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Trento
25 gennaio | 05:01

In città continuano a spuntare cantieri e il consumo di suolo avanza, Gottardi: "Dobbiamo riqualificare l'esistente, anche nelle valli. Lanceremo un concorso d'idee"

Nelle zone turistiche è sempre più difficile trovare casa, così come nelle città anche se si punta sulle nuove costruzioni. E nelle valli non mancano i cartelli "Vendesi". L'intenzione è di predisporre un concorso di idee per creare alcuni modelli che si possano poi adattare ai vari contesti. Un edificio deve mantenere l'identità, la cultura e le caratteristiche ma non tutto ciò che è vecchio in automatico è antico"

In città continuano a spuntare cantieri e il consumo di suolo avanza

TRENTO. L'ormai ex cinema Astra è stato trasformato in una palazzina e pure la sala del Roma rischia quella fine ma in versione studentato. A due passi dal castello del Buonconsiglio, invece, sono pronte a sorgere una serie di ville. C'è una forte necessità abitativa nel capoluogo. Ma non mancano, soprattutto nelle valli, i cartelli (per mesi, in alcuni casi anni) di immobili in vendita. E l'assessore Mattia Gottardi, forte dei due mandati da sindaco di Tione e della sua esperienza in materia urbanistica, vuole affrontare questa situazione, dare impulso e spinta alle riqualificazioni. Come? Una riprogettazione degli spazi attraverso concorsi di idee per tracciare le linee guida e creare dei modelli d'intervento, riclassificazione degli immobili, campagne informative e l'opportunità di sviluppare una forma di accompagnamento alla pianificazione urbanistica per alleggerirla ma renderla più di sistema.  

 

Studenti o lavoratori, non è semplice trovare un alloggio o, quando si trova, la casa non è proprio il massimo della modernità. Se si è in affitto si prende così, se invece si acquista poi bisogna investire per una profonda ristrutturazione. In città il mercato sembra più fluido mentre nelle valli non mancano i cartelli "Vendesi", ma a fronte di un costo più abbordabile, gli interventi di riqualificazione sono più onerosi e subentrano moltissime altre criticità perché l'edificio è storico, l'architettura particolare e influenzata dal passato contadino di un paese e la burocrazia può soffocare la voglia di recupero, quasi meglio a quel punto costruire a nuovo.

 

"Si punta sul consumo di suolo zero e sul recupero dell'esistente - commenta a il Dolomiti l'assessore Gottardi - ma c'è anche una pianificazione di metri cubi di nuova potenzialità perché spesso ci si adatta alle soluzioni più comode. E' chiaro che c'è un'esigenza abitativa alta, però anche un disequilibrio tra grandi e piccoli interventi, tra valli, dove le nuove edificazioni sono più contenute, e città, con interventi molto più impattanti".

 

Gli affitti a lungo termine lasciano sempre di più spazio a soluzioni più flessibili e in molti casi anche più remunerative. Una dinamica che però porta per certi versi a una stortura della vivibilità e della residenzialità di un territorio. Difficile, se non difficilissimo, per un lavoratore stagionale o per una famiglia trovare casa in determinate zone turistiche con un'impennata anche dei prezzi.

 

"Gli strumenti di un locatario sono un po' spuntati - evidenzia Gottardi - i contratti da norma sono spesso lunghi e se un inquilino non paga diventa complesso far valere un proprio diritto, dall'altra parte ci sono poi casi estremi come per esempio l'Alto Garda. Nei centri storici delle città, Trento su tutti, è sparito ormai da anni il vincolo del 50% di residenza, quindi ci si orienta maggiormente sugli uffici, sulle attività commerciali e sul turismo. Questa è una dinamica che interessa tutta Italia ma che deve portare a una riflessione per far vivere le nostre città da un lato, ma anche per azione di contrastato allo spopolamento delle valli dall'altro lato". 

 

E' in questo contesto, anche tramite le risorse che si possono attingere dal Pnrr, che si vorrebbe dare forza alla rigenerazione del patrimonio esistente. "A mio avviso è necessario ripensare alla pianificazione urbanistica - spiega Gottardi - pur rispettando e anzi rafforzando le autonomie locali nelle decisioni con maggiore peso per Comuni e Commissioni edilizie. Un centro storico non deve significare museificazione ma nemmeno una riqualificazione integrale".

