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Polemiche Itea, l'azienda si difende: ''Attraversato anni difficilissimi tra aumento dei costi e bonus 100% ma nel 2023 su 10mila appartamenti gli sfratti sono stati 15''

Il presidente Condini spiega come tante delle accuse e degli attacchi arrivati dalla politica, e non solo, negli ultimi mesi siano ingenerosi. Dalle procedure per arrivare agli sfratti (lunghissime per facilitare le persone a mettersi in regola e comunque nessuno resta senza servizi) ai piani di rateizzazione (''ne abbiamo fatti 1.700 l'anno scorso che è come gestire 1.700 mutui ma con una carico ulteriore legato agli aspetti umani da garantire'') per arrivare al bonus110: ''Abbiamo fatto un lavoro enorme in questi anni impegnandoci al massimo''

Di Luca Pianesi - 18 febbraio 2024 - 19:00

TRENTO. Che Itea sia sempre stato un punching ball buono per tutte le stagioni e per tutta la politica (da quella provinciale a quelle comunali dalle maggioranze alle opposizioni) è cosa nota. Scaricare responsabilità sull'ente che difficilmente può replicare o dire la sua (d'altronde è una controllata al 100%) è sempre stato sport facile e poco impegnativo e il rimpallo di accuse tra Provincia, Comuni, Comunità di Valle e chi più ne ha più ne metta non è una novità. ''Ma in questi tre anni di lavoro abbiamo letteralmente fatto i salti mortali - racconta il presidente Michele Condini, in carica dall'autunno 2023 (prima vicepresidente con la presidenza Gerosa) -. Chi critica non conosce Itea, non capisce la complessità di questo mondo che va a sommare problematiche enormi, economiche, burocratiche, umane. Dal 2020 in poi si è scatenata una tempesta perfetta per l'edilizia: dopo il Covid è arrivata la guerra in Ucraina, l'esplosione dei costi delle materie prime, il caro energia e il bonus 110% che ha letteralmente fatto sparire dalla circolazione le aziende costruttrici, dalle grandi imprese ai piccoli artigiani, tutti impegnati con mesi e mesi di commesse da sbrigare. Qualcuno di voi ha provato a fare dei lavori a casa in questa fase? Ecco moltiplicate tutto per 1.000 e capirete una minima parte dei nostri problemi''.

 

Condini interviene così per cercare di spegnere le polemiche delle ultime settimane scoppiate intorno ad Itea. Si parla di sfratti e morosità e si accusa l'Spa di essere, in qualche modo, troppo severa con inquilini che rischiano di finire per strada dal giorno alla notte. Si parla di riqualificazione degli appartamenti sfitti criticando la società di ritrovarsi nella situazione di dover ''cacciare'' di casa alcuni inquilini salvo poi avere centinaia di case non abitate perché da ristrutturare. Negli ultimi giorni ci sono stati incontri e confronti tra il neoassessore Marchiori e i rappresentati di comuni, Itea, comunità di valle (l'ultimo con l'assessore con delega al welfare, di Trento, Alberto Pedrotti). ''''Ma sa quanti sfratti per morosità abbiamo eseguito nel 2023? - domanda provocatoriamente Condini - Ne abbiamo fatti 15. E nel 2022 sono stati 19. Questo a fronte di 10.000 appartamenti che gestiamo. Ci rendiamo conto che si tratta di una percentuale prossima allo zero? Bassissima? E poi ci tengo a spiegare che arriviamo a questi numeri dopo circa un anno e mezzo di solleciti a pagare''.

 

Infatti la procedura che porta allo sfratto è lunghissima e lascia aperte tantissime possibilità per l'inquilino per mettersi in regola e adempiere ai suoi impegni (come poi è costretto a fare qualsiasi altro cittadino che però, per esempio, se smette di pagare le bollette si vede tagliare i servizi e resta senza luce o senza gas mentre nel caso di un inquilino Itea l'azienda continua a pagare il fornitore quindi l'inquilino si vede garantito il servizio sempre e comunque). Quando l'inquilino non paga il canone o le spese prima che arrivi il primo sollecito passano circa 3 mesi, poi ne arriva un altro 1 mese dopo, poi un altro 1 mese dopo ancora. A quel punto, se ancora non è stato saldato il debito, Itea scrive ai Comuni o alle Comunità di Valle per attivare la procedura di revoca dell'alloggio. Qui in genere passano altri 2 mesi per arrivare alla lettera di revoca e quindi Itea ne scrive un'altra dove spiega all'inquilino che dovrà lasciare la casa entro il tempo X (che in genere va da 6 mesi a 1 anno).

