"Serve un intervento politico e Itea necessita di una 'rinfrescata'. Non accetto che si dica che gli appartamenti sono sfitti a causa dell'inefficienza del Comune"
In giornata l'assessore al comune di Trento Alberto Pedrotti e l'assessore comunale roveretano Mauro Previdi hanno incontrato l'assessore provinciale alla casa Simone Marchiori

TRENTO. Il pensiero comune è che bisogna fare in fretta per risolvere una situazione che rischia l'implosione. Stamani il neoassessore provinciale alle politiche della casa Simone Marchiori ha incontrato Alberto Pedrotti e Mauro Previdi, assessori competenti per i comuni di Trento e Rovereto.
Un confronto della durata di poco più di un'ora dal quale non sono emerse sostanziali novità, durante il quale è stato però ribadito che il sistema va rivisto e in tempi brevi, sia a livello politico (la Legge Provinciale numero 15 del 2005 è ormai obsoleta e necessita di un deciso "restyling), che dal punto di vista operativo.
I rapporti tra il comune di Trento e le comunità di valle, responsabili dell'assegnazione degli alloggi a canone sociale e Itea, che detiene la proprietà degli immobili ed è responsabile della manutenzione degli stessi, sono tesi. E non certamente da oggi: le richieste d'alloggio aumentano, le abitazioni disponibili sono poche, le norme attualmente in vigore non sono adeguate ed è venuto il momento di mettere un punto e ripartire.
Assessore Pedrotti, ha letto le dichiarazioni dell'attuale presidente d'Itea Michele Condini a Il Dolomiti (QUI ARTICOLO)?
"Sì, ho letto e non accetto che si voglia far passare il messaggio che il comune di Trento sia inefficiente per quanto riguarda le assegnazioni. Tutti gli immobili che Itea ci ha messo a disposizione sono stati proposti immediatamente all'utenza. Tanti vengono rifiutati, questo è vero, ma a quel punto che colpa può avere amministrazione comunale se le norme attualmente in vigore lo consentono? Si tratta per la maggior parte, per non dire praticamente tutti, di alloggi di metrature assai ridotte - parliamo di abitazioni di circa 45 metri - quadrati, dunque non adatti a nuclei familiari numerosi. Utilizzare il dato riguardante il numero di appartamenti sfitti per scaricare la responsabilità sull'amministrazione comunale è mistificare la realtà".
E' indubbio che esista un problema legato all'edilizia abitativa pubblica. Come risolverlo?
"In primis ci vuole un intervento politico e una quasi totale rivisitazione della Legge Provinciale del 2005 che è ormai obsoleta. Andava bene diciannove anni fa, quando si costruiva tanto, le case disponibili erano parecchie, il numero di richieste era inferiore all'offerta e c'era quasi possibilità di "scelta" da parte degli utenti senza conseguenze per le altre persone inserite in graduatoria. Le maglie erano dunque molto più larghe e la gestione sia delle assegnazioni che dei subentri decisamente più semplice per chi ne era responsabile. Ci sarebbe molto da dire sull'affitto "a vita" e anche sui parametri secondo i quali si viene inseriti nella graduatoria. Adesso le cose sono ben diverse: serve, dunque, una nuova normativa a livello provinciale che tenga conto dei cambiamenti della società e poi, non ho paura a dirlo, Itea necessita di una decisa "rinfrescata". La macchina va snellita e modernizzata e, da parte del comune, parlo per quello di Trento ovviamente, c'è la disponibilità anche ad entrare in società".
Oggi ad Itea cosa chiede il comune di Trento?
"E' chiaro che la questione non può essere trattata così semplicemente e in questi termini: serve un tavolo di lavoro tra le parti coinvolte e chiediamo alla Provincia risposte efficaci e in tempi brevi. Da parte nostra c'è la massima disponibilità a collaborare affinché si trovi il bandolo di una matassa che è intricatissima. Ci sono tanti appartamenti che necessitano di manutenzione straordinaria: ad Itea chiediamo di lavorare velocemente sulla parte amministrativa, mettendo a bando le gare nel minor tempo possibile, così che gli immobili possano diventare agibili e, dunque, destinabili. Vi assicuro che, una casa di "normale" metratura, nel giro di un mese al massimo viene assegnata e accettata dall'utenza".
Attualmente quanti sono gli appartamenti a disposizione del Comune?
"Una quarantina. Ventiquattro ci sono stati consegnati una decina di giorni fa e altri dieci erano già in trattazione. Vogliamo considerare sfitti anche questi? Ne abbiamo la disponibilità e li assegneremo, come abbiamo sempre fatto".


















