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Trento
23 luglio | 12:05

L'emergenza abitativa non si ferma, prezzi alle stelle, case introvabili e oltre 1.500 alloggi Itea vuoti: "Un patrimonio congelato, mentre le famiglie non ce la fanno più"

Il numero di alloggi di risulta Itea accumulatisi al 2023 ha raggiunto le 1132 unità (ultimo dato ufficiale disponibile nel Bilancio sociale 2023 di Itea), "ma pare che nel 2024 siano diventati 1592" spiega Paolo Zanella del Pd. Questo numero così elevato di alloggi di risulta, quindi sfitti, spiega, ha ridotto il numero di quelli locati nel 2023 a solo l’86,6% (9128 alloggi) del totale del patrimonio immobiliare residenziale di proprietà o gestito da Itea, numero che nel 2024 risulta calato ulteriormente a 9047 (85,04%)

L'emergenza abitativa non si ferma, prezzi alle stelle, case introvabili e oltre 1.500 alloggi Itea vuoti

TRENTO. Mentre in Trentino il costo della casa galoppa più veloce che altrove, tra affitti record e compravendite sempre più fuori portata, cresce il paradosso: migliaia di appartamenti popolari rimangono vuoti.

 

Una crisi abitativa senza precedenti, una realtà concreta che sta pesando sempre di più sulle famiglie trentine. A Trento città, in un solo anno, i prezzi di vendita sono saliti del 9,5%, gli affitti del 5,7%, e nel resto della provincia è andata anche peggio.

 

I dati sono stati ripresi in una proposta di ordine del giorno, presentata dal consigliere Paolo Zanella, al disegno di legge 62. Nel recente report di Euricse “Bisogni abitativi e cooperative di abitazione: prospettive ed elementi di innovazione per il contesto trentino” si fa riferimento al mercato immobiliare trentino e dell'aumento significativo dei prezzi sia per la vendita che per l'affitto residenziale.

 

A questo si aggiunge una drammatica contrazione dell'offerta, in particolare delle locazioni residenziali, sottratte per la maggior parte dal mercato degli affitti turistici brevi. In Trentino le persone vivono in case di proprietà nel 73,6% dei casi, in comodato nel 7,5%, in affitto privato nel 13,9% e in affitto nell'edilizia residenziale pubblica (ERP) nel 5% dei casi, con percentuali che poco si discostano da quelle nazionali.

 

Le persone che cercano casa, quindi, si trovano intrappolate tra costi proibitivi e un’offerta che è ormai scomparsa. Nel frattempo, oltre 1.500 appartamenti pubblici Itea risultano sfitti: un patrimonio congelato che potrebbe essere la chiave per rispondere a un’emergenza che colpisce non solo le fasce più fragili, ma anche il ceto medio, sempre più escluso dal mercato.

 

Il numero di alloggi di risulta Itea – spiega Paolo Zanella - accumulatisi al 2023 ha raggiunto le 1132 unità (ultimo dato ufficiale disponibile nel Bilancio sociale 2023 di Itea), ma pare che nel 2024 siano diventati 1592. Questo numero così elevato di alloggi di risulta, quindi sfitti, ha ridotto il numero di quelli locati nel 2023 a solo l’86,6% (9128 alloggi) del totale del patrimonio immobiliare residenziale di proprietà o gestito da Itea, numero che nel 2024 risulta calato ulteriormente a 9047 (85,04%)”.

 

Numeri elevati a fronte dei quali sarebbero state messe in campo delle iniziative per velocizzare le ristrutturazioni ma non sembrano abbastanza. “Sono state avviate - spiega il consigliere del Partito Democratico - diverse iniziative tese a velocizzare la ristrutturazione degli appartamenti di risulta (gare booster e mini-booster, auto recupero, separazione degli affidamenti per la manutenzione ordinaria da quelli per la straordinaria), che dovrebbero riuscire a recuperare l’intero patrimonio degli alloggi di risulta in 5, 6 anni, un tempo eccessivo rispetto ai bisogni di quanti sono in attesa di un alloggio”.

