Testa di pecora mozzata e un biglietto insanguinato davanti alla casa di un imprenditore trentino. Indagini da parte dei carabinieri
Nel biglietto alcune parole scritte in siciliano, è successo in Val di Sole. Sono immediatamente partite le indagini coordinate dalla Procura di Trento

TRENTO. “La prossima volta manderemo la testa di tuo figlio”. Questo il senso delle terribili parole contenute in un bigliettino insanguinato che ha accompagnato una testa di pecora lasciata davanti alla casa di un imprenditore di Dimaro in Val di Sole.
Il macabro ritrovamento è stato fatto nelle prime ore di oggi ed immediatamente sono stati avvisati i carabinieri della compagnia di Cles che, coordinati dalla Procura di Trento, stanno portando avanti le indagini.
Il messaggio che è stato trovato vicino alla testa di una pecora mozzata è stato scritto in dialetto siciliano. La testa dell'animale era priva dell'orecchio con il microchip identificativo.
Sulla vicenda c'è il massimo riservo. Nelle scorse ore in Procura si è svolta una riunione per coordinare le indagini.
Al momento non si scarta nessuna strada nemmeno quella di una minaccia mafiosa nei confronti dell'imprenditore.


















