"Emergenza casa? Pochi alloggi e prezzi eccessivi", i sindacati: "Interventi di Pat e Comuni insufficienti: incentivare affitti e piano per immobili a canone moderato"
Dopo la diffusione del rapporto sull'emergenza abitativa in città, arriva la dura nota di sindacati e Acli: "Quasi il 40% dei redditi delle famiglie portati via dai costi dell’abitazione, che in Trentino pesano più che nel resto d’Italia: per calmierare il mercato si agisca anche sulla speculazione degli affitti brevi e con la leva fiscale"

TRENTO. "Emergenza casa in Trentino? I prezzi delle abitazioni sono eccessivi per i redditi delle famiglie, e da Provincia e Comuni interventi insufficienti: serve incentivare gli affitti e attuare un piano straordinario di alloggi a canone sociale e moderato". Questa la presa di posizione dei sindacati trentini, assieme alle Acli, che intervengono sul tema, a stretto giro dalla diffusone del rapporto Nomisma (QUI ARTICOLO) che analizza la situazione del capoluogo a cui serviranno circa 6 mila nuovi alloggi entro il 2042.
“Quasi il 40% dei redditi delle famiglie sono portati via dai costi dell’abitazione, che in Trentino pesano più che nel resto d’Italia. Una dinamica che - scrivono congiuntamente Sunia Cgil, Cisl, Uil e Acli, attraverso le parole dei rispettivi segretari Faggioni, Bezzi, Largher e Nicoletti - combinata con il ridotto numero di alloggi in affitto disponibili sul mercato immobiliare privato e la scarsità di case a canone sociale e moderato, determina una vera e propria emergenza abitativa".
Emergenza abitativa, viene specificato, non nel prossimo futuro ma già adesso "visto che è crescente il numero dei nuclei anche con due redditi che faticano a trovare un’abitazione adeguata al proprio reddito". Il rapporto Nomisma, viene sottolineato, non è che la "conferma tradotta anche in numeri della pressione abitativa sul comune di Trento, ma situazioni analoghe sono presenti nei maggiori centri della provincia".
Ad essere sottolineato è come i sindacati siano consapevoli "che non esistono ricette immediate per uscire da questa situazione di emergenza", ma che sono "altrettanto convinti che gli interventi messi in atto fino a questo momento dalla Provincia e dalle amministrazioni comunali siano stati troppo timidi, in alcuni casi del tutto insufficienti".
“Anche dal nostro punto di vista la soluzione non può essere l'ulteriore consumo di suolo - prosegue la nota congiunta - ma deve essere piuttosto il riutilizzo delle case oggi disponibili, molte delle quali sfitte, e degli immobili pubblici inutilizzati”. Ma come agire dunque? Ad essere messa sul tavolo è la necessità di "usare la leva fiscale per incentivare gli affitti", possibilmente abbinando questo strumento alla creazione di un fondo di garanzia per la morosità incolpevole.
“E’ vero che lo sconto Imis legato al canone concordato non ha prodotto i risultati attesi - proseguono Cgil, Cisl, Uil e Acli - e siamo disposti a confrontarci con l’amministrazione comunale di Trento sull’individuazione di altri strumenti. Ma per noi quelle risorse, stanziate a copertura dello sgravio fiscale, devono restare destinate al capitolo abitazione, a favore delle famiglie”.
A detta dei sindacati, poi, vanno nella giusta direzione i progetti di sublocazione e i fondi di garanzia per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di casa: "Serve però agire con urgenza sui numeri. E su questo è la Provincia che deve affrontare la questione casa con determinazione, con un piano straordinario di alloggi a canone sociale e moderato. Questo ridurrebbe la pressione sul mercato fungendo da calmiere sui prezzi”.
Lo sguardo, poi, viene lanciato al vicino Alto Adige, dove "la Provincia agevola il privato nella costruzione di nuovi immobili, ma in cambio almeno il 40% delle realizzazioni va a locazioni a canone concordato-moderato".
Infine, i sindacati affrontano il capitolo della riqualificazione energetica, con la proposta di agevolare il risanamento degli immobili vincolandoli alla locazione.
“Gli interventi da mettere in campo possono essere molteplici. Servono però - conclude la nota - risorse e disponibilità a ragione andando oltre le visioni di parte. Per quanto ci riguarda porremo questi temi già nel prossimo incontro del Tavolo provinciale, e chiederemo quanto prima un nuovo confronto con il comune di Trento”.














