Itea, Kaswalder "commissaria" il suo segretario politico Marchiori? "Serve una figura che risponda alla Commissione e resto, per ora, di Autonomisti popolari"
L'ipotesi di Walter Kaswalder è di commissariare Itea per cambiare passo sul recupero degli alloggi non utilizzati, un cronoprogramma da qui a 5 anni. E la gestione straordinaria non riferirebbe esclusivamente a Marchiori: "L'assessore può venire in Commissione. L'obiettivo primario è quello di recuperare questi alloggi per soddisfare le lunghe liste d'attesa"

TRENTO. Il commissariamento di Itea. Una gestione straordinaria della società pubblica di edilizia abitativa per risolvere tanto la partita relativa agli alloggi di risulta, mediamente 1.000 ogni anno, quanto per riuscire a dare risposte a tutte quelle famiglie in graduatoria da anni e in attesa di entrare in un'abitazione. Un cambio di passo per per sbloccare le pratiche da qui ai prossimi 5 anni. E poco importa se questa proposta di un esponente eletto tra le fila del Patt, Walter Kaswalder, andrebbe a "depotenziare" l'assessorato (di nomina esterna perché il risultato elettorale l'ha lasciato fuori dalle porte di piazza Dante") di Simone Marchiori, segretario politico delle Stelle Alpine. La partita è più grande.
"Sono più di 20 anni, da sindaco e da consigliere provinciale, che sento sempre gli stessi problemi su Itea", spiega Kaswalder. "E' di tempo di essere operativi e di essere concreti per trovare le soluzioni più adatte. Il problema dell'accesso e della reperibilità degli alloggi, anche quelli pubblici, diventa ogni giorno più grande e non si più aspettare".
Insomma, l'ex presidente del Consiglio provinciale chiede di affrontare la questione di petto e con energia. Come? Un commissario ad hoc che vada a sostituire l'intero Consiglio d'amministrazione. "Una persona competente - dice Kaswalder - che si prenda carico di Itea. Le crescente difficoltà abitativa che affligge numerose famiglie nel nostro territorio richiede un'approfondita analisi della situazione degli appartamenti inutilizzati e la predisposizione di un cronoprogramma per stabilire gli interventi e le priorità".
Quello degli alloggi di risulta è un tema delicato. Oggi un migliaio di appartamenti non risulta occupato. "E' un numero che viene costantemente modificato", aveva spiegato Francesca Gerosa, all'epoca presidente della società nel tracciare un bilancio dell'attività l'anno scorso prima di passare il testimone a Michele Condini e lanciarsi nella campagna elettorale per le elezioni provinciali. "Nel 2021 sono stati riconsegnati 480 alloggi mentre nel 2022 sono stati riconsegnati 412 alloggi. Questo Consiglio di amministrazione si è trovato a gestire situazioni complesse".
Il patrimonio abitativo, aveva spiegato Gerosa, in molti casi è vetusto con il 72% degli edifici classificati tra B3 e B4, immobili che richiedono periodi lunghi di riqualificazione e tante risorse. "Prima la società, per scelta legittima, si è concentrata nella sistemazione di quegli alloggi con la maggior parte degli interventi di tipo ordinario. Nonostante le difficoltà, la società è però riuscita a incrementare la produzione: +54%. Un risultato davvero alto che testimonia che Itea non si è risparmiata nell'affrontare gli obiettivi" (Qui articolo).
La soluzione per l'ex presidente di Itea è quella di una gara ad hoc per ristrutturare un pacchetto di 100 alloggi. "E' l'unica possibilità per abbassare la quota dei mille alloggi di risulta. E' necessario un investimento in termini di risorse umane e finanziarie. La richiesta è stata avanzata alle istituzioni perché siamo sotto personale e vogliamo alzare l'asticella per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati di portare a termine".
Alloggi che entrano in lista e che escono per riqualificazione, restano grosso modo mille. E il numero deve essere abbattuto. La soluzione per Kaswalder è quella di dichiarare una sorta di "Stato d'emergenza" e la gestione commissariale. "E' fondamentale comprendere le ragioni di questa situazione e di individuare soluzioni per il recupero degli appartamenti non utilizzati. Un esame attento delle cause che impediscono la disponibilità di tali alloggi sul mercato potrebbe rivelare nuove strategie per affrontare il problema".
Un commissario che, però, dovrebbe relazionare non tanto all'assessore delegato alle politiche per la casa quanto alla Commissione permanente provinciale. Meglio se ogni sei mesi, se non con maggiore continuità. "E' la sede più adatta perché composta da consiglieri di maggioranza e di minoranza: la questione richiede un parere trasversale. L'intento è quello di essere informati e di monitorare, costantemente, l'avanzamento rispetto al cronoprogramma, l'effettivo recupero degli appartamenti non utilizzati e le varie necessità per rispondere ai cittadini che aspettano da troppo tempo".
Negli anni, sostiene Kaswalder, ci sono stati indubbiamente degli errori ma questa non può più rappresentare una scusa. Il cambio di passo è urgente. A "farne le spese" Marchiori, almeno sulla carta compagno di partito. "E' d'obbligo precisare che rappresento la dimensione degli Autonomisti popolari fino a quando non c'è il congresso del Patt. Non intendo essere un portaborse o alzare semplicemente la mano, sono disposto a completare tutto a fronte di un ragionamento e di una riflessione seria".
Questa proposta, sottolinea l'ex presidente del Consiglio provinciale, va oltre l'affiliazione politica. "L'assessore può venire in Commissione. L'obiettivo primario è quello di recuperare questi alloggi per soddisfare le lunghe liste d'attesa", conclude Kaswalder.


















