Pedrotti risponde a Rigotti: "Non ci sono case? Il problema non sono le tutele. Serve una legge provinciale per regolare gli affitti brevi. A rischio anche il turismo di qualità"
Bisognerebbe prevedere una percentuale massima e, parallelamente, lavorare sulle tutele. Non sto parlando di chi fa B&B di qualità, ma chi sceglie di puntare sugli affitti brevi. Se tutte le seconde case entrassero sul mercato dell'affitto breve, saluteremmo il "turismo di qualità", pensiero questo condiviso da tutto il settore. Il centro storico di Trento, ormai, è quasi tutto all'insegna degli affitti brevi. E' un tema attualissimo e diffuso: anche città come Barcellona e Firenze stanno intervenendo e cercando "soluzioni" a quello che è effettivamente un problema"

TRENTO. Quando Alberto Pedrotti, assessore del comune di Trento a economia, commercio, artigianato e turismo, ha letto le dichiarazioni rilasciate a Il Dolomiti da Severino Rigotti (Qui articolo), presidente per il Trentino di Fimaa, la federazione italiana mediatori agenti d'affari, è sobbalzato sulla sedia.
Il tema è quello della locazione degli immobili. "I proprietari degli immobili sono sempre più restii a concederli in locazione, perché non si sentono sufficientemente tutelati. Per tornare a una situazione di equilibrio servono misure semplici e stabili: rafforzare strumenti come il canone concordato e la cedolare, concedere micro - incentivi fiscali per chi ristruttura e affitta a prezzi calmierati e favorire i partenariati pubblico - privati per le residenze universitarie".
I prezzi degli affitti sono arrivati alle stelle e, soprattutto, vi è un'enorme carenza di alloggi. La motivazione è che non si affitta "solamente" per la mancanza di tutele o vi è altro?
"Capisco che Rigotti difenda la propria categoria - esordisce Pedrotti - ma non sono assolutamente d'accordo con quanto afferma. Il presidente della Fimaa dice che, rispetto a dieci anni fa, la situazione è cambiata. Non è vero, perché anche all'epoca le tutele per i proprietari d'immobili, che sono nulle e per le quali la politica nazionale dovrebbe fare ben più di qualcosa, e su questo sono perfettamente d'accordo, erano le medesime. Anzi, forse, la situazione era pure peggiore. Mancano gli alloggi perché, visto che la città di Trento è diventata turistica, tantissimi proprietari hanno legittimamente deciso di orientarsi sull'affitto breve e io li comprendo, ma dobbiamo bilanciare il diritto alla libera impresa con il diritto all'abitare".
Sembra un paradosso: lei è assessore al turismo della città capoluogo, dove i posti letto non bastano a soddisfare le richieste e vorrebbe ci fosse un "tetto" a chi ne mette a disposizione altri.
"Attenzione, non possiamo pensare di risolvere il problema della ricettività costringendo i residenti ad andare altrove. Non è un problema solo di Trento, ma dell'intero Trentino. Penso alle zone dell'Alto Garda, delle valli di Fiemme e Fassa, di Campiglio: in quei posti o la casa ce l'hai di proprietà, altrimenti devi andare altrove".
Dunque, come intervenire?
"Serve una legge che regolamenti gli affitti brevi. La materia è complicata, me ne rendo conto, ma la Provincia dovrebbe pensarci e cominciare a scriverla perché, altrimenti, il mercato imploderà definitivamente. Al momento se un singolo possiede cinque - dieci appartamenti, faccio un esempio, ha la possibilità di destinarli tutti agli affitti brevi, togliendoli dunque dal mercato degli affitti "normali". Bisognerebbe prevedere una percentuale massima e, parallelamente, lavorare sulle tutele. Non sto parlando di chi fa B&B di qualità, ma chi sceglie di puntare sugli affitti brevi. Se tutte le seconde case entrassero sul mercato dell'affitto breve, saluteremmo il "turismo di qualità", pensiero questo condiviso da tutto il settore. Il centro storico di Trento, ormai, è quasi tutto all'insegna degli affitti brevi. E' un tema attualissimo e diffuso: anche città come Barcellona e Firenze stanno intervenendo e cercando "soluzioni" a quello che è effettivamente un problema".
E' innegabile, però, che i proprietari scelgano la strada dell'affitto breve per "tutelarsi".
"Come ho detto bisogna intervenire anche sulle tutele, ma quella non può essere l'unica soluzione. E' innegabile che l'affitto breve sia diventato estremamente attrattivo per i proprietari: si è certi che gli inquilini lascino la casa, il pagamento avviene con sicurezza e la rendita è complessivamente superiore. Capisco tutto, ma così facendo rendiamo "invivibili" le città e le località turistiche. E questo va assolutamente evitato perché un luogo meno "vissuto", meno "abitato" perde inevitabilmente anche di attrattività".













