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Trento
03 febbraio | 20:22

Alloggi Itea, in Vallagarina oltre 650 richieste ma "ne abbiamo solamente 50 a disposizione". E ci sono case che, ormai da anni, nessuno vuole e rimangono sfitte

"Ci sono poi appartamenti che sono liberi ma non destinabili perché richiedono interventi di manutenzione e, quindi, attualmente non agibili", spiega il presidente della comunità di valle Stefano Bisoffi: "Vendere gli alloggi che sono vuoti ormai da anni? E' una decisione politica, non spetta certamente a noi"

Alloggi Itea, in Vallagarina oltre 650 richieste ma "ne abbiamo solamente 50 a disposizione"

ROVERETO. Tantissime domande e pochi alloggi disponibili, alcuni dei quali sono sfitti da tempo e vengono costantemente rifiutati dagli assegnatari perché dislocati in località estremamente periferiche della comunità di valle. E la necessità che quelli liberi ma che necessitano di manutenzione vengano ristrutturati nel breve tempo possibile.

 

La comunità di valle della Vallagarina gestisce tanti alloggi Itea situati praticamente in tutti e 17 i comuni della valle.

 

Il numero di domande è in costante aumento: si è passati dalle 490 del 2021, alle 550 del 2022, mentre nel 2023 le richieste hanno toccato addirittura quota 662, 393 delle quali effettuate da cittadini comunitari e 269 inoltrate da cittadini extracomunitari.

 

Quanti appartamenti potrà destinare la comunità di valle nel 2024?

"Quest'anno assegneremo tra i 46 e i 50 alloggi - spiega il presidente della comunità Stefano Bisoffi -, ovvero quelli che vengono concessi da parte di Itea. Noi ci muoviamo sempre, ovviamente, in base al numero di alloggi disponibili ed effettuiamo le attribuzioni in base alla graduatoria, che viene stilata in base alle domande che sono pervenute entro il 30 novembre 2023. Il nostro compito è questo, poi vi è la possibilità che qualcuno rifiuti l'assegnazione, secondo quanto previsto dalle norme vigenti e, a quel punto, vi sarà il subentro da parte di un altro soggetto inserito nella graduatoria. Ci sono poi appartamenti che sono liberi ma non destinabili perché richiedono interventi di manutenzione e, quindi, attualmente non agibili".

 

Ci sono alloggi che proprio nessuno vuole e sono rimasti sfitti nel corso degli anni?

"Sì, qualcuno c'è. Stiamo parlando di 2-3 alloggi, numeri risicati, che non vengono assegnati per motivi legati all'ubicazione. Sono case, alcune anche di ampia metratura, che si trovano in località periferiche della comunità, dunque lontane dai luoghi di lavoro o dalle strutture scolastiche. I numeri sono ridotti ma, ovviamente, questi appartamenti rientrano tra quelli sfitti".

 

Domanda: se è conclamato il fatto che siano quasi impossibili da assegnare, perché non metterli in vendita e cercare di reperire risorse da reinvestire?

"Questa è una domanda che non dovete rivolgere alla comunità di valle. Si tratterebbe di una decisione politica. Noi, come hanno è già stato spiegato, ci occupiamo delle assegnazioni e, data la delicatezza della situazione, è bene che ogni soggetto coinvolto si occupi di quanto è di sua competenza senza generare ulteriore confusione".

 

Ora, più che mai, appare evidente come un intervento strutturale sia necessario e che un tavolo di lavoro debba essere aperto in tempi brevi. E' d'accordo?

"Sì. Chiederemo a breve un incontro con il neoassessore Marchiori per analizzare nel dettaglio la situazione, perché appare evidente - lo dicono le cifre - come il numero di domande sia decisamente sproporzionato rispetto al numero di alloggi che possiamo assegnare. E poi c'è anche la questione legata alle richieste d'integrazione al canone, ovvero i contributi elargiti a favore di chi non è richiedente Itea, ma è affittuario sul libero mercato. I temi, come vedete, sono tanti".

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