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Trento
08 febbraio | 05:01

Alloggi Itea, l'assessore Marchiori: "La legge del 2005 va riscritta del tutto. Sono 1.000 gli alloggi che necessitano di manutenzione per essere reimmessi sul mercato"

"Vanno rivisti i regolamenti, i criteri d'assegnazione degli alloggi e la normativa riguardante i subentri: in diciannove anni la società e le sue dinamiche sono mutate completamente e l'attuale norma non è linea con l'attualità e le esigenze. E, contemporaneamente, bisogna rendere molto più efficiente il sistema di reimmissione sul mercato degli alloggi che necessitano di manutenzione. Pensiamo ad un seconda gara booster"

Alloggi Itea, l'assessore Marchiori: La legge del 2005 va riscritta del tutto

TRENTO. La questione Itea è stata, sin dal primo giorno del suo mandato, la priorità sulla quale lavorare.

 

Il sistema di conferimento, gestione e manutenzione degli alloggi a canone agevolato va rivoltato come un calzino e su questo, tutti i soggetti coinvolti (ognuno secondo il proprio punto di vista) sono concordi.

 

I nodi da sciogliere sono tanti, così tanti che vanno affrontati praticamente tutti assieme perché risulta impossibile stabilire una priorità d'intervento. L'intervento, insomma, dovrà essere "di sistema".

 

I problemi? Quelli arcinoti: le domande sono tantissime e in costante aumento, la disponibilità di alloggi molto inferiore a quanti ne servirebbero, i rapporti tra i soggetti incaricati dell'assegnazione degli appartamenti e Itea, proprietaria delle strutture e responsabile dei lavori di sistemazione, sono estremamente, tesi con grande "rimpallo" di responsabilità.

 

E poi c'è la questione della Legge Provinciale numero 15 del 2005, ormai obsoleta: quando è stata scritta, rivista e approvata la situazione era ben diversa e non "solamente" da un punto di vista meramente numerico. La società è cambiata clamorosamente negli ultimi 19 anni: le norme che un tempo potevano funzionare adesso non solo appaiono superate, ma complicano notevolmente l'operato dei soggetti coinvolti.

 

L'abbiamo raccontato nelle precedenti quattro "puntate" della nostra inchiesta, partendo dal punto di vista di Itea (QUI ARTICOLO) e poi indagando riguardo la situazione "reale" sul territorio provinciale, nella fattispecie nel comune di Trento (QUI ARTICOLO), nella comunità di valle della Vallagarina (QUI ARTICOLO) e nelle comunità della Val di Non e della Valsugana e Tesino (QUI ARTICOLO).

 

L'assessore provinciale alle politiche abitative Simone Marchiori si è immediatamente messo al lavoro per trovare il bandolo di una matassa intricatissima, per la quale è stato fatto molto a livello di contributi economici da parte della Provincia, ma pochissimo a livello politico. Con il risultato che i problemi di cinque anni fa (e nel mezzo c'è stata anche la pandemia) si sono acuiti.

 

"La volontà è quella di convocare il prima possibile il tavolo per l'emergenza abitativa - spiega Marchiori - perché si tratta di una questione che va affrontata prima possibile. Anzi subito. Sono state effettuate le ultime nomine, verranno ratificate dalla Giunta e poi ci sarà la possibilità, finalmente, di sedersi tutti attorno ad un tavolo per un confronto che dovrà essere produttivo e costruttivo: l'incontro non dovrà essere l'occasione esclusivamente uno strumento per "svuotare", ma un momento in cui esporre dettagliatamente tutti i problemi, ma anche effettuare proposte che possano essere utili ad un causa che è talmente importante che è stato istituito un assessorato dedicato. Così facendo sarà più semplice per i soggetti coinvolti, penso al comune di Trento, alle comunità di valle e ovviamente ad Itea, interagire con l'organo provinciale. Il tema è centrale, lo sappiamo e per questo, sin dal primo giorno ho iniziato ad interfacciarmi con le varie realtà e a studiare in maniera approfondita ogni aspetto dell'argomento".

 

Le priorità d'intervento?

"In primis bisogna intervenire e riscrivere totalmente la Legge Provinciale che regola la materia. Quella attualmente in vigore risale al 2005 e non può essere in linea con le esigenze e le situazioni odierne. Vanno rivisti i regolamenti, i criteri d'assegnazione degli alloggi e la normativa riguardante i subentri. Insomma il restyling deve essere totale, perché in diciannove anni la società e le sue dinamiche sono mutate completamente. E, contemporaneamente, bisogna rendere molto più efficiente il sistema di reimmissione sul mercato degli alloggi che necessitano di manutenzione. Una seconda "gara booster" potrebbe essere la soluzione".

 

Di quanti appartamenti parliamo?

"Il turnover è elevato, dunque il numero è mutevole. Siamo nell'ordine dei 1.000 alloggi. Il Covid, in questo senso, ha portato ad un rallentamento delle operazioni, ma adesso abbiamo l'obbligo di dare un'accelerata per rispondere ad un numero di domande sempre maggiore".

 

Dalle comunità di valle arrivano anche notizie di un certo numero di alloggi, non tantissimi, che da tempo non si riesce ad assegnare. E' possibile pensare alla messa in vendita di questi per reperire risorse?

"L'alienazione di tali beni è possibile e consentita, ma in questo caso è necessaria un'attenta valutazione, caso per caso. Il principio è che ad ogni "uscita" debba corrispondere un' "entrata", dunque ogni diversa situazione richiede un'analisi approfondita. Non è un'operazione, anche in casi conclamati, che si può effettuare con superficialità perché si andrebbe ad "impoverire" il patrimonio provinciale".

 

Un "bug" è quello riguardante il rifiuto di un alloggio da parte di un'utente a cui questo viene assegnato: oggi c'è la possibilità di farlo, salvo casi particolari, senza perdere il proprio posto in graduatoria.

"Mi riferisco anche a questo quando parlo di criteri d'assegnazione. Ci sono situazioni particolari, come ad esempio la dislocazione dell'appartamento in una zona periferica o il fatto che la metratura non sia adatta ad un determinato nucleo familiare, ma anche qui bisognerà intervenire perché negli anni sono cambiate le esigenze".

 

C'è la questione dell'assegnazione "a vita" che, visto l'attuale sviluppo della società, sembra essere un provvedimento non in linea con l'attualità.

"Questo è certamente un altro aspetto del quale discutere e sul quale intervenire. La casa Itea è un supporto che, giustamente, sottolineo giustamente, deve essere fornito a chi ne ha bisogno. L'auspicio è che quante più persone possano migliorare la propria condizione e, dunque, non necessitare più di tale supporto. Vanno potenziati gli strumenti e intensificati i controlli per evitare che vi siano situazioni non in linea con i criteri d'assegnazione e mantenimento degli alloggi in questione".

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