 

Adesso l'assessore Marchiori, continua Zanella “ci dirà che ha ereditato questo cumulo di alloggi da riqualificare e che ci vuole tempo per farlo. Ma gli alloggi si sono cumulati a questi livelli quando la sua collega assessora Gerosa era Presidente di Itea e Fugatti era al governo della Provincia. Quindi la responsabilità resta colpevolmente in capo alla maggioranza di cui fa parte”.

 

Nel 2023, a fronte di una domanda di 2812 alloggi di Erp, Itea ne ha assegnati solo 511. Questa risposta insufficiente rispetto alla domanda, seppur parzialmente compensata dal contributo integrativo all'affitto, dimostra come ci sarebbe comunque bisogno di una maggiore dotazione di alloggi. Anche se si riuscisse a riqualificare e assegnare tutti gli appartamenti di risulta Itea, infatti, resterebbero oltre 1000 domande di alloggi a canone sociale inevase.

 

Attualmente dal Piano strategico triennale di Itea 2024-2026 e dal Bilancio sociale 2023 si evince che sono in corso di realizzazione 14 appartamenti all'ex Bimac di Rovereto, sono progettati (ora in fase di realizzazione) 15 appartamenti a Trento in via Filzi ai Casoni e 9 alloggi a Mori (entrambe interventi Pnrr), mentre sono in fase progettuale 28 appartamenti in viale dei Tigli e 36 all'ex Nave in S. Pio X a Trento (quest'ultimo intervento pare non verrà realizzato, ma che l'edificio sarà oggetto di permuta).

 

“Nell'assestamento di bilancio in discussione alla Missione 08 - assetto del territorio ed edilizia abitativa, Programma 01- edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare sono stanziati 29.490.000 euro, 18 milioni dei quali destinati alla realizzazione di 38 alloggi a Riva del Garda. In totale, ad oggi – continua Paolo Zanella - si prevede quindi la realizzazione di 140 appartamenti, più di due terzi dei quali sono solo in fase di ideazione o progettazione, comunque un numero complessivo di alloggi insufficiente a far fronte al fabbisogno attuale e futuro”.

 

C'è poi la poi la questione dell'aumento delle entrate da canoni di locazione con aumenti degli affitti eccessivi rispetto alla perdita del potere di acquisto delle famiglie, visto che gli aumenti stipendiali degli ultimi anni sono stati insufficienti rispetto al recupero dell'inflazione. “Negli ultimi cinque anni le entrate Itea S.p.A. - viene spiegato nel documento del Pd - da canoni di locazione sono aumentate del 26,3%, il 23% attribuibile solo al biennio 2023-2024. Aumento dovuto anche alla mancata indicizzazione dell’Icef, uno dei parametri che concorre a determinare l’entità del canone di locazione. Da mesi è stato promesso di contenere gli aumenti, ma intanto la gente che non arriva a fine mese si è vista lievitare l’affitto a dismisura”.

 

Ecco allora che con l'ordine del giorno viene chiesto un impegno alla Giunta provinciale per avviare un percorso, in accordo con Itea e i comuni a più alta tensione abitativa e pressione turistica, per la predisposizione di “un piano straordinario decennale di nuove edificazioni di edilizia residenziale pubblica e di efficientamento energetico di quelle esistenti”.

 

Si chiede di dare mandato ad Itea di accelerare ulteriormente nel recupero degli alloggi di risulta per aumentare nel breve termine l'offerta di appartamenti a canone sociale e di confrontarsi con i comuni di Trento e Rovereto oltre alla Comunità di valle, per valutare la possibilità di modificare le quote di alloggi di edilizia pubblica destinati alle assegnazioni d'urgenza. C'è poi la richiesta di indicizzare le soglie Icef e di bloccare gli aumenti dei canoni di locazione.

 

Qui il documento completo presentato

 

 

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