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Trento
14 febbraio | 18:11

Emergenza abitativa, giovedì il comitato provinciale. Pedrotti: "Sì alla rateizzazione estrema per bloccare gli sfratti e maggior velocità per i lavori di riqualificazione"

"Le questioni prioritarie da affrontare sono due: gli sfratti in corso di esecuzione e gli appartamenti liberi ma che necessitano di un intervento prima di essere reimmessi sul mercato. In questo momento, all'interno del Comune di Trento, tra domande e richieste è di 1 a 10: l'obiettivo è di portarlo, quantomeno, a 5 a 10. Non è possibile sfrattare un inquilino che, magari, ha un debito di 500 euro, ma deve cambiare il sistema procedurale, perché quello attualmente utilizzato non funziona più"

Emergenza abitativa, giovedì il comitato provinciale

TRENTO. Bisogna fare in fretta, perché il problema c'è, è enorme e va affrontato e il rischio concreto è quello che, prima o poi, possa deflagrare.

 

L'assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori, che nei giorni scorsi si è recato a Riva del Garda per il primo degli incontri territoriali (QUI ARTICOLO), giovedì pomeriggio ha convocato per la prima volta - da quando ha iniziato il proprio mandato - il "Comitato provinciale sulla condizioni abitativa".

 

Alla presenza di tutti i soggetti interessati (Itea, i rappresentanti degli Enti Locali, che si occupano della gestione delle assegnazioni degli alloggi e degli sfratti), Marchiori traccerà la "road map" dei prossimi mesi, elencherà le priorità da affrontare immediatamente e ascolterà tutte le proposte che verranno messe sul tavolo per cercare di attualizzare e ottimizzare un sistema che, ad oggi, si basa su di una Legge Provinciale datatissima (risale al 2015) e ha una macchina organizzativa e operativa che ha una struttura "elefantiaca".

 

L'assessore del comune di Trento Alberto Pedrotti sarà presente in qualità di rappresentante del consiglio delle autonomie locali. Con lui anche il presidente della comunità della Vallagarina, Stefano Bisoffi. 

 

All'assessore Marchiori, Pedrotti chiederà d'istituire la "rateizzazione estrema" per bloccare i tantissimi sfratti attualmente in corso e avanzerà nuovamente la proposta di "spostare" il contributo per il canone dall'affittuario al proprietario come forma di garanzia.

 

"Le questioni prioritarie da affrontare - esordisce Pedrotti - sono due: gli sfratti in corso di esecuzione e gli appartamenti liberi ma che necessitano di riqualificazione. Poi, chiaramente i punti sono tantissimi ma, come giustamente ha affermato l'assessore provinciale Marchiori, ci sono aspetti che vanno trattati immediatamente. Attendere significherebbe solamente acuire il problema e non possiamo permettercelo perché ci andrebbero di mezzo le persone. In questo momento, all'interno del Comune di Trento, tra domande e richieste è di 1 a 10: l'obiettivo è di portarlo, quantomeno, a 5 a 10".

 

Partiamo dalla questione sfratti: come affrontarla?

"Il "bug" è prima di tutto "di sistema". L'inquilino Itea "moroso", in un range che va da 500 euro a 10mila euro, riceve lo sfratto ,materialmente dal Comune di Trento, dopo la comunicazione da parte di Itea, che segnala la situazione debitoria e ordina di eseguire il provvedimento. La procedura va modificata: Itea deve segnalare, mano a mano che si presentano, le situazioni debitorie, così da permettere ai servizi sociali d'intervenire, analizzare caso per caso e cercare di risolvere le problematiche".

 

Quale potrebbe essere una soluzione?

"La rateizzazione estrema, un procedura che già viene utilizzata in altri comuni italiani e funziona. Si verifica l'Icef del soggetto in questione e si studia un piano di rientro personalizzato che possa essere sostenuto dall'inquilino moroso, anche in un periodo di 120 mesi. Così Itea ha la certezza di recuperare quanto le spetta ma io, Comune di Trento, soggetto che si occupa dell'assegnazione degli appartamenti e - purtroppo - anche di notificare lo sfratto, evito di spostare il problema da un settore all'altro. Mi spiego: chi viene sfrattato dalla casa Itea, una volta che si ritrova su di un strada a chi si rivolge? Ai servizi sociali del Comune che, dunque, si trovano a gestire un'altra emergenza, ben più complicata".

 

Quanti sono gli sfratti in corso a Trento?

"Una cinquantina (48 per la precisione, ndr), tantissimi, ma il problema va affrontato ragionando in chiave provinciale, perché stiamo parlando di circa 1.000 provvedimenti sull'intero territorio trentino. Ecco perché bisogna intervenire subito, trovando una soluzione non solamente per l'immediato ma anche per il futuro: stiamo parlando di mille nuclei familiari coinvolti, tanti dei quali numerosi e all'interno dei quali ci sono bambini piccoli. E' un problema sociale di grande, grandissima portata".

 

Parliamo di appartamenti sfitti: quanti sono quelli che sarebbero a vostra disposizione ma necessitano di lavori prima di essere assegnati?

"Ventuno. Anche in questo caso va modificata la struttura della gestione: Itea deve avere chiara la situazione riguardo lo stato degli alloggi. Il monitoraggio deve essere costante e puntuale. Non è possibile che, nel momento in cui un appartamento venga lasciato libero, non si abbia l'idea su quali siano gli interventi da effettuare e passino settimane o, magari, addirittura mesi prima che venga effettuato un sopralluogo. Ricordo che gli interventi di sistemazione possono essere effettuati esclusivamente da Itea: il sistema va modificato e bisogna far sì che il motore viaggi a pieni giri".

 

Per la modifica della Legge Provinciale, invece, serviranno probabilmente anni.

"Non ci aspettiamo altro ma, d'altronde, bisogna modificare la Legge in modo che possa essere al passo con i tempi e funzionale anche al futuro prossimo. Il lavoro è enorme: non bisogna ragionare solamente sul presente, ma anche in prospettiva, tenendo conto che la società è in continua evoluzione. L'importante è risolvere tutto ciò che si può risolvere nel più breve tempo possibile".

 

Infine la questione del contributo per l'affittuario: la sua proposta è quella di conferirlo direttamente al proprietario dell'appartamento.

"Assolutamente sì e lo ribadirò. Così facendo si otterrebbe un doppio risultato: sarebbe un'importante forma di garanzia per il proprietario e fungerebbe da incentivo per la messa a disposizione degli alloggi. L'ho già accennato all'assessore Marchiori, trovando la sua approvazione e quella di giovedì sarà l'occasione per ribadirlo, coinvolgendo anche tutti gli altri soggetti interessati".

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