"Rinnovare i contratti è fondamentale ma serve un welfare territoriale", la Cisl Fp: "Se un dipendente non trova casa o i servizi si vanificano i concorsi"
Dalle politiche abitative al reclutamento del personale, la Funzione pubblica della Cisl Fp lancia un appello alla Provincia: "Il rinnovo dei contratti è fondamentale e ci sono situazioni inaccettabili come il decennio di blocco della sanità privata ma gli accordi devono essere accompagnati da una strategia politica forte per rendere il Trentino sostenibile e attrattivo per chi ci lavora"

TRENTO. "Il lavoro pubblico in Trentino è un patrimonio di competenze che garantisce servizi essenziali, nei vari comparti funzioni centrali, autonomie locali, sanità e così via. Ma oggi questo patrimonio si deve preservare e valorizzare per non correre il rischio di un forte arretramento", queste le parole di Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp. "Il costo della vita sul nostro territorio corre più veloce che altrove, una dinamica che erode il potere d’acquisto nonostante i rinnovi dei contratti nazionali e provinciali".
La Funzione pubblica della Cisl lancia un appello chiaro alle istituzioni, e in primis alla Provincia di Trento. "Il rinnovo dei contratti è fondamentale e ci sono situazioni inaccettabili come il decennio di blocco della sanità privata ma gli accordi devono essere accompagnati da una strategia politica forte per rendere il Trentino sostenibile e attrattivo per chi ci lavora".
Non si tratta "solo" di riscrivere i contratti, ma di costruire un sistema di servizi e di opportunità. "La situazione è critica nelle Funzioni Centrali (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici ). Qui i lavoratori operano con contratti nazionali che sono garanzia di diritti, ma che si scontrano con la realtà economica locale", aggiunge Pallanch. "Un dipendente pubblico a Trento paga affitto, spesa e servizi molto più di un collega di altre regioni. Se il contratto nazionale è la base, spetta anche alla nostra autonomia intervenire per colmare il differenziale del costo della vita attraverso il welfare indiretto e anche con il controllo dei prezzi, e del mercato immobiliare e degli affitti".
La Provincia per il sindacato deve fare la regia: un piano per la famiglia, cioè per l’attrattività e la residenzialità. "Si possono anche pubblicare i concorsi e assumere personale, ma se non si trova una casa a costi ragionevoli gli sforzi diventano vani. Il Trentino deve esercitare le leve legislative e stanziare le risorse per coordinare un intervento di sistema che coinvolga poi i Comuni nella fase attuativa".
Un dato, per esempio, è che della previsione di 85 assunzioni all'Agenzia delle Entrate, solo 77 persone hanno manifestato un reale interesse a prendere servizio. "E questo avviene anche in altri settori", evidenzia Pallanch. "I giovani non possono essere reclutati con un concorso e poi lasciati soli: serve un percorso di accompagnamento reale, che si faccia carico della logistica, dei costi e di un vero cuscinetto di servizi indispensabili per restare nei territori e costruire stabilità".
Politiche abitative provinciali. "E' una situazione emergenziale e serve ripensare il sistema casa. La Provincia deve promuovere e finanziare un piano di edilizia residenziale a canone calmierato dedicato ai lavoratori dei servizi pubblici e alle loro famiglie. L'obiettivo è trasformare il lavoratore 'di passaggio' in un cittadino residente".
Sostegno al reddito tramite i servizi. "E' la Provincia che governa il sistema del welfare locale. Si mettano in campo strumenti come per esempio Euregio Family Pass potenziato, agevolazioni sui trasporti provinciali, potenziare bonus nido integrativi e potenziare sostegno alle spese sanitarie) che alleggeriscano il bilancio familiare dei lavoratori pubblici, fungendo da "salario accessorio territoriale".
Reclutamento. "Concorsi territoriali per garantire uffici pieni e funzionanti, la Provincia deve farsi parte attiva, anche nei rapporti con lo Stato, per favorire procedure concorsuali su base territoriale", continua Pallanch. "Assumere chi ha già un legame con il Trentino significa investire su persone che non scapperanno alla prima occasione, ma che vedono nel posto pubblico e dei servizi un'opportunità di crescita professionale dentro la propria comunità".
Organizzazione. "Valorizzare ciò che prevedono gli accordi. Oltre alle risorse, serve la visione organizzativa. Il contratto collettivo offre strumenti moderni come il lavoro agile. Lo smart working non è un diritto automatico garantito a prescindere, ma è una modalità operativa chiaramente prevista dai contratti collettivi. In quanto tale, va valorizzata e non ostacolata da resistenze culturali o organizzative".
Applicare quanto previsto dal contratto "significa permettere accordi individuali che favoriscano la conciliazione vita-lavoro: una leva a costo zero che aumenta l'attrattività del posto pubblico".
L'Autonomia del Trentino "deve dimostrare di saper proteggere anche chi lavora per le funzioni centrali e nei comparti pubblici e dei servizi sul suo territorio. I contratti nazionali e provinciali offrono gli strumenti e le tutele; ora è compito della politica provinciale garantire le condizioni di contesto per viverci dignitosamente. Dalla Provincia ci aspettiamo una regia forte su casa e welfare per dare un futuro alle famiglie dei lavoratori pubblici. Queste misure possono favorire nuove famiglie e contrastare l’inverno demografico, ma solo se la politica investe anziché tagliare risorse. Per questo denunciamo scelte nazionali di alcuni enti pubblici e anche agenzie entrare che, attraverso la spending review, chiudono sedi periferiche, riducono servizi e scaricano oneri sui territori", conclude Pallanch.












