Testa di pecora mozzata e un biglietto insanguinato davanti alla casa di un imprenditore, individuato l'autore della minaccia mafiosa
Le indagini condotte dai carabinieri hanno permesso di individuare anche l'autore dell'incendio che ha distrutto il Bicigrill di Pellizzano il 6 giugno di quest'anno

TRENTO. Sono stati individuati i responsabili della tentata estorsione commessa con metodo mafioso, mediante il recapito, a giugno dello scorso anno, di un messaggio intimidatorio assieme ad una testa mozzata di ovino, a una famiglia di imprenditori ortofrutticoli della Val di Sole (QUI L'ARTICOLO) e dell’incendio doloso del Bicigrill di Pellizzano avvenuto il 6 giugno 2024 (QUI L'ARTICOLO).
Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trento, unitamente a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cles hanno dato esecuzione a un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero nei confronti di una persona pregiudicata. Sempre questa mattina sono in corso anche delle perquisizioni.
L'episodio della Val di Sole aveva creato molto scalpore. Alla famiglia il 16 giugno dello scorso anno era stato recapitato un sacchetto di plastica al cui interno era presente una testa mozzata di una pecora e accanto un foglio insanguinato con scritto, in dialetto siciliano, “Questo te la manda la famiglia che non dimentica l'infamata. La prossima volta mandiamo la testa di tuo figlio”.
Le indagini dei carabinieri hanno permesso di individuare anche gli autori dell'incendio che il 6 giugno scorso aveva poi distrutto completamente il Bicigrill di Pellizzano.
Aggiornamenti sull'operazione nelle prossime ore














