Casa, prezzi fuori controllo in Alto Adige: a Selva Gardena si toccano i 16mila euro al metro quadro
Il report 2026 sul mercato immobiliare descrive una realtà di prezzi ormai spropositati e in continua ascesa, con una crescita dei valori che arriva fino al 3% in provincia e al 2,5% a Bolzano

BOLZANO. Prezzi esorbitanti, che continuano a salire vertiginosamente e un mercato ormai fuori controllo.
Il report 2026 sul mercato immobiliare in Alto Adige descrive infatti una realtà di prezzi ormai spropositati e in continua ascesa, con una crescita dei valori che arriva fino al 3% in provincia e al 2,5% a Bolzano.
Nel capoluogo la media ha raggiunto i 4.300 euro al metro quadrato, ma la situazione appare ancora più critica per il mercato del nuovo, dove la cronica carenza di terreni rende praticamente impossibile scendere sotto la soglia dei 5.500 euro.
In centro storico le cifre diventano proibitive, oscillando tra i 6.300 e i 9.000 euro al metro quadrato, con quartieri storicamente ambiti come Gries e Sant'Osvaldo che superano stabilmente i 7.000 euro.
Questa spirale verso l'alto trova il suo apice nelle zone turistiche, dove i costi raggiungono livelli quasi inaccessibili: Selva Gardena tocca punte di 16.500 euro al metro quadrato, seguita da Ortisei a 14.000 e Santa Cristina a 13.000.
Anche centri come Merano e Brunico confermano questa tendenza al rincaro estremo, con Maia Alta che arriva a 7.800 euro e Riscone a 8.000.
Il presidente della Fiaip, Carlo Perseghin, ha lanciato un duro allarme affermando che a queste condizioni Bolzano rischia di morire, denunciando l'inerzia di una pianificazione urbanistica ferma agli anni Novanta e lo scetticismo verso le promesse del Comune di realizzare 3.000 nuovi alloggi in tempi brevi.
A peggiorare il quadro per i potenziali acquirenti si aggiungono l'aumento dei tassi dei mutui e il rincaro dei materiali da costruzione.
La domanda rimane forzatamente concentrata sull'usato e su immobili che rispettino le future direttive europee "case green" per evitare anche ulteriori svalutazioni, spingendo gli istituti di credito a proporre mutui trentennali agevolati per i giovani nel tentativo di rendere minimamente sostenibile un mercato altrimenti fuori controllo.












