche precisare che se una legge impone delle cose, fare come se queste cose non ci fossero non sarebbe rispettoso nei confronti di tutti quegli inquilini, e sono la quasi totalità, che rispettano regole e previsioni di legge. Su questo il Consiglio, che ricordo che tra i suoi primi atti ha inasprito molto i punti decurtabili dalla patente dell’inquilino per violazione del regolamento delle affittanze, non farà mai un passo indietro. Per il resto continuiamo a lavorare con determinazione e senso di responsabilità, perchè, il centro delle nostre azioni sono e dovranno essere sempre i nostri inquilini.

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