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| 15 set 2022 | 12:23

Resti di defunti e bare accatastate in un capannone in Valsugana, decreto penale di condanna da 10 mila euro per un imprenditore

Il caso a Scurelle nel 2019 che ha visto le indagini da parte delle forze dell'ordine. Ora la vicenda potrebbe chiudersi con un decreto penale di condanna di circa 10 mila euro 

Resti di defunti e bare accatastate in un capannone in Valsugana

SCURELLE. Un macabro ritrovamento che aveva fatto non poco scalpore: 27 bare contenenti resti di persone estumulate ed esumulate da numerosi cimiteri del Veneto. Il tutto nascosto all'interno di un capannone immerso in uno scenario da film horror tra edifici diroccati, vestiti stracciati e abbandonati a terra, lamiere e materiali edili accatastati in vari punti del cortile interno del più grande complesso ex Samatec di Scurelle.

 

Il caso era stato portato a galla nell'aprile del 2019 (QUI L'ARTICOLO) e subito erano partite le indagini condotte dai carabinieri del Noe. In particolare il personale della Polizia Locale, dopo aver notato che all’interno del capannone si trovavano delle persone intente in attività lavorative, non avendo ricevuto da queste esaustive spiegazioni su quanto stavano effettuando e considerato altresì che dall’interno dello stabile provenivano strani odori, ha provveduto ad allertare i carabinieri per gli accertamenti del caso.

 

Un intervento che ha fatto scoprire quello che nessun poteva immaginare. L'inchiesta è proseguita nel corso di questi anni ed ora il fascicolo aperto potrebbe chiudersi con un decreto penale di condanna da circa 10 mila euro. Un decreto per il quale la difesa dell'impresa indagata sta valutando se presentare opposizione. Il pagamento andrebbe a chiudere la vicenda senza passaggi in aula.

 

L'accusa che riguarda il titolare dell'impresa coinvolta è quella di gestione illecita di rifiuti e di vilipendio di cadavere. Questo perché le bare erano state ritrovare accatastate in un capannone, luogo non idoneo per la conservazione dei resti dei defunti estumulati e che dovevano essere destinati alla cremazione. L'imprenditore coinvolto ha sempre respinto le accuse che gli erano state rivolte affermando di non aver svolto azioni vietate.

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