 

''Insomma - prosegue Condini - nessuno viene sbattuto in strada dal giorno alla notte''. E va detto che in tutto questo lasso di tempo l'inquilino ha la possibilità comunque di pagare o di attivare un processo di rateizzazione delle spese, bloccando la procedura di revoca. Se al termine di tutta questa lunghissima procedura ancora non si è fatto niente scattano le pratiche con l'ufficiale giudiziario e a quel punto non si può più tornare indietro. ''L'anno scorso a questo livello sono arrivate solo 15 persone - chiarisce ancora il presidente di Itea - a fronte di 2.800 solleciti che erano stati mandati all'inizio. Tra questi 1700 hanno scelto la rateizzazione. E anche qui voglio ringraziare i nostri uffici. Sa cosa vuol dire gestire 1.700 piani rateali? Sono come se fossero 1.700 mutui solo che con un sovraccarico di accortezze umane e di attenzione sociale altissimo perché si parla di persone che comunque non hanno disponibilità economica, di famiglie e il nostro obiettivo è sempre quello di risolvere i problemi non certo di acuirli''.

 

2.800 solleciti, però, sono tanti, forse troppi e sono il segno di un grave malessere sociale, ma anche in questo caso la spiegazione esiste. ''Con l'aumento dei costi dell'energia gli inquilini Itea come tutti gli inquilini italiani si sono visti aumentare le bollette - chiarisce ancora il presidente di Itea - e poi sono aumentati anche le spese condominiali. In questo modo c'è chi non è riuscito a pagare e chi non ha voluto pagare come è accaduto anche in altre abitazioni del Paese. Per gli inquilini Itea, comunque, c'è stata l'azienda che ha garantito lei i pagamenti ai fornitori e quindi nessuno si è visto staccare i servizi come accaduto, invece, ad altri privati che si trovavano in situazioni simili''.

 

E sul bonus 110% si sarebbe potuto fare di più e meglio? ''Anche qui vorrei chiarire che Itea da sola ha avviato riqualificazioni immobiliari per 53 milioni di euro generando circa 120 milioni di euro di lavori - risponde ancora Condini - il che rappresenta circa un terzo di quanto è stato generato in tutto il Trentino. E anche in questo caso abbiamo lavorato pancia a terra 24 ore su 24 perché ci siamo trovati nella situazione che non si trovavano le ditte che eseguivano i lavori, non c'erano le materie prime che, quindi, erano esplose in quanto a costi, i bandi e le normative cambiavano di mese in mese. Io credo che in questi anni abbiamo lavorato davvero al massimo delle nostre possibilità. Con la direttrice Miriana Detti è stato fatto un lavoro straordinario, e la ringrazio per quanto ha fatto. Ma tutto il personale è stato straordinario, tutti. Abbiamo subito e incassato tante critiche in questi mesi ma quando vado a incontri nazionali sul tema casa noi, insieme a Bolzano, siamo visti davvero come qualcosa di unico. Itea non ha nemmeno un'occupazione abusiva. Provate a dirla nel resto d'Italia questa cosa e chi lavora con l'edilizia pubblica capirà subito''.  

 

Tutto quanto detto sopra in quadro normativo che è ben codificato e che lascia pochi, pochissimi, margini di interpretazione a Itea che, di fatto, esegue quanto previsto dalla legge 15, la legge provinciale del 2005. ''Una legge senza dubbio non più adeguata ai nostri tempi - conclude Condini -. La società è diventata molto più complessa e io credo sarà importante cambiare la normativa. E' stato avviato il tavolo di confronto e noi faremo senza dubbio la nostra parte ma il come cambiare e se cambiare spetta alla politica''.

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