 

Il Trentino è un territorio ormai al limite e dai Prg dei vari Comuni ogni anno ci sono segni più sul fronte terreni urbanizzati. Da Aosta a Bolzano, da Belluno a Sondrio, il Trentino presenta i dati peggiori di tutto l'arco alpino. Da maglia nera. E la rigenerazione urbana può essere una risposta per calmierare questa corsa all'edificazione. 

 

Gli immobili "possono essere riclassificati - aggiunge Gottardi - perché non tutto ciò che è vecchio può essere considerato antico. Un edificio deve mantenere l'identità, la cultura e le caratteristiche, ma una persona deve essere agevolata il più possibile nel recuperare l'esistente, altrimenti il territorio si trasforma in una landa desolata. Un'abitazione è spesso un luogo della memoria personale ma in molti casi risente di un contesto socio-economico ormai profondamente diverso: se si interviene con equilibrio si può mantenere una caratterizzazione della casa e rendere l'immobile realmente abitabile, appetibile sul mercato e interessante da riqualificare".

 

Un punto di equilibrio, per l'assessore, tra nuove edificazioni, prudenza sul consumo del suolo, demolizione e ricostruzione. "I riferimenti alla classificazione dei centri storici sono del '93 e ormai sono anacronistici e vanno aggiornati. L'idea di base, condivisibile, era di rigenerare l'esistente, contrastare le speculazioni, ridurre il consumo di suolo. Ma non è andata esattamente così, quindi un intervento legislativo appare necessario e urgente. Inoltre nell'immaginario collettivo una seconda casa è sinonimo di vacanza ma nella maggior parte dei casi, nei nostri paesi è 'la casa dei nonni disabitata' e pesa a livello fiscale (Imis, ai fini Icef e così via) perché semplicemente non si riesce a vendere o, per i troppi vincoli architettonici, non si riesce a riqualificare l'immobile che resta vuoto e degrada ulteriormente".

 

Un altro punto è quello di ridurre il carico burocratico e poter intervenire sul Prg in modo più flessibile e riducendo gli effetti dei tempi lunghi dell'approvazione dei piani regolatori generali. “L'idea è quella di intervenire a più livelli sul lungo periodo e con correttivi di breve periodo. Un privato che vuole riqualificare non può dover aspettare anche anni, altrimenti perde coraggio e voglia e intanto i paesi si svuotano progressivamente". 

 

Ma come intervenire? "L'idea è di lavorare per comparti per creare una filiera nella quale un cittadino viene accompagnato", continua l'assessore. "Oggi non c'è più il Superbonus 110% ma pochi sono a conoscenza che c'è quello per esempio dell'85% sulla riqualificazione sismica che comunque è vantaggioso. Ci sarebbero gli strumenti ma sembra ancora più conveniente puntare sul nuovo invece che sulla rigenerazione dell'esistente. Qui si può inserire una campagna informativa e formativa". Con grande attenzione a evitare le speculazioni. "Se una comunità è piccola e teme qualche favoritismo ci sono gli organi di controllo e tutte le possibilità di intervento perché il sistema è solido. Questo vale anche per i grandi volumi e per le partite più grosse".

 

Molto poi dipende dalla revisione della pianificazione "attraverso condivisione e coinvolgimento di tutte le parti in causa, ordini professionali, associazioni di categoria, enti locali. L'intenzione è di predisporre un concorso di idee per creare alcuni modelli che si possano poi adattare ai vari contesti: se ci sono una serie di abitazioni e le analisi evidenziano che la necessità abitativa è soddisfatta con meno immobili, alcuni volumi possono essere eliminati per far spazio a parcheggi, zone comuni, un parco, dei servizi. Si riqualifica e si razionalizza una zona per rilanciare l'area. Il risultato può essere all'insegna della sostenibilità, anche sociale di un territorio che migliora la vivibilità, una vera e propria rigenerazione urbana” conclude Gottardi.

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