Contenuto sponsorizzato
Trento
12 gennaio | 06:00

Emergenza casa, il Trentino e l'Alto Adige puntano il dito contro il boom degli affitti brevi: "Da rifiuti all'acqua, pesano sui servizi pagati da tutti"

Si punta sul turismo e si veicola l'importanza del settore per l'economia ma si creano frizioni se poi anche un privato (anche per non vincolarsi a lunghi contratti di locazione) vuole essere protagonista in questo mercato. L'Asat: "E' una questione di regole e di programmazione. Una diffusione eccessiva di appartamenti a uso turistico rischia di snaturare i centri ma anche di svilire una destinazione che così si uniforma e perde di identità"

TRENTO. Trovare una casa in affitto è difficile. Ancora di più a prezzi accessibili. Una situazione complessa che riguarda in particolare, ma non esclusivamente, le destinazioni a vocazione turistica. Zona che vai, difficoltà che una famiglia trova: un mercato distorto dalla presenza degli studenti universitari e dagli appartamenti messi a disposizione per gli affitti brevi. Il comun denominatore per tutti è rappresentato dai costi alti. Ecco così servita l'emergenza casa.

 

E' soprattutto la questione "affitti brevi" che finisce nel mirino delle amministrazioni pubbliche e degli operatori del settore. Il tema di trovare un alloggio, per esempio, per un lavoratore si scontra con l'assenza di spazi a prezzi ragionevoli. Dinamica che poi si può estendere a tutte le categorie. Argomento che poi si inserisce nell'attrattività di una zona.

 

Il Trentino e l'Alto Adige pensano a come calmierare i numeri degli alloggi che vengono promossi sulle piattaforme e le varie vetrine, quali Airbnb. Circa 6 mila quelli a Bolzano, quasi 9 mila gli appartamenti a Trento. Un'enormità che si traduce in una fortissima tensione immobiliare.

 

Si punta sul turismo quale motore economico del territorio, poi per vari fattori - la questione dei vincoli sui contratti locazione non è secondaria - parte dei residenti vogliono essere parte di questo meccanismo ma l'insofferenza verso questa "compartecipazione" ha ormai raggiunto soglie di guardia. La Provincia di Bolzano intende intervenire per regolamentare il settore (Qui articolo), chiedono da tempo provvedimenti pure gli operatori trentini.

 

"Siamo critici sulla costante diffusione di appartamenti a uso turistico", commenta Davide Cardella, direttore di Asat. "In primis per una questione di trasparenza del mercato. La situazione è un po' migliorata con l'introduzione dell'obbligo del codice Cipat in provincia e Cin a livello nazionale. I numeri sono sempre stati sottostimati e ora assistiamo a incrementi a doppia cifra nei dati: non è un'esplosione quanto semplicemente emerge quel sommerso che abbiamo sempre denunciato in questo segmento specifico".

 

Non è, per gli albergatori, una contesa di mercato e clienti. "Non c'è concorrenza: la tipologia di turista è diversa e le persone che scelgono questa forma di ospitalità solitamente non si rivolgono agli hotel", evidenzia Cardella. "Semplicemente la richiesta è di stesso mercato, stesse regole. Oggi gli affitti brevi, anche se di stampo professionale, non contribuiscono al sistema e non concorrono alla costruzione di un prodotto ma fruiscono in modo forte dei benefici di un settore che funziona".

 

Per un motivo (turismo e popolazione studentesca, appunto) o per un altro (dinamica di spopolamento, seppur in Trentino decisamente meno marcata che in altre zone d'Italia), c'è un'enorme carenza abitativa, che colpisce soprattutto giovani e famiglie. "C'è indubbiamente preoccupazione perché poi ci sono ripercussioni che coinvolgono diversi piani: urbanistico, demografico e di residenzialità nell'equilibrio tra turisti, abitanti e lavoratori. E' un discorso che riguarda anche la tenuta dei servizi, dai rifiuti all'acqua, che sono calcolati su valori e volumi diversi rispetto alla locazione".

 

Una diffusione di appartamenti a uso turistico che "rischia di snaturare i centri con gli esercizi commerciali che diventano esclusivamente negozi di souvenir, ma anche di svilire una destinazione che così si uniforma e perde di identità".

 

A Riva del Garda si pensa di agire sull'Imis. "Una soluzione che abbiamo ipotizzato nel passato: abbassare i costi di chi sceglie di affittare a lavoratori e residenti, questo sarebbe un primo segnale. Ma ci deve essere un ragionamento complessivo perché i servizi sono pagati dalla collettività e i criteri sono spesso agganciati a calcoli sottostimati proprio perché non si tiene conto del peso di un affitto breve". 

 

"Iniziamo il nuovo anno con indicatori molto positivi. Ma abbiamo bisogno di trovare il prima possibile una soluzione perché comunque mancano case e la situazione delle locazioni è drammatica”. Un problema evidenziato e sollevato anche da Fimaa (Qui articolo).

 

Ci si muove in un contesto complesso tra norme che si moltiplicano, sentenze e interpretazioni sull’affitto breve – come nel caso della Keybox e degli obblighi Cin. "Serve una programmazione perché intervenire sulla legislazione è difficile: ci sono circa 400 tipologie diverse di locazione e quindi rivedere una legge alla base richiede tempo e analisi", prosegue il direttore di Asat. "Si può però pianificare meglio le zone dal punto di vista urbanistico e far rispettare le norme del mercato. La sostenibilità deve essere per tutti: residenti, lavoratori e turisti".

 

Gli albergatori guardano anche al progetto Ri-Val. Un'iniziativa della Provincia, con Cassa del Trentino e Cassa Depositi e Prestiti, che intende riqualificare e mettere a disposizione circa 300 alloggi con un investimento da 60 milioni a costo accessibile in aree svantaggiate oppure a forte vocazione turistica dove i lavoratori faticano a trovare abitazioni (Qui articolo).

 

"Abbiamo operato forti pressioni affinché venisse esteso anche alle zone turistiche e la Provincia ci ha ascoltato. Non c’è solo la questione spopolamento, l’emergenza abitativa interessa tutto il territorio provinciale”, conclude Cardella.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 12 maggio | 20:00
In Alto Adige gli sciacalli dorati si sono diffusi di più rispetto al Trentino, si stima una presenza quattro volte superiore. A Bolzano [...]
Montagna
| 12 maggio | 18:30
Dopo la chiusura dell'estate scorsa per i lavori di ristrutturazione, riapre il Rifugio Sat Tosa - Tomaso Pedrotti. Nella gestione Franco [...]
Società
| 12 maggio | 20:21
La serie “The Four Seasons” di Netflix America ha scelto Trento per la sua seconda stagione. Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli comunica su [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato